Silhouette of a person sitting underwater on coral surrounded by colorful fish and rays of sunlight
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Se tu sapessi la tristezza immane

di navigare a vuoto senza meta,

di ricucire le ore lacerate

quando le mani non le senti più

a furia di picchiare contro il muro,

verresti ad aiutare questa tela

d’ una Penelope che aspetta

il batticuore

di scorger la tua sagoma lontana

che si avvicina, ma tu non tornerai.

Se tu sapessi quanto è ruvida la scena

che si ripete a ogni angolo di ciglia, quanto mi schiaccia questa storia incanutita

che scrive trafiletti di memoria

sulla dimora del sale in rimanenza

dopo che il mare prosciugato

da mestizie

diventa un tavoliere, una radura,

verresti a rimpinguare il gaio specchio

di un’ acqua pura che rifiuta ogni sigillo,

nell’ orizzonte che tu non colmerai.

I pesci con la coda verderame

mi sono testimoni delle volte

che il cannocchiale della misericordia

stende le braccia avanti e afferra il vuoto.

Se tu sapessi quant’ è stretta questa stanza

quando riscrivo il battito del sangue

che sembra un vecchio zoppo mentre arranca,

raccoglieresti la tua coda solitaria

e impareresti a correre da me.

Non riesco a fare finta che il profilo

del corpo tuo rotondo che disegno

sopra il cuscino quando mi addormento

consoli il movimento della vita.

Mi giro, ad occhi aperti.

Non rispondi .

La grazia del ricordo non mi basta.

Carmela Laratta