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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: POESIA

Poesia sabbatica: [Dell’impotenza]

11 sabato Nov 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Francesco Palmieri

 

 

[Dell’impotenza]

 

sono furia

che non muove foglia

pure se voglio,

 

perché io solo immagine

la somiglianza

un riflesso bastardo

che non è dio

e uomo nemmeno

 

e sto senza più cielo

straniero qui a terra

indeciso

se vivere sia questo

o soltanto sia un morire

che accade già da tempo.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta edita “Il male nascosto” – Terra d’ulivi edizioni)

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“Tergiversare” di Francesco Tontoli

10 venerdì Nov 2023

Posted by frantoli in LETTERATURA, Poesie

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Tag

Francesco Tontoli

Francesco Villamena, “La strage degli innocenti”

 

Meraviglioso è imbastire qui una discussione

e portare un video a corredo e documentazione.

Da quando abbiamo scoperto questa facoltà

un mondo fantastico e orrido è ai nostri piedi.

Vuoi che ti serva il massacro degli innocenti?

pronto servito a cena, o come commento adatto

alla tragica e comoda transustanziazione

argomento facile da platea pronta a commuoversi.

Che poi ti mostri la realtà scenografica di un’ esecuzione?

servito con aggiunta di materia cerebrale e sangue

ma solo preferibilmente quello mestruale di ragazze

colpi di bazooka urla di vittoria e un fuori campo musicale

C’è anche il binario morto di un cellulare che squilla

sul corpo inerte di un bambino azzurro e coperto di polvere

piange le sorelle appena morte occhi fissi in cielo.

Quello lo daremo in pasto ai deboli per dimostrare

ciò che siamo capace di fare e di dire.

Squilla il cellulare un numero sconosciuto

la poesia ormai sta tutta nel non rispondere.

Certamente se fosse dio a chiamare

dovrebbe rimanere in attesa, tergiversare.

 

Francesco Tontoli

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uNa PoESia A cAsO: Giorgio Caproni

07 martedì Nov 2023

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Il colore e le forme, LETTERATURA, uNa PoESia A cAsO

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Giorgio Caproni, illustrazione, Loredana Semantica, POESIA

disegno digitale di Loredana Semantica

Non sempre i grandi poeti hanno scritto capolavori. Una poesia a caso non intende dimostrare l’assunto, propone solo una poesia scelta a caso, aprendo una pagina a caso, delle raccolte complete di grandi poeti. Una sorta di random poetico alla scoperta di poesie note e meno note dei grandi. Una proposta sine limine, in linea con lo spirito di questo sito.

Oggi è la volta di Giorgio Caproni

Cianfrogna

Se ne dicono tante.

Si dice, anche,

che la morte è un trapasso.

(Certo: dal sangue, al sasso.)

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Poesia sabbatica: -25-

04 sabato Nov 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

-25-

 

ho già occhi

di notti che non dormo,

i mattutini estivi

di una superflua luce

 

(non ci sei tu

e neanche ci sarai

perché lo so

che questa è terra

di vita allucinata

di ombre lievi in fuga

appena si fa giorno

e sono solo pieghe

le piume sul cuscino)

 

ho già le cifre

di un marmo da scolpire,

l’oro sopraffino

che scriverà il tuo nome

 

(e tu sarai un foglio

di rosso sangue e fiori,

il primo verso tremulo

di una poesia d’amore)

 

ho già tutta la vista

da me alla tua stella

 

ma io rimango qui

spezzato dietro a un vetro

 

e tu ad anni luce

in qualche firmamento.

 

FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta “Solo parole d’amore”)

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“Ognissanti” di Francesco Tontoli

03 venerdì Nov 2023

Posted by frantoli in LETTERATURA, Poesie

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Tag

Francesco Tontoli

Sul cancello del cimitero di Filetto

in filigrana si annodano accecanti

tre ragnatele lucide d’argento

come collane in controluce

sgocciolanti rugiada mattutina.

Ora che la nebbia si dirada

primo novembre d’ognissanti

da questa parte e dall’altra

i vivi e morti si cercano

e lasciano una luce

tracce di passaggio

sul filo della soglia.

 

Francesco Tontoli

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uNa PoESia A cAsO: Giorgio Caproni

02 giovedì Nov 2023

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Il colore e le forme, LETTERATURA, uNa PoESia A cAsO

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Giorgio Caproni, illustrazione, Loredana Semantica, POESIA

opera digitale di Loredana Semantica

Non sempre i grandi poeti hanno scritto capolavori. Una poesia a caso non intende dimostrare l’assunto, propone solo una poesia scelta a caso, aprendo una pagina a caso, delle raccolte complete di grandi poeti. Una sorta di random poetico alla scoperta di poesie note e meno note dei grandi. Una proposta sine limine, in linea con lo spirito di questo sito.

Oggi è la volta di Giorgio Caproni

Condizione

Un uomo solo,

chiuso nella sua stanza.

Con tutte le sue ragioni.

Tutti i suoi torti.

Solo in una stanza vuota,

a parlare. Ai morti.

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“Il male” di Arthur Rimbaud

01 mercoledì Nov 2023

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, POESIA

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Mentre gli sputi rossi della mitraglia
fischiano tutto il giorno nell’azzurro infinito;
mentre rossi o verdi, accanto al Re che li irride,
cadono i battaglioni compatti sotto il fuoco;

mentre una follia orrenda maciulla ed accatasta
centomila uomini in un fumante cumulo;
-Poveri morti! D’estate, in mezzo all’erba, nella gioia
della Natura che santi li aveva generati!…-

C’è un Dio che ride fra i damascati drappi
dell’altare, fra gli incensi ed i gran calici d’oro;
un Dio che s’assopisce cullato dagli osanna,

e si risveglia, quando le madri unite
nell’angoscia, piangendo sotto la cuffia nera,
gli offrono una moneta chiusa nel fazzoletto!

ARTHUR RIMBAUD, Poesie, 1870, trad. di Laura Mazza

Le mal

Tandis que les crachats rouges de la mitraille
Sifflent tout le jour par l’infini du ciel bleu;
Qu’écarlates ou verts, près du Roi qui les raille,
Croulent les bataillons en masse dans le feu;

Tandis qu’une folie épouvantable, broie
Et fait de cent milliers d’hommes un tas fumant;
– Pauvres morts ! dans l’été, dans l’herbe, dans ta joie,
Nature ! ô toi qui fis ces hommes saintement!…

– Il est un Dieu, qui rit aux nappes damassées
Des autels, à l’encens, aux grands calices d’or;
Qui dans le bercement des hosannah s’endort,

Et se réveille, quand des mères, ramassées
Dans l’angoisse, et pleurant sous leur vieux bonnet noir,
Lui donnent un gros sou lié dans leur mouchoir.

ARTHUR RIMBAUD, Poésies, 1870

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uNa PoESia A cAsO: Wislawa Szymborska

31 martedì Ott 2023

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Il colore e le forme, LETTERATURA, uNa PoESia A cAsO

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illustrazione, Loredana Semantica, POESIA, Wislawa Szymborska

disegno digitale di Loredana Semantica

Non sempre i grandi poeti hanno scritto capolavori. Una poesia a caso non intende dimostrare l’assunto, propone solo una poesia scelta a caso, aprendo una pagina a caso, delle raccolte complete di grandi poeti. Una sorta di random poetico alla scoperta di poesie note e meno note dei grandi. Una proposta sine limine, in linea con lo spirito di questo sito.

Oggi è la volta di Wislawa Szymborska

Saluto ai supersonici

Oggi più veloci del suono,
dopodomani della luce,
muteremo il suono in tartaruga
e la luce in lepre.

Di antica parabola
onorati animali,
nobile coppia in gara
da sempre.

Correvate, correvano
per questa bassa terra,
provate a gareggiare
in alto nel cielo.

Via libera. Non vi saremo
d’intralcio nella corsa:
per inseguire noi stessi
primi ci alzeremo in volo.

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Versi trasversali: Mirko Boncaldo

30 lunedì Ott 2023

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Versi trasversali

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Mirko Boncaldo, poesia contemporanea

Piet Mondrian, Composition with large red plane, yellow, black, grey and blue (1921)

 

La poesia è anche incontro, una geometria di rette a volte parallele, altre volte perpendicolari. Similmente al quadro di Mondrian un reticolato vivo e riccamente colorato. Nell’ambito della rubrica Versi Trasversali, presentiamo la poesia di …

MIRKO BONCALDO

Continua a leggere →

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Poesia sabbatica: “La passione quotidiana”

28 sabato Ott 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

LA PASSIONE QUOTIDIANA

 

spegni la luce,

non ho voglia stasera

di mostrarti la faccia

di quel cristo morente

che non è nel rosario,

 

spegni la luce,

non voglio tu scorga

la croce sul letto

e sulle spalle il calvario

di un’anima persa,

 

al buio potrò dirti

il segreto del golgota:

 

che qui sulla terra

non c’è casa per dio,

 

spegni la luce,

che io possa dormire

sapendo per certo

che domani al risveglio

nessuna resurrezione

ma un altro giro di sole

ancora un’altra passione.

 

 

FRANCESCO PALMIERI (2006)

(dalla raccolta inedita “Poesie giovanili e sparse”)

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“Quarti di tono” di Francesco Tontoli

27 venerdì Ott 2023

Posted by frantoli in LETTERATURA, Poesie

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Tag

Francesco Tontoli

La scala pianoforte a Valparaíso, Cile

 

Vorrei parlarti dei quarti di tono

-Cosa vorresti dire?

Nel linguaggio si usano,

nella musica sono diventati rari.

Prendiamo ad esempio una frase:

nello spazio tra certe parole,

il quarto di tono appena accennato

corrisponde al non detto

-Ieri sera ho sbagliato a non dirti che

ma se guardavi tra le parole

avresti trovato il non detto,

la nota di passaggio che nel blues,

(musica triste per definizione)

diventa quasi una cerniera

e sta a significare l’insignificante necessario

l’abbellimento consapevole e a volte inudibile

sfumatura del colore e gradazione.

Del resto dobbiamo smettere di pensare

che parlare significhi per forza comunicare.

Quelle volte che lo spartito non parla

per sbaglio arriva desafinada la nota che risolve.

Abbiamo finalmente detto

quello che non volevamo dire.

 

Francesco Tontoli

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uNa PoESia A cAsO: Sylvia Plath

24 martedì Ott 2023

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Il colore e le forme, LETTERATURA, uNa PoESia A cAsO

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illustrazione, Loredana Semantica, POESIA, Sylvia Plath

opera digitale di Loredana Semantica

Non sempre i grandi poeti hanno scritto capolavori. Una poesia a caso non intende dimostrare l’assunto, propone solo una poesia scelta a caso, aprendo una pagina a caso, delle raccolte complete di grandi poeti. Una sorta di random poetico alla scoperta di poesie note e meno note dei grandi. Una proposta sine limine, in linea con lo spirito di questo sito.

Oggi è la volta di Sylvia Plath

I meloni della fiesta

A Benidorm ci sono meloni
carrettate intere

di innumerevoli meloni
ovali e a palla,

verde brillante e risonanti,
una trina di strisce

verde scuro tartaruga.
Scegline uno a uovo, a mappamondo,

palleggialo tornando a casa per gustarlo
nel rovente mezzogiorno:

poponi morbidi come crema,
angurie giganti dalla polpa rossa,

bitorzoluto cantalupo
dal cuore arancione.

Ogni spicchio è borchiato
di semi bianchi o neri

da spargere come coriandoli
sotto i piedi di questo

mercato di mangiameloni
festaioli.

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Poesia sabbatica: “Uomini e ali”

21 sabato Ott 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

Uomini ed ali

 

forse non ti è chiaro

quello che mi tocca,

 

spazzare il pavimento dagli avanzi,

dai nastrini e le coccarde,

i fili rotti delle stelle

(che chi poteva immaginare

fossero ritagli d’alluminio)

 

non l’ho chiesto io

( a chi? alle muse? a chi? )

di mettermi di stanza sul confine

dove barbari in assedio

è già da tempo

che tentano sortite

 

per questo il mio racconto

è solo guerra,

il dirti chi è caduto

e chi ancora vive sopravvissuto,

 

anch’io avrei voluto

un viaggio d’aeroplano,

la perpetua sospensione

della velina in aria,

la spinta nel burrone

e poi le braccia

già addestrate al volo,                                   

come l’aquila, il falco,

 

un angelo mai visto.

 

  

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

Qui la lettura espressiva della poesia.

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“Piccole storie” di Francesco Tontoli

20 venerdì Ott 2023

Posted by frantoli in LETTERATURA, Poesie

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Francesco Tontoli

Edward Hopper, “Hotel da una ferrovia”

 

Stamattina al risveglio
scambiandoci il buongiorno
nel raccontare le piccole storie
come quella di essere stati lontani nel tempo
ti ho chiesto se per caso mi avessi sognato
e come.

Se anche lì insomma
per forza o per amore ci fosse stata
quella cosa che ancora teniamo viva
tutti i giorni l’uno nell’altra.

Se talora imbastendo una storia inverosimile
e smaltendo i ricordi residui
ci fosse stata la mia presenza
il simulacro che abbiamo agitato
con la devozione, e che il tempo ha scandito
come fosse un quotidiano dio minore.

Non mi è mai capitato di chiedertelo
e dirti ” scusa, mi sarò mica perso dentro
ciò che hai sognato?
e ti ho voluto bene anche lì?”.

Ma ho sentito che ti era successo
non sempre, non spesso
di avvertire e avvertirmi di notte
dormendo al di fuori dal sogno
provare precisa la forza sensibile
di parlare chiedendo con la voce impastata
di uscire da dove stavi sognando
di stare un po’ sulla soglia
chiedendo di spostarmi ai bordi della nave
ai confini del letto.

 

Francesco Tontoli

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“A un ricordo da te” di Selene Pascasi, Scrivere Poesia Edizioni

18 mercoledì Ott 2023

Posted by Loredana Semantica in LETTERATURA, Novità editoriali, POESIA

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Tag

A un ricordo da te, poesia contemporanea, Scrivere Poesia edizioni, Selene Pascasi

Segnaliamo tra le opere in libreria la silloge poetica di Selene Pascasi “A un ricordo da te”, edita dalla casa editrice Scrivere Poesia Edizioni. La Casa editrice si caratterizza per l’intento solidale che concretizza con la donazione di 1/3 dei suoi ricavi alle ONLUS di riferimento italiane. In particolare il ricavato di “A un ricordo da te” è destinato per un terzo alla straordinaria Associazione Airalzh (https://www.airalzh.it/) che ogni giorno promuove su scala nazionale la ricerca medico-scientifica sull’Alzheimer. Dalle parole di presentazione dello stesso editore:

Un piccolo capolavoro (come convintamente afferma Flavio Pagano nell’introduzione); una poesia di disarmante sincerità e onestà.
In questa silloge vive la poesia di un amore che si sacrifica pur scorgendo, nel suo futuro, l’inevitabilità amara dell’addio.
Oggi parola è satura di mille sfaccettature, fra paura e tenerezza. Il discorso poetico di ogni pagina è implacabile e scorre su uno dei temi più affascinanti e profondi del nostro sapere: il concetto di memoria. Che di solito ricongiunge al passato, ma in questo caso tradisce, allontana il legame affettivo che pur tuttavia, tenace e fedele, nella sua resistenza conferma l’amore stesso che vibra su ogni percezione e respiro. Un amore che rimane sempre, anche quando, per imprevisti impietosi della vita e difficili da accettare, non pare più ricambiato.

Selene Pascasi

BIOGRAFIA

Selene Pascasi è avvocato, giornalista per Il Sole 24 Ore, critico musicale. È autrice di La persona oggetto di reato (Giappichelli 2011), Sanity and Insanity in a Criminal Trial (Atlanta 2012), e delle sillogi Con tre quarti di cuore (Galassia Arte 2013), Come piuma sulla neve (Ursini 2018), l’aforismario In attesa di me (Rapsodia 2015), i romanzi Dimmi che esisto (La Gru 2018) da cui è tratto il docufilm “Musicanti e Attese verticali” (Libero Marzetto 2021). Vince il Luca Romano, il Per troppa vita che ho nel sangue, il Merini, lo Zirè d’oro, il Ciò che Caino non sa, la Targa Perillo, il Kalos e il Premio della Critica Overdose di cultura. La sua ultima silloge è Senza me (Eretica 2021) e ha partecipato all’antologia poetica Cuori a Kabul (Graphe.it, 2021). Con “A un ricordo da te” esordisce con i tipi di Scrivere Poesia e dedica la silloge ad Airalzh per la ricerca scientifica contro l’Alzheimer.

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Poesia sabbatica: “3”

14 sabato Ott 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Frammenti, Francesco Palmieri

 

3

 

ad ogni stagione

la casa è un po’ più vuota

(partono i pensieri a stormo

per non tornare più,

quelli dalle ali grandi

che giravano tutto il mondo

poi qualche esemplare ultimo

prima dell’estinzione)

 

ad ogni risveglio

la trovo sul pavimento

ancora un’altra stella

(polvere d’angolo

un ciuffo grigio

che finirà nel secchio,

un po’ di spazzatura

e di saetta e fuoco

né lampo né memoria)

 

si svuota la casa

per un silenzio al giorno

(e vuoti dov’era il quadro,

la poltrona, il divano,

le bottiglie, il cristallo,

ogni cosa svanisce)

 

resteranno i muri, le travi,

e sul tavolo un foglio

un’ultima poesia

 

di me

 

che svanisco anch’io.

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta inedita “Frammenti”)

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“Ombre cinesi” di Francesco Tontoli

13 venerdì Ott 2023

Posted by frantoli in LETTERATURA, Poesie

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Francesco Tontoli

Vivo al primo piano di un palazzo di città
e a volte mi ritrovo a scrivere o a suonare
la sera davanti alla finestra
esposto alle radiazioni azzurre
dei televisori e dei computer.
So che potrei entrare nei pensieri
e perfino nelle poesie dei miei vicini
e che tutti gli interni che osservo
sono simili a quello che proietto io con il corpo.

Mi dico che in fondo ognuno nel suo inverno
è un ritaglio luminoso dentro lo scavo delle case
approssimazione di vita immaginata
che rimanda su muri esterni. le ombre cinesi di sé stesso
voce che esplode quando si spalanca l’anta di una porta
o quando qualcuno fuma fuori e parla con chi è dentro.

A me interessano i disegni vaghi e i movimenti
che affacciandomi si creano in verticale.
Ognuno al suo piano ha la funzione estetica
di costruire un alveare e una torre di parole
un’esperienza di gesti che quando li guardi
portano un significato transitorio e lieve.

Del silenzio visto da fuori, se ti lasci guardare
c’è quel senso di operoso abbandono che solo
chi sa di non esser considerato produce come un’aura.
E chi è dentro il suo mondo ha modo di rigovernarsi la vita
far l’amore o semplicemente cercare di vedere il cielo e la luna.

E perfino le stelle, che qui al primo piano
diventa impresa impossibile indagarle
lasciano immaginare che siano loro a guardare.

Questo mi dico,
mi fa bene e mi cura
questo, mi ripeto,
mi dà una forma di coraggio
sposta avanti ogni sorta
di angoscia e di paura.

Francesco Tontoli

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Alessandro Barbato, Inediti

09 lunedì Ott 2023

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Poesie

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Alessandro Barbato

1.

Verremo via e con noi scivoleranno
nella notte delle palpebre
le cose e anche le case, tutte quante
le canzoni che ascoltavi
per dormire, le perline, i prati
e i fiori che teniamo nei cortili.
Verranno via con noi le nostre rose,
con le spine, i pennivendoli,
le giostre e poi il profumo che indossavi
quando aspettavamo Aprile.
Non mancheremo certo a questo mare
o alle sue onde che ci nutrono
la voce, né alla danza di cicale
che nemmeno a sera tace
e ci ricorda amori e fiabe.

La casa delle cose

2.

Valeva una fortuna da bambini
ritrovare tra le sabbie
dell’estate qualche biglia
abbandonata con la foto
cartonata d’un ciclista
sconosciuto, per le gare
assolatissime su piste
morsicate dalla tiepida
risacca che bagnava i nostri gridi
insieme a quelli dei gabbiani.
Sembravano pepite e noi pionieri
alla ricerca di un segreto
sotterrato in mezzo ai piedi,
sulla spiaggia che bonaria
ci osservava e non tradiva mai
le nostre aspettative e i sogni d’oro
che auguravano le madri un tempo
ai figli se dormivano da soli.
Anche ora silenzioso cerco attento
sulla riva dei tuoi sensi un segno
magico o una biglia che hai perduto,
che hai lasciato tra le dune
carezzate dal mio mare, per gare
a perdifiato con i giorni
che ci sfuggono di mano.

Biglie

3.

Necessitano d’ombra, qualche volta,
persino le parole. Troppo Sole
ne scopre capillari e venature
fragili; ostruite da abitudini
cattive, come quella di fumare
o bere sciocche litanie di versi
a stomaco vuotato dal rigurgito
del tempo che ogni tanto porta indietro
immagini e valute fuori corso,
buone solo per qualche collezione
sfogliata, con orgoglio un po’ infantile,
davanti ai rari ospiti che si fingono
davvero interessati e non domandano
mai buio a ristorare idee e pensieri.

Versi dell’ombra (Sonetto di Luglio)

4.

Sussurri in questo coccio di conchiglia
cui somigliano i miei sogni:
eredità di sale ed echi d’onde
di un pianeta che ha alti mari
e occhi più profondi in cui nascondere
i relitti delle nostre tentazioni.
Non riesco mai a distinguere, però,
l’intonazione, il peso, anche l’odore,
se ce l’hanno, dei discorsi
che facciamo mentre aspetto
di svegliarti e ancora perderti
tra i flutti delle cose, delle noie
e dell’amore che raccontano
le vedove, che sperano le spose.
Ti cerco in questo coccio di conchiglia
a cui somigliano i miei giorni,
votati alla battigia e a qualche rudere
di luce al quale appendo la tua voce.

La battigia (in questo coccio di conchiglia)

5.

Ne avremmo di parole
nuove, giovani da usare
per incidere il silenzio
in cui confini ogni mio giorno,
bianco come le pareti d’una casa
da arredare ed abitata
da qualcuno che ogni tanto
ti somiglia. O come bianca
tela aperta a ogni squarcio di colore;
lontana vela viva nell’azzurro
della sera, quando cerco
la tua orma in ogni angolo,
sull’orlo di ogni notte quando arriva.

I giorni bianchi

Nota biografica

Alessandro Barbato (Roma 1975) dopo la laurea in Lettere, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in antropologia sociale presso l’EHESS di Parigi dedicandosi allo studio dei rapporti tra nuove scienze umane e letteratura, in particolare nell’opera di Michel Leiris e Pier Paolo Pasolini. Ha pubblicato su tale tematica diversi saggi, in lingua italiana e francese, e una monografia; è inoltre collaboratore del blog dedicato al Poeta friulano «Le pagine corsare». È stato membro del comitato di redazione della rivista di settore «Civiltà e religioni», oltre che di diversi gruppi di ricerca legati alle cattedre di Storia delle Religioni e di Antropologia delle religioni della Facoltà di Lettere dell’università UNIROMA2.
Ha pubblicato anche liriche su rivista, blog letterari e nel 2019 la silloge “Il fiore dell’attesa”, confluita nel 2020 nella raccolta “Solamente quando è inverno”. Nel 2022 ha visto la luce la sua ultima raccolta di versi, “La mimica dei mondi (qualche poesia fuoritempo)”, edita da Controluna – Edizioni di poesia.
Attualmente insegna materie letterarie presso le Scuole Ebraiche di Roma.

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Poesia sabbatica: Eclissi delle parole

07 sabato Ott 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Eclissi delle parole

 

ho creduto al verbo

( ora non più )

dapprima tutto stampatello

a vegliare il sonno e lo spavento,

a dare fiato

per la corsa dentro agli anni,

poi le lettere ad una ad una

minuscole a sparire,

 

e se ancora scrivo qualche frase

non è preghiera o proclama di riscossa,

è solo parlare dentro a un foglio,

tracciare un segno in mezzo al bianco

come foca, pinguino, leone marino,

una macchia scura su ghiaccio sterminato,

un canto moribondo

sull’estremo della terra

e poco in là

il silenzio di pianeti e stelle

la lingua sottozero dell’assenza.

 

FRANCESCO PALMIERI

 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – pubblicata da  Terra d’ulivi edizioni)

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“Suono” di Francesco Tontoli

06 venerdì Ott 2023

Posted by frantoli in LETTERATURA, Poesie

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Tag

Francesco Tontoli

 

A volte mi sento, mi tasto

e penso se ho un senso.

A volte mi pento di quello che sono

e allora suono fino all’inverosimile

suono qualcosa di indicibile

puro nonsenso musica che si fa e si disfa.

A volte (più volte) ripeto frasi inudibili

mi incanto le osservo incastrarsi l’una sull’altra

costruire edifici con mattoni di suoni

e malta che lega eoni di tempo.

Ed in mezzo un silenzio ed un altro

qualcosa di simile a un vuoto pneumatico

come quando si arriva in cima a un respiro

e ci si ferma a fissare su cellule morenti

qualcosa di vivo, un soffio, un presto

un andante o a volte un daccapo

un semplice disabitato punto coronato

o un niente, molto ben suonato.

Francesco Tontoli

 

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