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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: Poesia sabbatica

Poesia sabbatica: -1-

30 sabato Set 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-1-

 

c’è un dolore che non sei tu

e nemmeno l’acqua che scroscia sulle ringhiere

neanche il cielo smorto che tornerà sereno

neppure il nero degli ombrelli aperti

il bavero rialzato delle giacche

quest’aria che non è vento

ma furia nelle strade di gambe e di motori

 

c’è un dolore che sta dentro allo specchio,

una mattina a caso, un giorno in mezzo a tanti,

lo vedi sulla faccia, negli occhi più pesanti,

nel lungo di un pensiero che non si aspetta nulla.

 

 

 FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta “Biografie” – pubblicata da Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: “Tempo metropolitano I”

16 sabato Set 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Poesie giovanili e sparse

 

Tempo metropolitano I

 

non c’è più infinito

in questa sera

già tutta morta,

in questa stanza

dove non importa

se sei solo

o c’è una moltitudine

 

e l’eternità, lo sai,

è il braccio breve

di questo giorno

che mai è certo

che avrà anche un domani

 

e non c’è più dio

e nemmeno un’altra vita

da che ci hanno convinto

che è tutto qui il paradiso

solo a poterlo comprare

 

arriverà anche la notte

e una sirena griderà alle stelle

parole di nulla

 

e sarà quella la tua voce.

 

(1987)

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta inedita “Poesie giovanili e sparse”)

 

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Poesia sabbatica: “Risvegli” di Francesco Palmieri

09 sabato Set 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Passaggi rabbie e altro

Risvegli

 

il passo falso è stato

pensare permanenza

ciò che invece era

un’inquadratura appena

 

(il sole alla parete

e l’ombra di un balcone,

gerani rossi appesi

e in aria menta e voli)

 

nessuno a dirti in tempo

la fuga di stagioni,

che esistere è un ritroso,

un passettio all’indietro,

un treno che ritorna

finita la vacanza

 

è stato naturale l’essere felici,

sciogliere piedi e gambe

al fischio di partenza

e non scorgere le rughe

sul liscio della faccia

(era mia madre, era mio padre,

e i vecchi erano gli altri)

 

è stato naturale l’essere felici

 

poi qualcosa è stato

come schioccare dita.

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta “Passaggi, rabbie e altro” – pubblicata da Terra d’ulivi edizioni, maggio 2023)

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Poesia sabbatica: Non mi piace vivere

02 sabato Set 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Passaggi rabbie e altro

 

Non mi piace vivere

 

 

non mi piace vivere

 

ma vivo,

 

vivo per la bugia

di qualche parola appena

 

(che sia amore non ti lascio più

e poi ti lascia,

che sia l’allungo

di un infinito che certo è stato vero

negli occhi di un bambino

ed era tutto il fuori

a qualche metro dalla porta,

che sia la predica di un eterno

che è solo questione di mattine

e poi ti guardi nello specchio

e sei diventato vecchio)

 

vivo perché lo vuole il corpo

e non so dire no alla fame,

non so dire no alla sete,

non so fermare la mano

quando la tua pelle è pesca

e il tuo ventre è casa

dove riposo e danzo

(e resta qualche attesa,

un dire che mi salvi

nel cammino d’ombra

che appare e poi scompare

nel giallo e l’arancione

dei filari di lampioni)

 

intanto io mi presto

ad apparire vivo,

lo scrivo senza pena,

senza aspettare in cambio

un lieve di carezza,

parole di saggezza

(un dire che comunque

abbiamo visto il mare

un colmo di stagioni

sdraiate sopra ai seni

e che rimane dio

per l’ultima scommessa)

 

ho imparato quanto vale

di questo stare a terra

 

(e il tempo che non basta

per te che eri pronto

a darti un altro inizio)

 

e non mi piace vivere

 

ma vivo.

 

 

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta “Passaggi, rabbie e altro” – Terra d’ulivi edizioni, maggio 2023)

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Poesia sabbatica: 2

24 sabato Giu 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Passaggi rabbie e altro

 

2

 

culliamo pure

un’invenzione di piume

in veleggio su correnti di vento,

annusiamo pure

il profumo di parole leggere

che fanno il mare vicino

e il cosmo senza confini,

illudiamoci pure

di avere l’eterno

a portata di mano,

la frase variante di una preghiera

perché giunga prima all’udito di dio,

 

ma non si cambia segno alla terra,

non si fa razzo la testa col suo cranio pesante,

e non c’è volo, ascensione,

né un altrove presente,

 

solo pioggia a cadere

e tu che galleggi

sopra un’acqua che sporca.

 

FRANCESCO PALMIERI

 

(dalla raccolta “Passaggi, rabbie e altro” – pubblicata qualche giorno fa da Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: 29

17 sabato Giu 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

29

 

 

dobbiamo dircelo, mia poesia,

che ancora non c’è orecchio per noi due,

che siamo ancora soli tu ed io,

tu, bolla di mare che si disperde in aria,

collana trasparente di parole in niente

ed io a tessere ricami che il silenzio disfa

 

(e si sta a scavare tracce in galleria,

a raccontare a un muro il vento in prigionia,

a ripiegare carta sperando venga un fiore

o forse un paio d’ali per l’uscita)

 

saremo gesso che si sfalda per usura,

una lettera caduta fra scrivania e muro

e intanto viviamoli i momenti

di quando in una piazza

 

un volo di piccioni

all’improvviso.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta di pubblicazione prossima “Passaggi, rabbie e altro” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: La poesia

10 sabato Giu 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

La poesia

 

 

la poesia è una voce interferente,

un bla bla della lingua

che si sperde nel niente,

un pensiero vestito di rose

o una lacrima nel fazzoletto,

la poesia è un frullo di petto,

il calcio ad un sasso

fra cielo e campagna,

il vento di tende

quando viene l’estate,

una sonda alle stelle

per l’ascolto di passi,

 

la poesia è una bottiglia di mare,

la tua voce nel vetro

un sussurro nell’acqua

 

(venitemi a prendere,

hai detto tu a stento,

voi che pescate

dentro onde felici,

qui io non vivo,

trascorro straniero)

 

la poesia,

un pugno nel vento,

un nome un cognome

gridati un momento,                                   

un assalto al silenzio

vendicarsi del niente.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

 

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Poesia sabbatica: batto e ribatto il pugno

03 sabato Giu 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Frammenti, Francesco Palmieri

 

batto e ribatto il pugno

su una porta con al di là l’eterno

 

ma non quello probabile

dopo l’essere mortiammazzati

dopo il tempo breve

e si è già smemorati e vecchi

 

piuttosto il salto

dove per sempre salvi

carne immortale vestita di divino

 

(ed io davvero l’ho sperato)

 

per questo ti odio ora

vita sospesa

altrove sovrapposto

a questo cielo basso

che mi costringe qui

in questa vita a pezzi

dove si nasce e muore

si ride più a fatica

si scivola allo zero

 

e poi si ritorna al niente

da dove siamo venuti.

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta inedita “Frammenti”)

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Poesia sabbatica: -12-

27 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Passaggi, rabbie e altro

12

 

venire al mondo per la posta intera

e non per il raccatto di qualche rata buona,

 

questo il dolore di rovinare a terra,

il dire parole estreme appese ad una forca,

il canto di una sirena reclusa in fondo a un pozzo

 

avere sulle spalle un altro cosmo

occhi preparati ad orbite stellari

e ritrovarsi soli a reggere un atlante

che è appena un’uccelliera

per qualche volo breve

 

( e noi che abbiamo ancora fuochi accesi

il fulmine ed il tuono in un taschino,

noi disposti al tutto e neanche un patto al niente,

 

scriviamo parole tristi, lettere dal fronte,

viviamo vite in guerra e piangiamo chi è caduto,

 

noi

 

che siamo nati

sopra una riva e il mare).

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta in via di pubblicazione “Passaggi, rabbie e altro” – edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: -6-

20 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-6-

 

me ne sto nella sera

ed è solo un dettaglio

che sia sera di brume

di viali ingialliti

in una foto d’ottobre

 

(e mi chiedo

quand’è scesa la nebbia

quando è stato il momento

che si è fatto tramonto,

come accade che a un tratto

si comincia a morire)

 

potrei ora chiamare

angeli e mare

la lingua aliena di veggenti e sciamani,

potrei dire d’impennate di vento

di un’aria che sale

a suonare le stelle

(e quanta musica eterna

nell’oltre d’ogni confine)

 

ma me ne sto nella sera

a parlare a qualcosa

che non so se sia dio

o quel nero d’abisso

dove ognuno è nessuno.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta  “Biografie” – Edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: Passaggio di consegne

13 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Passaggio di consegne

 

 

conserva queste mie parole

per quando verrà il tuo inverno

(lo vedrai sui rami

degli alberi a fine autunno,

su un’altalena ferma

nei parchi di novembre,

nel freddo sulle mani

e i passeri sul filo

a prendere la neve,

lo sentirai nel ghiaccio

che incrosta a fior di pelle

e non ci sarà più scialle

a trattenere stelle,

non ci sarà più tempo

per altro giro e danza

e lo saprai per certo

che è solo andata il viaggio

e non c’è freno ai giorni,

non uno che ritorni,

che l’essere felici è stato breve

per noi che siamo ore

ma abbiamo sottopelle

l’impronta dell’eterno)

 

conserva queste mie parole

per quando verrà il tuo inverno

e un passo dietro l’altro

tu ti farai da parte

a chi chiederà la strada                                

per le sue gambe forti

il vento sulle spalle

l’avanzo dei domani

la creta nelle mani

(e non avrà sospetto

che tu hai ancora fame

che spasimo è il suo seno

che aspetti un altro treno

ed è un obbligo di carne

il decreto che tradisce,                                                            

un computo di giorni

a fare il vuoto intorno)

 

non un respiro in più

da questo inverno mio

e neanche una parola

per la consolazione,

sarà solo sapere

che tutto quanto è stato,

 

che sono andato avanti

nel solco di discesa

che fa più estranei i vivi

e meno lontani i morti.

 

FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: Il vizio di vivere

06 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Il vizio di vivere

 

 

certo,

si fosse fermato

al tempo posteriore della gemma

ai giorni delle fanciulle con le gonne a fiori

e la lussuria accesa in un rossore,

 

e se anima, pensiero,

potessero la spinta

e si abitasse il volo

delle correnti in alto,

 

si fosse limitato il vivere

a due o tre decenni e poi il fermo,

a quando era immortale

l’incedere del piede,

 

sarebbe stata già bestemmia

una sola protesta al cielo

 

ma siamo scivolo di sere,

siamo carne che intristisce,

epilogo in crescendo

col no contro la morte                                       

 

(per vizio che ritorna

quando finisce il giorno,

per l’altro appuntamento

fissato per domani,

per noi che siamo i vivi

e morire non sappiamo).

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “14”

29 sabato Apr 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Hai spezzato il ramo

 

14

(Quotidiana)

 

ho imparato

a prepararmi pranzo e cena

a mangiare da solo

ho imparato persino

ad usare la lavatrice:

cotone con cotone, lana con lana,

sintetici a parte e sto attento ai colori,

 

con un po’ di pazienza

ho imparato a piegare le lenzuola (da solo)

persino quello con gli angoli

che non combaciano mai

e sono bravo ad appaiare i calzini

a sistemare nei cassetti la biancheria

 

non trascuro la casa

passo lo straccio della polvere

lavo i pavimenti e li risciacquo

cambio le lampadine fulminate

faccio prendere aria ai tappeti

 

ma quello che ancora mi spaventa

è l’eco dei miei passi sul pavimento

il vuoto nelle stanze

e nessuno da voler chiamare col suo nome.

 

 

marzo 2023

FRANCESCO PALMIERI

(inedito dalla raccolta in corso di scrittura “Hai spezzato il ramo”)

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Poesia sabbatica: “Cambi di stagione”

22 sabato Apr 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Cambi di stagione

 

 

si è aspettato a giorni il mondo che verrà

(era in attesa sul finire di una buonanotte,

oltre la storia e i baci prima di dormire,

era inciso su cupole fra firmamento e cielo

che bastava una preghiera perché dio

vi si affacciasse in volo,

e poi sospeso sopra labbra rosse

quando l’amore non era un dopo

di lenzuola sudate da lavare)

 

si è aspettato, noi,

come bambini seduti sopra a un molo

coi piedi in pesca dentro acquario e mare

e gli occhi di vedetta in cima a caravelle

(perché i bambini hanno angeli per ciglia

e coperte con le stelle sulle spalle,

perché i bambini sono senza confini

ed hanno passi alti dalle montagne al cielo)

 

poi vennero gli anni scivolati in acqua:

un tempo per il tuono delle cannoniere,

un tempo per il fumo delle petroliere,

un tempo per l’utopia caricata dalla polizia,

un tempo per un muro al fondo d’ogni via,

 

e adesso è solo vivere al presente,

lo spazio di giornata o qualche minuto appena,

e se mi affaccio un tanto sulla riva                 

lo so tutto il silenzio a perdita di vista,

il nientenulla oltre la superficie

ed un bisbiglio di cordoglio dentro cattedrali,

così, come viene naturale dopo la strage,

ad ogni genocidio di generazione

quando infine si capisce

che si nasce per le stelle

e si muore in una cella.

 

 

FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: -55-

15 sabato Apr 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

-55-, Francesco Palmieri

 

-55-

 

ti ho cercata

 

ad ogni inizio del giorno

in un ultimo sogno

nel respiro affannato

di un passo da corsa

nelle strade affollate

nelle strade deserte

nella neve d’inverno

nel fiore in germoglio

 

ti ho cercata

 

a levante a ponente

alla fine del mondo

sulle cime dei monti

in un pozzo profondo

a due passi da casa

in città inesistenti

 

ho chiesto di te

 

a un passante

a un bambino

a un uomo in divisa

a una donna coi fiori

ai veggenti

ai profeti

a una notte di stelle

alla luna sorella

alla pioggia che cade

nelle strade di sera

 

poi mi sono fermato

poi mi sono seduto

poi ho chiuso la porta.

 

 

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: Il gioco della verità

01 sabato Apr 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Il gioco della verità

 

Il gioco della verità

 

bruciare fino all’ultima scintilla,

questo tocca,

strappare con i denti dalla pelle

la residua piuma che ti resta

 

recidere lo spago ai palloni nella testa,

pungere le bolle per lo scoppio

e sia l’aria e il nulla

l’inconsistente che li tiene

 

domani

al cenno lieve della luce,

riporrò i vestiti sulla porta

e uscirò nudo

al ghiaccio che c’è fuori

 

in cielo

in terra

e dappertutto.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: Al mio amante che torna da sua moglie

23 domenica Lug 2017

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Al mio amante che torna da sua moglie

Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette fu costrutta.
Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d’artificio in un febbraio uggioso
e concreta come pentola di ghisa.
Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso.
Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Mi svolazzano i capelli dal finestrino.
Son fumo, cozze fuori stagione.
Lei è molto di più.
Lei ti è dovuta,
t’incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento.
Lei è tutta armonia.
S’occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,
ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s’è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre puttini disegnati da Michelangelo,
l’ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un’occhiata, i bambini sono lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.
Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutt’e tre a testa bassa,
piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti,
e la sua faccia avvampa neniando il loro
poco sonno.
Ti restituisco il cuore.
Ti do libero accesso:
al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,
e alla sua ferita sepolta
alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa
al pallido bagliore tremolante sotto le costole,
al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso
sinistro,
alle sue ginocchia materne, alle calze,
alla giarrettiera per il richiamo
lo strano richiamo
quando annaspi tra braccia e poppe
e dai uno strattone al suo nastro arancione
rispondendo al richiamo, lo strano richiamo.
Lei è così nuda, è unica.
È la somma di te e dei tuoi sogni.
Montala come un monumento, gradino per gradino.
lei è solida.
Quanto a me, io sono un acquerello.
Mi dissolvo.

Anne Sexton

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POESIA SABBATICA: Se saprai starmi vicino

15 sabato Lug 2017

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Pablo Neruda, Se saprai starmi vicino

Se saprai starmi vicino,
 
e potremo essere diversi,
 
se il sole illuminerà entrambi
 
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
 
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
 
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
 
 
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
 
e non il ricordo di come eravamo,
 
se sapremo darci l’un l’altro
 
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
 
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia…
 
 
Allora sarà amore
 
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.
 
 
(Pablo Neruda)

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Poesia sabbatica: Incarico

08 sabato Lug 2017

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Non mi dar tregua, non perdonarmi mai.
Fustigami nel sangue, che ogni cosa crudele sia tu che ritorni.
Non mi lasciar dormire, non darmi pace!
Allora conquisterò il mio regno,
nascerò lentamente.
Non mi perdere come una musica facile, non essere carezza né guanto;
intagliami come una selce, disperami.
Conserva il tuo amore umano, il tuo sorriso, i tuoi capelli. Dalli pure.
Vieni da me con la tua collera secca, di fosforo e squame.
Grida. Vomitami arena nella bocca, rompimi le fauci.
Non mi importa ignorarti in pieno giorno,
sapere che tu giochi, faccia al sole e all’uomo.
Dividilo.

Io ti chiedo la crudele cerimonia del taglio,
ciò che nessuno ti chiede: le spine
fino all’osso. Strappami questa faccia infame,
obbligami a gridare finalmente il mio vero nome.

Julio Cortazar, da “Le ragioni della collera”, Edizioni Fahrenheit 451

trad. Gianni Toti

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Poesia sabbatica: Tornato da scuola

01 sabato Lug 2017

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tornato da scuola mi sono tolto le scarpe
ho buttato per terra lo zainetto
mi sono seduto sul vecchio divano che mi piace tanto
ho chiamato il gatto per accarezzarlo
non volevo mangiare né parlare con nessuno
e ho ricambiato lo sguardo del ritratto di Zico
che tengo appeso al muro.
Oltre la finestra è passato un colore
così veloce che sono riuscito a vedere
solo un pezzo di uccellino o di farfalla.
Ho tirato fuori dal taschino un foglio
dove lei aveva scritto il suo nome.
E’ bionda, ha le trecce, si chiama Alejandra
mi piace come ride e ha nove anni come me.
E’ in terza A e nel ricordarla
ho sentito dentro una corrente
come se mi facesse male la pancia del cuore.

Jairo Anibal Nino

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