proseguo la riflessione sul tema del silenzio iniziata su questo blog lo scorso mercoledì, 27 aprile 2016, qui
Dicevo alla fine dell’articolo precedente che tacere è il miracolo del silenzio, ma la meraviglia del silenzio non si ferma, prosegue nei mille risvolti di quest’atto, che pur essendo di omissione: non parlare, non far rumore, pur essendo espressione di una negazione, produce in positivo risultati.
Nel silenzio possiamo ascoltare, la pioggia che batte leggera, il picchiettio più intenso nel temporale, la grandine, il fruscio della neve, lo scorrere del fiume, la risacca delle onde, il cinguettio degli uccelli, il soffio del vento, solo nel silenzio questi suoni possono essere nella loro profonda e consolante musicalità, sono suoni semplici, originari, legati alla terra dall’eternità, ci sarebbero senza la presenza umana, permangono anche con la sua presenza, proseguono senza lasciarsi condizionare dall’ invadenza dell’uomo, dall’arroganza dei rumori che egli produce per riempire la solitudine o inseguire un progresso a cui si lega l’ uso diffuso di generare suoni, musica, fracassi, discorsi e discussioni. Questo tipo alternativo di silenzio, questo parziale silenzio dove si esaltano i suoni degli elementi naturali è un beneficio dell’anima, riconduce l’uomo alla sua appartenenza al mondo naturale, lo mette in contatto col fermento della vita oltre le sovra strutture, apparecchiature e meccanismi dall’uomo stesso costruiti. Continua a leggere →