
14
oggi, angelo mio,
ho in bocca tempeste
fulmine e furia
che strappa i tetti alle case,
l’alzo di una marea
che ingoia sabbia alle rive,
oggi, angelo mio,
ho in mano lo specchio
e tu sei la strega e sei l’orco
la notte lunga e assassina
l’aguzza lametta
che seziona il mio petto
oggi, angelo mio,
per quanto t’amo, ti odio,
e ti odio e so che t’amo,
e dentro è tutto un cielo
di nubi scure e di squarci,
a un tratto il temporale
e dai miei occhi la pioggia.
Francesco Palmieri
(dalla plaquette inedita “I giorni dell’abbandono” )