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oggi, angelo mio,
ho in bocca tempeste
fulmine e furia
che strappa i tetti alle case,
l’alzo di una marea
che ingoia sabbia alle rive,

oggi, angelo mio,
ho in mano lo specchio
e tu sei la strega e sei l’orco
la notte lunga e assassina
l’aguzza lametta
che seziona il mio petto

oggi, angelo mio,
per quanto t’amo, ti odio,
e ti odio e so che t’amo,
e dentro è tutto un cielo
di nubi scure e di squarci,

a un tratto il temporale
e dai miei occhi la pioggia.

Francesco Palmieri

(dalla plaquette inedita  “I giorni dell’abbandono” )