
Foto di Dino Ignani
Testo tratto da “Lo spirito cuoce” Edizioni Efesto, 2023 (Prefazione di Anna Petrungaro). Legge lo stesso autore.
01 martedì Ott 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

Foto di Dino Ignani
Testo tratto da “Lo spirito cuoce” Edizioni Efesto, 2023 (Prefazione di Anna Petrungaro). Legge lo stesso autore.
24 martedì Set 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

La sequenza è tratta da “nell’ora dell’aurora” Italic Pequod, Portosepolto- collana di poesia, 2023, Prefazione di Elio Grasso, legge la stessa autrice
17 martedì Set 2024
Posted in Più voci per un poeta, Podcast, POESIA
Un poeta deve lasciare delle tracce del suo passaggio, non delle prove.
Solo le tracce fanno sognare.
René Char

INEDITO
La fiera della vanità
Se penso a qualcosa
per cui essere ricordata
non penso all’esatto dettaglio.
Mi ostino, se mai, a gettare
fiori di gentilezza,
bellezza antica, che
vedo fiorire ai cigli
di strade accanto a rifiuti maleodoranti.
Mi dissocio dall’insolente profanazione,
dai riti malconci che rendono sostanza
il futile apparire.
La fiera delle vanità
-io, io, solo io-
scaccio testarda.
GRAZIA PROCINO
10 martedì Set 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast
” è il ruolo della voce e quello del dettaglio nell’espressione a fare la poesia”
Paul Valéry

UN INEDITO
Gli incustoditi
I poeti sono gli incustoditi.
Nemmeno gli angeli li riparano
da venti e bufere perché sanno
che devono attraversare il dolore
per diventare testimoni del vero.
Il loro dono è un flauto
bello ma tremendo:
ad ogni stonatura il mondo
trema e vacilla perdendo la misura.
I poeti sono gli incustoditi
perché non c’è recinto che possa
esiliarli nel poco dell’apparente.
Si avventurano spesso
con i loro bagagli di nuvole e niente
nel profondo dei boschi
là dove tutto comincia nell’ombra e
la voce del vento compone
muovendo le foglie
la musica segreta di un altrove.
Prima di andarsene salutano
con un inchino grazioso e innocente
-come quello che si insegna ai bambini-
la prigione quotidiana
di norme, riti e moniti insipienti
FRANCA ALAIMO
02 lunedì Set 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast

Testo tratto da “La simmetria del vuoto” di Cristina Bove p.19 ( Arcipelago Itaca edizioni, 2018 ), legge la stessa autrice
Di genere
*Abbiamo un modo così particolare
di scriverci la vita addosso
certificati d’esistenza in cui pezzi mancanti
più o meno visibili
ci sottraggono peso (dimagrimento garantito)
ci squalificano fino a dimostrare
che non siamo più stelle dipinte belle
ma
in quel pugno di niente
e ci si trova un giorno in disavanzi
cambiate fuori e frammentate dentro
*in quel vuoto che ci faceva donne sconsolate
_ si vive per i figli e per mille altre ragioni_
cicatrici ipertrofiche a ricordo
il corpo in astinenza d’emozioni
la giovinezza estinta prima che fosse tempo
io scrivo donna
senza cancellature o pentimenti
in lingua femmina
(di maschi è stato scritto per i secoli)
e mi dichiaro fiera
per quanto mi si dica circoscritta
di tanta mia esistenza al femminile
*e sul finire parlo anche in dialetto
recupero i miei geni primordiali
sono che siamo tutte _amate o meno_
rivendico il diritto
a proclamare un cuore poliglotta, uno straniero
che per farsi capire anche dagli uomini
figli fratelli padri amici amanti
dialoga e gesticola più forte
CRISTINA BOVE
19 mercoledì Giu 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

Foto di Sandra Hammar (Svezia)
“Ai miei figli”, lettura tratta dalla raccolta ” Bruciaglie” Italic Pequod, 2022
12 mercoledì Giu 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA
04 martedì Giu 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

Testo tratto da” La strada verso il canto” RP Libri, 2023 (Prefazione di Maria Allo)
30 giovedì Mag 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA, TRADUZIONI

Foto di Salvatore Matarazzo
Il testo inedito è tratto da “Canto di misconosciuta gloria“, in preparazione dalle Edizioni Multimedia di Salerno, nella traduzione dal greco di Maria Allo.
Η ΑΓΑΠΗ ΕΙΣ ΕΑΥΤΟΝ ή ΓΑΤΑ ΜΙΡΑΝΤΑ
Ξαπλωμένη στον ήλιο
πάνω στην αποβάθρα,
γλύφει τα νύχια της
η γάτα Μιράντα.
Νίβει το πρόσωπο
κουλουριάζεται
την ουρά της
δαγκώνει και ασπάζεται.
Τα πόδια σηκώνει ψηλά
σαν δεν ντρέπεται,
την κοιλιά της φιλά
κι όσα έπονται.
Δεν αντιλήφθηκε
πως κατέφθασα
με το flying dolphin
και μάλιστα πως έφθασα
να μισώ τον εαυτό μου
περισσότερο απ’ όλες τις υπάρξεις
περιηγητής φανατικός
στις ομορφιές της πλάσης.
Ξαποσταίνοντας με τον φραπέ
ας ήταν να υπήρχα,
στην επόμενη ζωή
σαν γάτα στην Ύδρα.
L’AMORE DI SÉ O LA GATTA MIRANDA
(Traduzione di Maria Allo)
Sdraiata al sole
sul molo,
si lecca gli artigli
la gatta Miranda.
Lava il viso
si raggomitola,
prende la coda
a morsi e baci.
Piedi in su
da svergognata,
bacia la pancia
e poco più giù.
Non si rende conto
del mio sbarco
dall’aliscafo
e di come sono arrivato
ad odiarmi
più di tutti gli esseri
io viaggiatore incantato
fra le bellezze del creato.
In sesto col frappè
mi auspico di tornare
da gatta a Hydra
nella mia prossima vita.
28 martedì Mag 2024
Posted in CRITICA LETTERARIA, LETTERATURA, POESIA
Alessandro Moscè, Per sempre vivi, Pellegrini Editore, 2024, pp. 129 (Prefazione di Mario Famularo)
Musicalità e kairos nella poesia di Alessandro Moscè
di Maria Allo

Quando ci si imbatte in una raccolta come quella di Alessandro Moscè, Per sempre vivi (Pellegrini, 2024), allora vale la pena fermarsi a leggere e a rileggere i testi. Moscè è un poeta meditativo e lavora sull’asse del tempo e della memoria con un vivo senso del paesaggio in un clima” impressionistico” d’ idillio nostalgico. La sua meditazione sugli enigmi dell’uomo e della realtà approda a un senso di fiducia raro nei poeti contemporanei. Lo soccorre la fede in ogni istante e in ogni evento, tenace quanto dolorosa e il bisogno di spiritualità, in un mondo che ha ormai perso ogni significato certo: “C’è sempre un incrocio per il bene comune/ un gesto d’attenzione che ripaga/ dandosi un bacio/ per divorare l’irrevocabile dispiacere” (p.23) o “Ascolti Dio? / No, non lo posso ascoltare. / È in cima alla montagna? / Non lo so. / Sii sincero. / Dio non si mostra. Chi ha orecchi oda. È un’esortazione che compare nell’Apocalisse. Dio è nutrimento. Sono a metà del cammino. Vederlo vorrebbe dire averlo assimilato. È qualcosa di inafferrabile” (p.101). L’attitudine al pensiero, a una poesia in forma di riflessione filosofica, è una costante di Moscè e dunque il poeta per spiegarsi, si scrive, proiettando il proprio travaglio in una problematica universale:” La primavera è ancora lontana/ te ne accorgi dai cappucci dei giovani/ che entrano nei mesi invernali./ Con il sole seppellirai questa tristezza vana/ e il tuo angelo con le ali/ si poserà sulla spalla/ ti guarderà come un ospite silenzioso/ si confiderà con un sussurro/ divorando l’età e il dolore”(dalla sez. I dialoghi con mio padre, p.22). In forma indiretta e metaforica con il titolo “Per sempre vivi” (da un verso di Alfonso Gatto) Moscè a cosa allude? Che con l’esaltazione della vitalità, cioè l’infanzia e l’erotismo, l’affettività nei confronti dei nonni e del padre in particolare, la tensione verso il trascendente è possibile esorcizzare la morte? Moscè ha cura dei suoi defunti e li evoca continuamente, come evoca le nebbie marchigiane e le spiagge adriatiche, le vacanze al mare e la quotidianità monotona della provincia in cui il tempo scorre lentamente. Lo fa con leggerezza anche quando tratta temi difficili ad esempio la malattia, perché la sua premessa è solo la guarigione, come riportato nell’ultima sezione del libro. La poesia di Moscè è una voce sicura, attenta ai dettagli e alle epifanie, alle stagioni che attraversiamo, passando da un’età spensierata a quella dei grandi interrogativi che rimangono tali: la morte, Dio, l’inconoscibilità su un possibile “dopo”. Cosa resta dell’adolescenza, di un bacio furtivo, di una corsa in autostrada, di un inverno di neve, dei natali in casa con i parenti, della bella ragazza incontrata in un treno, delle partite domenicali di calcio? Un sentimento tenero, indifeso, eppure molto fluido e presente come un rapimento rinnovato. La città e il giardino pubblico, le frazioni di Fabriano, la città dove Moscè vive, costituiscono il pretesto per alzare un canto lirico animato dai ricordi del passato. Ricordi sostenuti da una scrittura limpida, piena di descrizioni: “Ancona metallo dal cielo all’aria / sulle mura lunghe / sulla volta del primo arco / in controluce / con la ragazza dallo spolverino color panna / avviata seducendo il passo / nella scia di un profumo francese”. Come scrive, nella nota di copertina, Tiziano Broggiato, ci accorgiamo di “un percorso di vita e di poesia costellato da profonde rarefazioni in cui si sovrappongono il fiato corto della possibile resa e la consapevolezza, poi, di una conquistata, fortemente voluta trasfigurazione”. Moscè ha attitudine per una musicalità rammemorante, per una inquietudine di tipo romantico che fa pensare a Saba, per un’intelaiatura di figure che rinvia a Raboni, Scarabicchi, Simoncelli, poeti che ha sempre amato. Però Moscè rimane singolare, bilanciato da una sospensione tutta sua di immaginazioni e profezie. “Bianca età e assetata memoria / per le pupille allarmate / nella fotografia di mio padre / di mia madre sugli scogli erosi di Porto Recanati. / La sorpresa si nasconde spesso / dentro vecchi libri”.A chiave di tutto dunque l’asse poetica della poetica di Moscè nell’esercizio della memoria come fonte per la scrittura, non come esorcismo contro le paure della fine, ma come strumento che permette, in poesia, di reinventare la vita e di scoprirne il misterioso significato.
Maria Allo
Nota
Alessandro Moscè è nato ad Ancona nel 1969 e vive a Fabriano. Si occupa di letteratura italiana. Ha pubblicato le raccolte poetiche L’odore dei vicoli (I Quaderni del Battello Ebbro, Porretta Terme, 2005), Stanze all’aperto (Moretti & Vitali, Bergamo, 2008), Hotel della notte (Aragno, Torino, 2013, Premio San Tommaso D’Aquino) e La vestaglia del padre (Aragno, Torino, 2019). Per sempre vivi ( Pellegrini, Cosenza, 2024). E’ presente in varie antologie e riviste italiane e straniere. I suoi libri di poesia sono tradotti in Francia, Spagna, Romania, Stati Uniti, Argentina e Messico. Ha pubblicato il saggio narrato Il viaggiatore residente (Cattedrale, Ancona, 2009) e i romanzi Il talento della malattia (Avagliano, Roma, 2012), L’età bianca (Avagliano, Roma, 2016), Gli ultimi giorni di Anita Ekberg (Melville, Siena, 2018, finalista al Premio Flaiano) e Le case dai tetti rossi (Fandango, Roma 2022, Premio Prata). Ha dato alle stampe l’antologia di poeti italiani contemporanei Lirici e visionari (Il lavoro editoriale, Ancona, 2003); i libri di saggi critici Luoghi del Novecento (Marsilio, Venezia, 2004), Tra duesecoli (Neftasia, Pesaro, 2007), Galleria del millennio (Raffaelli, Rimini, 2016), l’antologia di poeti italiani del secondo Novecento The new italian poetry (Gradiva, New York, 2006) e la biografia Alberto Bevilacqua. Materna parola (Il Rio, Mantova, 2020). Ha ideato il periodico di arte e letteratura “Prospettiva” e scrive sul quotidiano “Il Foglio”. Ha diretto il Premio Nazionale di Narrativa e Poesia “Città di Fabriano”. Il suo sito personale qui: www.alessandromosce.com.
23 giovedì Mag 2024
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Testo tratto dal poemetto ” Filottete ovvero I vuoti ancora da sfamare” di Grazia Procino, peQuod, 2023
15 mercoledì Mag 2024
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08 mercoledì Mag 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

Testo tratto da “Sciott “di Gabriella Grasso | Puntoacapo Editrice, 2024( Postfazione di Pietro Russo)
30 martedì Apr 2024
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Foto di Antonio Sollazzo
La poesia è tratta da “La dimora insonne”, Moretti & Vitali, 2020 (Postfazione di Alessandro Quattrone)
24 mercoledì Apr 2024
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(Foto di Daìta Martinez)

Il testo è tratto da ” 100 poesie” nuova raccolta di poesie di Franca Alaimo, uscita da pochissimo per Italic Pequod in Portosepolto, 2024 (introduzione di Alessandro Fo).
17 mercoledì Apr 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA
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10 mercoledì Apr 2024
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Per ogni suono vano, da “Pianure d’obbedienza”, prefazione Silvano Trevisani, Macabor Editore 2023
Base musicale di Yiruma
03 mercoledì Apr 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

Stranieri è un testo tratto dalla raccolta ” Sole notturno“, pubblicata da “Il leggio Libreria Editrice, 2021” (con prefazione di Marco Saverio Loperfido).Legge la stessa autrice
27 mercoledì Mar 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

Il testo è tratto dalla nuova raccolta “La Neve Impressa”, pubblicata dall’ associazione culturale Architetti delle Parole, 2024( con prefazione a cura di Maria Concetta Giorgi). Legge lo stesso autore.
20 mercoledì Mar 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

Il testo è tratto dal nuovo libro “Nell’ora dell’aurora” (Editore peQuod, 2023 con prefazione di Elio Grasso). Legge la stessa autrice