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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi tag: Francesco Palmieri

Poesia sabbatica: “Verrà l’inverno” e “E’ solo così”

05 sabato Apr 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Poesie giovanili e sparse

 

VERRA’  L’INVERNO

 

verrà l’inverno

e noi lo vedremo dalle finestre

di vetro e ghiaccio,

dalle rughe intorno agli occhi

che non nasconderemo più,

dall’affanno in cima alle scale

salite ad una ad una

 

verrà l’inverno

e sarà la nostra storia

già scritta tutt’intera

e troppo corta la vista

per guardare lontano,

troppo malferma la mano

 

verrà l’inverno

ma non devi piangere ora

non devi piangere amore,

perché è maggio ancora

e tu profumata rosa,

 

non devi piangere amore

perché tu sei la rosa

e per noi è maggio ancora.

 

***

 

E’ SOLO COSI’

 

non c’è un altro mondo

né un mondo migliore,

di diverso c’è solo

che qualcuno ci crede,

 

smetterà

 

e sarà come me, come te,

a camminare in un mondo

che è solo così:

 

troppo stretto per sogni

che un giorno furono immensi.

 

 

Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita  “Poesie giovanili e sparse”)

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Poesia sabbatica

29 sabato Mar 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

Distacco lento

 

si comincia a farsi trasparenti

quando gira intorno

un altro mondo

 

(scartano i bambini scatole nuove,

altre lingue

i figli nati ieri)

 

poi il tacere ad uno ad uno

dei passi amici in sincronia

 

e tu

la faccia al finestrino

in un treno oltreconfine.

*

Scusami

 

non so

se ti giunge

la mia voce,

da me

caduto in un crepaccio

 

non volermene

se riesco a dire

solo le parole

del durare in quest’offesa

 

noi la chiamiamo vita

ma è soltanto

l’annuncio di una morte

che ritarda.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: 1-2

22 sabato Mar 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, I giorni dell'abbandono

 

1

io che pensavo
ti fossi nascosta
dietro la luna

(e sapessi
quanto sporgermi dal balcone
per quel poco di luce
che hai lasciato sui vetri)

anche oggi vicino alla porta
ho guardato l’angolo vuoto delle tue scarpe

(ma non ho sentito i tuoi passi
nemmeno il giro di chiave
e tu che scendevi le scale ad una ad una )

è rimasto il silenzio
qui
e il tuo profumo a svanire…

***

2

dove sei?

sto perduto
in questa nebbia di maggio,
non lo senti il richiamo
quanto corre sul mare
(e mi ricordo
di balene in amore
e di un grido di notte
fra l’acqua e la luna)

dove sei?

stamattina
ti ho chiamata per nome
ero sovrappensiero

(ti ho chiamata per un bacio
un bacio soltanto
e tu già non c’eri)
semmai poi tornassi
ti ho lasciato sul muro
un disegno col rosso

come il sangue che perdo
dal mio cuore di adesso.

Francesco Palmieri

(dalla plaquette inedita “I giorni dell’abbandono”)

 

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Poesia sabbatica: 155 e 157 “Scherzo”

15 sabato Mar 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri, Solo parole d'amore

 

-155-

ed io e te
saremo una carne sola
ci fu detto
e noi fummo felici,
io sangue del tuo sangue
tu sangue del mio sangue,
tu l’occhio destro
io l’occhio sinistro
e orecchie di una sola testa
gambe e braccia di un solo tronco

sarete una carne sola
ci fu detto
e noi fummo felici

ma fu allora un dio
(o chi per lui)
che disse una bugia.

 ***

 

-157-    Scherzo

oggi avrei voluto scrivere una poesia d’amore,
di quelle dove c’è qualcuno che dice ti amo
e qualcun altro risponde ti amo,
una poesia con i fuochi d’artificio
e un cupido dalle frecce d’oro
che mai sbagliano il bersaglio,
mai spaccano il cuore o lo fanno a pezzi,
una poesia coi fiori in ogni parola
ed ogni fiore una parola,
sì, una poesia solo per te, solo io e te,
ma quando ho scritto ti amo
tu non hai risposto ti amo
ed è così che non l’ho scritta più.

Francesco  Palmieri

(dalla raccolta riveduta e corretta “Solo parole d’amore” inedita)

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Poesia sabbatica: “24”

08 sabato Mar 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-24-

 

lo vedo come il tempo mi sfigura

come costringe l’ottobre intorno agli occhi

(e quante mattine

a spazzare foglie sulla porta)

 

lo vedo il nero all’orizzonte

le nuvole raccolte sul confine

la pioggia che verrà e il temporale

 

(per noi

che un tempo siamo stati

divinità di terra

papaveri scoppiati

in mezzo a grano ed erbe

carni in amore e fiamme

e baci baci e baci 

il grido alto a un cielo

azzurro che si apriva)

 

 

lo vedo il tempo come mi sfigura

come sulla faccia cresce

la maschera appassita

di un tempo che detesto.

 

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Biografie” Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: -50-

01 sabato Mar 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Variazioni su un dolore solo

 

50

 

chiedo scusa a te,

e a te,

e a chi mi pensa e crede

sia meno vuoto il mondo,

la vita un po’ più colma,

 

ma troppo peso

troppo peso

 

il cuore è fitto d’ombra,

l’anima in agonia,

 

vado

 

il mio paese non è di questa terra

né di un’altra terra

 

e chiedo perdono

a chi si sentirà più solo

a chi starà perduto

 

ma troppo peso, troppo,

 

bisogna che io cali le mie pietre,

che io diventi cumulo, sepolcro

 

senza nome, nessuna memoria,

neanche una croce e nemmeno un fiore.

  

Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Variazioni su un dolore solo”)

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Poesia sabbatica: “Lettera a Dio” e “Post-scriptum”

22 sabato Feb 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Lettera a Dio

 

forse è ora

di chiudere il conto,

Dio,

forse è l’epilogo

che io non ho voluto

e tu lo sai,

se poi è vero che conosci

quanti capelli resistono nel cuoio

 

vorrei farti domande, tante,

le stesse che da  sempre

avevo ancora stamattina

ma adesso non è più tempo,

ti libero dall’affanno,

 

finirò i miei giorni

nel gelo di uno specchio,

a chiedere alla faccia

se era inevitabile

questo stare in anni

nell’occhio di un cecchino

o forse era fattibile

un giro da turista

al fresco del giardino,

 

non voglio giudicare

e non lo posso,

se poi sia stato osceno

lo sfregio che ti fecero

mia madre e poi mio padre,

ma io te lo giuro

ho fatto dei santini                                        

i miei segnalibri

e inciso sulla porta

il verbo dei profeti,

non ho cercato lodi

ed ho tenuto a bada

l’ebbrezza d’ogni miele,

ho riparato il fianco

al graffio del demonio

e lasciato in vita

le mosche sopra al pane,                                                           

 

a volte sono caduto

e pure sono stato

io spira di serpente

ma debole era la presa,

debole era la presa

perciò, tutto sommato,

qualche sassolino

potrei pure scagliarlo

al transito di spettri

che avevo chiamato piume,

 

gettato alla corrente

di epoche furiose

ho smesso di cercare

l’appiglio al salvagente,

annuso le mie rose

e non domando nulla,

aspetto venga la sera

e il giorno anche domani

 

io spero ci sia il sole

e un poco di calore,

disordine nel letto

e la polvere in salotto,

tanto alla mia porta

non busserà nessuno

 

ed ora somma pure

al tuo silenzio

il mio silenzio

 

e l’ultima parola,

un così sia.

 

  

Post-scriptum

 

ciò che non posso perdonarti

è lo startene a guardare

nel soffice che giurano

è divano in mezzo al cielo

 

l’ho detto anche al curato

ancora in confessione

e lui ha risposto figlio

non sai che le sue vie

non sono libero accesso

ma tu puoi stare certo

che lui ci vuole bene,

 

 

non posso perdonarti

la pena insopportabile

a cui non si era preparati

 

e il calice trabocca

acqua di occhi persi

il sangue dai costati.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa” Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: -8- e -13-

15 sabato Feb 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-8-                                                

 

( a un’amica per un lutto che il tempo non ha medicato)

 

 

tu la sai

la crudeltà dei morti

 

quel loro andarsene zitti

e noi senza più parole

senza più appuntamenti da dare

nessun giorno dopo

 

noi

che possiamo solo chiamarli

che sappiamo i nomi ad uno ad uno

che guardiamo fotografie

 

e niente

nessuno risponde

non una parola

una voce

un rumore

 

noi

siamo i vivi

a sopportare la morte.

***

-13-

 

 il passero

preso nella stretta

sembra più domestico

 

mangia

beve

quando è sera dorme

 

solo certe notti

sbatte un po’ le ali

cinguetta dentro al sonno

 

forse sogna.

 

Francesco Palmieri
(dalla raccolta edita “Biografie”  edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “Solitudine fisica e metafisica”

08 sabato Feb 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, il male nascosto, Solitudine fisica e metafisica

 

SOLITUDINE FISICA E METAFISICA

 

 tu le sai le sere

le notti senza stelle

la luna sta nascosta

e tutto nero il cielo

la strada è già silenzio

lontano chi saluta

un chiudersi di porte

e la tua ombra a terra

 

sospesa su un abisso.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta edita “Il male nascosto” Edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “Attimo di coscienza”, “L’inevitabile”

01 sabato Feb 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri, il male nascosto

 

Attimo di coscienza


anche oggi un giorno di nuvole basse

di foglie dentro, mute a cadere,


novembre,

e poi verrà dicembre


e ancora a seguire


un tempo inutile


(ed io

nel tentativo estremo

di trasformare in storia


un assordante nulla).



*************************************************



L’inevitabile


troppo a lungo

ho distolto occhi e faccia,

sempre a guardare (testardo)

dall’altra parte, non questa,


non qui che lo sentivo

quanta moria di fiori

(e gli anni polvere, neve,

appena qualche traccia

scordata in un quaderno)


eppure era questa

la destinazione,

l’arrendersi al sangue

che si fa calcare


e ritrovarsi in resa

nel mezzo di una strada


in alto

un cielo ad inferriata

e in terra rami

che ieri erano foglie.



Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Il male nascosto” – edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “Vista bifronte”

25 sabato Gen 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Vista bifronte

 

che sia carezza e velluto

in sfrego di pelle

ed inguine nudo,

che in cima a ginocchia

si apra il passo alle stelle

e ancora più in alto

un respiro d’eterno,

 

che non ci sia altro modo

oltre a nascere carne

per odorare la rosa,

il lenzuolo, la sposa,

per ferirsi le orecchie

sopra una scogliera

poi il cielo nel mare

e il mare a volare,

 

che appena in un bosco

sia delirio di foglie,

la quiete dei tronchi

nella conta dei tempi,

l’impronta graziosa

di una ninfa nascosta,

 

che a bastare un albore

ad aspettarti sul vetro,

lo scostare una tenda

per l’avvampare di sole                           

(e una sera una sera

a chiamare per nome

stelle d’orsa ed orione

e l’infinito era lì,

fra quegli occhi e la luna)

 

che respirando entri un vento

a distendere vele

per l’inizio del viaggio

fra indicibile e immenso                                                         

(e si macchia la pelle

d’indelebile azzurro,

si sciolgono i lacci

stretti sopra alle scarpe)

 

 

non basta a tacere

la gravità che ci atterra

(troppo esposta la croce,

troppo fragile il cuore

per stare con il dolore)

 

e mi sento qualcuno

che deve alzare la mano,

contestare il diritto

del disco orario alla fronte,

lo scegliere i tempi

senza dirci parola

e lasciarci qui a terra

fra il morire ed il sole.                                 

 

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta edita “Fra improbabile cielo e terra certa ” edizioni Terra d’ulivi)

 

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Poesia sabbatica: -15-

18 sabato Gen 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

15, Francesco Palmieri

 

15-

non raccontiamoci più nulla (amore)

di chi sei stata

di chi sono stato

delle altre vite avute

quando tu non c’eri

quando io non c’ero

 

non ci diciamo più

che già abbiamo amato e pianto

ma non ero io

non eri tu

chi ci prendeva

e poi ci ha lasciato andare

 

non raccontiamoci più (amore)

chi siamo stati

quando tu non c’eri

quando io non c’ero

 

guardami nuovo

come io ti guardo nuova

 

guardami

non sono mai esistito

io sono nato adesso

 

dimmelo,

non sono mai esistita

io sono nata adesso

 

e io e te rinati a un’altra vita.

 

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: -73-

11 sabato Gen 2025

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

-73-

 

che dirti questa sera

di una giornata

dove tu non ci sei stata

 

(ed io ad aspettare all’angolo

un ultimo minuto

un ultimo secondo

che tu venissi

con le tue labbra rosse

il passo accelerato

di chi va incontro al sogno

 

il sogno che ho raccolto

in una carta a fiori,

tenuto nella mano

ché non volasse al vento)

 

che dirti questa sera,

di come ho camminato

nella mie spalle strette

di come sono morti

gli angeli sul cappotto

e le parole tutte

cadute tra le foglie

 

mi sono voltato ancora

e tu non sei venuta

tu certo eri altrove

comunque dove io non c’ero.

 

 

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: -8-

21 sabato Dic 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Variazioni su un dolore solo

 

8

 

 

da che ho cominciato a scendere

niente mi ha più fermato,

 

a poco a poco

nessuna voce,

le facce

più sbiadite,

a volte un biglietto,

una lettera da lontano,

un ticchettio di passi

su e giù da un altro piano

 

pareti in ogni stanza,

il vuoto alle finestre,

un buco d’alveare,

 

da che ho iniziato a scendere,

non so più dove mi trovo,

se tunnel, galleria,

o un inferno bianco

come se fosse neve,

silenzio sterminato,

la fine del mondo,

la terra senza nessuno

 

o forse soltanto io

senza più un posto dove restare.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Variazioni su un dolore solo”)

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Poesia sabbatica: -35-

14 sabato Dic 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Frammenti, Francesco Palmieri

 

35

ci si deve arrendere
al gelo dei risvegli,
al vuoto abracadabra
che non trasforma nulla,
al niente di preghiera
che si sperde in cielo

(e li ricordi tutti
i giorni dell’attesa
quando la pioggia ai vetri
era un bussare d’angeli
e l’universo intero
una sinfonia di trombe)

ci si deve arrendere
alla logica del fuoco
che consuma e incenerisce,
al tempo inesorabile
che infine dice il vero

e allora fai uno squarcio
fra costola e costato

il cuore negli scarti
e nel torace un sasso.

Francesco Palmieri
(dalla raccolta inedita “Frammenti”)

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Poesia sabbatica:-53-

07 sabato Dic 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Frammenti, Francesco Palmieri

 

53

 

 

mi vedrai a volte

in un turbinio di polvere,

nell’acquazzone estivo

che dura qualche goccia

o solo di sfuggita

fermo sul marciapiede

appena un poco prima

del tram fra me e te

 

mi vedrai

nella poesia incompiuta

lasciata sopra al tavolo

(e le parole a terra

col cuore fracassato

perché la parola è morta

se manca chi l’ascolta)

 

o qualche volta a fianco

senza che avrai il sospetto

di me trapassato al vuoto

 

un fotogramma mobile

che scambierai per vivo.

 

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta inedita “Frammenti”)

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Poesia sabbatica: -26-

30 sabato Nov 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Variazioni su un dolore solo

 

26

 

 

e infine arriva

il momento che sai per certo

che vivere è la ferita

 

che non si rimargina.

non si rimargina,

 

che durerà per sempre

in nome del padre

e della madre

 

e di chi ha voluto un mondo

perché del figlio

si facesse croce.

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Variazioni su un dolore solo”)

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Poesia sabbatica: “A mio nonno”

23 sabato Nov 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

A MIO NONNO

 

Quando tu sarai morto di cancro

e accadrà presto

mi dicono i dottori

 

io di te

conserverò l’apparecchio acustico

ma dubito

che dall’aldilà

potrò io

riascoltare la tua voce.

 

(1985)

 

 

IN MORTE DI MIO NONNO

11 GENNAIO 1988

 

ieri

in un corteo

vestito di vento

ti ho accompagnato

al di là

dei cipressi sereni

 

ed oggi

non ci sei più

 

non posso ancora dire

quanto cuore mi basterà

per tornare a sentire

il mondo

più pieno di adesso.

 

Francesco Palmieri
(dalla raccolta inedita “Poesie giovanili e sparse”)

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Poesia sabbatica: -41-

09 sabato Nov 2024

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Francesco Palmieri, Variazioni su un dolore solo

 

41

 

non dimentico il sapore del pane,

dell’olio e il sale sopra alla mollica

 

non dimentico l’acqua bevuta alla fontana

e intorno l’estate azzurra,

il bianco delle case e le ciliegie rosse

stampate sulle gonne

 

non era nero in aria

il volo delle rondini

e non un grido i passeri

ma solo canto a sera

che preparava stelle

 

ed ora lo so perché i bambini

in paradiso giocano.

 

 

 Francesco Palmieri 

(dalla raccolta inedita “Variazioni su un dolore solo”)

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Poesia sabbatica: “Cronologie diverse”

02 sabato Nov 2024

Posted by Francesco Palmieri in POESIA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

Brogliaccio, Francesco Palmieri

 

 

CRONOLOGIE DIVERSE

 

e tu ancora hai chiesto

 

mi ami

 

davvero mi vuoi bene,

risponderai il mio nome

se chiamerò il tuo nome,

ed io che ti amerò per sempre

ti avrò ora e per sempre?

 

io non dico nulla

 

(penso)

 

agli anni da ordinare nei bagagli,

al fuoco che mi resta ed alla fiamma,

al fulmine che è un appena

e poi lo scuro

 

e faccio fatica a dirti

che già da tempo vivo

come dentro a una stazione

 

e vedo te che arrivi

e me che forse parto.

 

 

Francesco Palmieri 

(da “Brogliaccio” inedito)

 

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