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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi autore: Francesco Palmieri

~A viva voce~

06 sabato Nov 2021

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

≈ 1 Commento

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Charles Baudelaire, L'albatro

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di lettura su iniziativa di esterni alla stessa redazione, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

 

L’ALBATRO di CHARLES BAUDELAIRE

 

Spesso, per dilettarsi, le ciurme
 
catturano degli albatri, grandi uccelli marini
 
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
 
il bastimento che scivolando va su cupi abissi.
 
 
 
 
Appena posti sulla tolda
 
questi re dell’azzurro abbandonano ai loro fianchi miseramente,
 
indifesi e vergognosi, come remi,
 
sconfitte, le candide e grandi ali.
 
 
 
 
Com’è goffo e inerte questo viaggiatore alato,
 
lui poco fa così bello com’è comico e brutto!
 
Qualcuno con la pipa qui il becco gli stuzzica,
 
là un altro, l’infermo che volava scimmieggia zoppicando.
 
 
 
 
Come il principe dei venti è il poeta
 
che avvezzo alla tempesta si ride dell’arciere
 
ma esiliato fra scherni sulla terra camminare non può
 
per le sue ali da gigante.
 
 
Trad. di De Nardis, riadatt. di Palmieri

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~A viva voce~

30 sabato Ott 2021

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Congedo del viaggiatore cerimonioso, Giorgio Caproni

 

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di lettura su iniziativa di esterni alla stessa redazione, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

Congedo del viaggiatore cerimonioso di Giorgio Caproni

 

Amici, credo che sia
 
meglio per me cominciare
 
a tirar giú la valigia.
 
Anche se non so bene l’ora
 
d’arrivo, e neppure
 
conosca quali stazioni
 
precedano la mia,
 
sicuri segni mi dicono,
 
da quanto m’è giunto all’orecchio
 
di questi luoghi, ch’io
 
vi dovrò presto lasciare.
 
 
Vogliatemi perdonare
 
quel po’ di disturbo che reco.
 
Con voi sono stato lieto
 
dalla partenza, e molto
 
vi sono grato, credetemi,
 
per l’ottima compagnia.
 
 
Ancora vorrei conversare
 
a lungo con voi. Ma sia.
 
Il luogo del trasferimento
 
lo ignoro. Sento
 
però che vi dovrò ricordare
 
spesso, nella nuova sede,
 
mentre il mio occhio già vede
 
dal finestrino, oltre il fumo
 
umido del nebbione
 
che ci avvolge, rosso
 
il disco della mia stazione.
 
 
Chiedo congedo a voi
 
senza potervi nascondere,
 
lieve, una costernazione.
 
Era cosí bello parlare
 
insieme, seduti di fronte:
 
cosí bello confondere
 
i volti (fumare,
 
scambiandoci le sigarette),
 
e tutto quel raccontare
 
di noi (quell’inventare
 
facile, nel dire agli altri),
 
fino a poter confessare
 
quanto, anche messi alle strette,
 
mai avremmo osato un istante
 
(per sbaglio) confidare.
 
 
(Scusate. È una valigia pesante
 
anche se non contiene gran che:
 
tanto ch’io mi domando perché
 
l’ho recata, e quale
 
aiuto mi potrà dare
 
poi, quando l’avrò con me.
 
Ma pur la debbo portare,
 
non fosse che per seguire l’uso.
 
Lasciatemi, vi prego, passare.
 
Ecco. Ora ch’essa è
 
nel corridoio, mi sento
 
piú sciolto. Vogliate scusare).
 
 
Dicevo, ch’era bello stare
 
insieme. Chiacchierare.
 
Abbiamo avuto qualche
 
diverbio, è naturale.
 
Ci siamo – ed è normale
 
anche questo – odiati
 
su piú d’un punto, e frenati
 
soltanto per cortesia.
 
Ma, cos’importa. Sia
 
come sia, torno
 
a dirvi, e di cuore, grazie
 
per l’ottima compagnia.
 
 
Congedo a lei, dottore,
 
e alla sua faconda dottrina.
 
Congedo a te, ragazzina
 
smilza, e al tuo lieve afrore
 
di ricreatorio e di prato
 
sul volto, la cui tinta
 
mite è sí lieve spinta.
 
Congedo, o militare
 
(o marinaio! In terra
 
come in cielo ed in mare)
 
alla pace e alla guerra.
 
Ed anche a lei, sacerdote,
 
congedo, che m’ha chiesto s’io
 
(scherzava!) ho avuto in dote
 
di credere al vero Dio.
 
 
Congedo alla sapienza
 
e congedo all’amore.
 
Congedo anche alla religione.
 
Ormai sono a destinazione.
 
 
Ora che piú forte sento
 
stridere il freno, vi lascio
 
davvero, amici. Addio.
 
Di questo, sono certo: io
 
son giunto alla disperazione
 
calma, senza sgomento.
 
 
Scendo. Buon proseguimento.

 

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~A viva voce~

23 sabato Ott 2021

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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La spiaggia, Vittorio Sereni

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di lettura su iniziativa di esterni alla stessa redazione, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

Sono andati via tutti –
blaterava la voce dentro il ricevitore.
E poi, saputa: – Non torneranno piú –.

Ma oggi
su questo tratto di spiaggia mai prima visitato
quelle toppe solari… Segnali
di loro che partiti non erano affatto?
E zitti quelli al tuo voltarti, come niente fosse.

I morti non è quel che di giorno
in giorno va sprecato, ma quelle
toppe d’inesistenza, calce o cenere
pronte a farsi movimento e luce.
Non dubitare, – m’investe della sua forza il mare –
parleranno.

 

VITTORIO SERENI, da “Gli strumenti umani”, Einaudi, Torino, 1965

 

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~A viva voce~

16 sabato Ott 2021

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Eugenio Montale, Non chiederci la parola

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di lettura su iniziativa di esterni alla stessa redazione, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
 
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
 
lo dichiari e risplenda come un croco
 
perduto in mezzo a un polveroso prato.
 
 
Ah l’uomo che se ne va sicuro,
 
agli altri ed a se stesso amico,
 
e l’ombra sua non cura che la canicola
 
stampa sopra uno scalcinato muro!
 
 
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
 
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
 
Codesto solo oggi possiamo dirti,
 
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

 

EUGENIO MONTALE, Ossi di seppia (Torino, Piero Gobetti Editore, 1925).

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Visioni di poesia

26 sabato Ott 2019

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Visioni di poesia

26 giovedì Set 2019

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Visioni di poesia

21 mercoledì Ago 2019

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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FP

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Visioni di poesia 6

20 sabato Lug 2019

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Visioni di poesia

16 martedì Lug 2019

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Visioni di poesia

12 venerdì Lug 2019

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Visioni di poesia

11 giovedì Lug 2019

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Visioni di poesia

05 venerdì Lug 2019

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Visioni di poesia

28 venerdì Giu 2019

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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VISIONI DI POESIA (rubrica)

09 sabato Set 2017

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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POESIA SABBATICA

09 sabato Set 2017

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Charles Bukowsky: Lancia il dado 

Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.

Altrimenti, non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate, mogli, parenti, impieghi e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione,
Potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.
L’isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.
E lo farai a dispetto dell’emarginazione e delle peggiori diseguaglianze.
E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Non esiste sensazione altrettanto bella.
Sarai solo con gli Dei.
E le notti arderanno tra le fiamme.
Fallo, fallo, fallo. FALLO!
Fino in fondo, fino in fondo.
Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta.
È l’unica battaglia giusta che esista.

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POESIA SABBATICA

02 sabato Set 2017

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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POESIA SABBATICA

20 domenica Ago 2017

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Oscar Wilde

Se noi non avessimo amato,
Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l’ape
Nel suo grembo dorato,
Se quella pianta di rose avrebbe ornato
Di lampade rosse i suoi rami!
Io credo non spunterebbe una foglia
In primavera, non fosse per le labbra degli amanti
Che baciano. Non fosse per le labbra dei poeti
Che cantano.

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POESIA SABBATICA: -3-

12 sabato Ago 2017

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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-3-

ti ho detto bla bla bla

pescando parole nei fondali

rischiando di morire per l’apnea

e ti ho imperlato i lobi

come a una madonna

ti ho cantato salmi

il mantra dei devoti

ti ho mostrato il cuore

e tu in ogni piaga,

insomma, o mia madonna,

non vedi che sragiono?

se sto nella tua testa

ti freme un po’ la pelle

apriti

fammi entrare

prendimi

fammi morire dentro.

Francesco Palmieri (da “Exsperimenta” )

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POESIA SABBATICA

05 sabato Ago 2017

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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Ultimo brindisi 

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

 

– Anna Achmatova-

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ESTEMPORANEA…

30 domenica Lug 2017

Posted by Francesco Palmieri in SINE LIMINE

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-142 – Buongiorno

è già giorno amore
ed io ti amo ancora

ha provato la notte
a stendere il suo velo,
il suo mantello nero
che acceca occhi e fiori,

ci ha provato come morte breve
a farti inesistenza,
appena un sogno fatuo
che non ricordi più

ed io ho nuotato amore
nelle sue acque scure,
ho resistito ai venti
schivato le correnti,

ho stretto intorno ai fianchi
le sillabe di un nome
ed eri tu quel fuoco
acceso sulla spiaggia

ci ha provato, la notte,
a farti inesistenza,
un giorno mai contato
un vivere mai nato

ed ora io la vedo
svanire alla finestra,
allontanarsi in fretta
con la sua faccia scura

è già giorno amore
ed io ti amo ancora.

FRANCESCO PALMIERI

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