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Sussurri d’Altrove – Ritratti” di Emilio Capaccio

Ho cominciato
a dire addio.
È un lungo,
lento e luminoso
addio,
come quello del sole
sul mare.

M. V.

Maruja Vieira è considerata una delle voci più autorevoli della poesia colombiana contemporanea. Nata a Manizales nel 1922 con il nome di María Vieira White e vissuta fino al 2023, attraversò oltre un secolo di storia culturale e sociale dell’America Latina, lasciando un’impronta profonda non solo come poetessa, ma anche come giornalista, insegnante, promotrice culturale e figura di riferimento per molte generazioni di scrittori. La sua lunga esistenza le consentì di osservare cambiamenti politici, sociali e culturali di enorme portata, trasformando tali esperienze in una riflessione poetica intensa e universale. La sua opera si caratterizza per la capacità di coniugare profondità emotiva e semplicità espressiva, offrendo una visione dell’esistenza fondata sull’osservazione attenta della realtà e sulla valorizzazione dell’esperienza umana.
Fin dalla giovinezza mostrò una forte inclinazione verso la letteratura e iniziò presto a pubblicare poesie e articoli sui giornali e nelle riviste culturali del suo paese. Entrò in contatto con importanti ambienti intellettuali e partecipò attivamente alla vita culturale colombiana, distinguendosi in un contesto in cui la presenza femminile negli spazi letterari era ancora limitata. La sua formazione fu arricchita dall’incontro con alcuni tra i maggiori protagonisti della letteratura ispanoamericana del Novecento, esperienze che contribuirono a consolidare la sua vocazione artistica e a definire il suo stile personale.
Accanto alla scrittura poetica sviluppò una significativa carriera nel giornalismo e nell’insegnamento universitario. Collaborò con numerosi mezzi di comunicazione e dedicò parte della sua vita alla promozione della cultura, sostenendo la diffusione della letteratura e incoraggiando la formazione di nuove generazioni di autori. Questa attività testimonia una concezione della cultura non come esperienza esclusivamente individuale, ma come strumento di crescita collettiva e di partecipazione alla vita sociale.
La sua produzione poetica si sviluppò lungo molti decenni e mantenne sempre una notevole coerenza interna. Pur attraversando periodi storici e movimenti letterari differenti, Maruja Vieira non si lasciò guidare dalle mode del momento né dalle tendenze più sperimentali. Preferì costruire una voce autonoma, fondata sulla sincerità dell’esperienza personale e sulla ricerca di una parola essenziale, capace di comunicare emozioni profonde senza ricorrere a eccessi retorici. Questa fedeltà alla propria sensibilità rappresenta uno degli elementi che spiegano la longevità e l’attualità della sua opera.
Uno dei temi centrali della sua poesia è la memoria. Nei suoi versi il passato non appare come un semplice deposito di ricordi, ma come una presenza viva che continua a influenzare il presente. La memoria diventa uno strumento attraverso cui comprendere la propria identità e dare significato alle esperienze vissute. I ricordi dell’infanzia, dei luoghi amati e delle persone care vengono evocati con delicatezza e trasformati in materia poetica. Non si tratta di una nostalgia sterile o malinconica, ma di una riflessione sul modo in cui il tempo modifica e conserva ciò che siamo stati. Attraverso la memoria, il passato continua a dialogare con il presente e contribuisce alla costruzione della coscienza individuale.
Strettamente legato alla memoria è il tema del tempo, probabilmente uno dei più importanti dell’intera produzione di Vieira. Il trascorrere degli anni viene osservato con lucidità e serenità. La poetessa è consapevole della fragilità dell’esistenza umana e dell’inevitabile trasformazione che il tempo impone a persone e cose. Tuttavia questa consapevolezza non si traduce mai in disperazione o pessimismo. Al contrario, il tempo viene spesso rappresentato come una forza che attribuisce valore alle esperienze, rendendo più preziosi gli affetti, i ricordi e i momenti condivisi. Nei suoi versi emerge una profonda accettazione della condizione umana, accompagnata da una costante ricerca di significato.
L’amore costituisce un altro nucleo fondamentale della sua poesia. Si tratta però di un amore lontano dalle rappresentazioni enfatiche e passionali tipiche di certa tradizione romantica. Nei testi di Maruja Vieira l’amore assume una dimensione più intima e riflessiva, caratterizzata dalla fedeltà, dalla tenerezza e dalla profondità del legame affettivo. Particolarmente significativa è la presenza del tema dell’assenza. La perdita della persona amata e il dolore provocato dalla separazione diventano occasioni per interrogarsi sulla permanenza dei sentimenti oltre il tempo e oltre la morte. L’assenza non viene descritta come un vuoto assoluto, ma come una forma diversa di presenza che continua a vivere nel ricordo e nella memoria.
Da questa riflessione deriva anche la particolare concezione della morte presente nella sua opera. Vieira affronta il tema con straordinaria sensibilità, evitando toni tragici o drammatici. La morte viene considerata una componente naturale dell’esistenza, un evento inevitabile che invita a riflettere sul valore della vita. Nei suoi versi non prevale il senso della fine, ma piuttosto l’idea della continuità degli affetti e delle esperienze umane. La consapevolezza della mortalità spinge la poetessa a valorizzare la bellezza dei gesti quotidiani e delle relazioni personali, trasformando la fragilità dell’esistenza in una fonte di conoscenza e di maturazione interiore.
Dal punto di vista stilistico, la poesia di Maruja Vieira si distingue per la chiarezza e l’equilibrio. Il suo linguaggio è semplice solo in apparenza. Dietro l’immediatezza espressiva si nasconde infatti un attento lavoro di selezione lessicale e di costruzione delle immagini. La poetessa evita le complicazioni formali e le sperimentazioni linguistiche più radicali, preferendo una scrittura limpida e musicale. Le sue poesie sono caratterizzate da una notevole capacità evocativa: attraverso poche parole riesce a suggerire emozioni profonde e a creare atmosfere cariche di significato. Questa essenzialità rappresenta uno degli aspetti più originali della sua poetica e contribuisce a rendere i suoi testi accessibili a un pubblico ampio senza sacrificare la profondità della riflessione.
La natura occupa un ruolo importante nel suo immaginario poetico. Elementi come la pioggia, il vento, gli alberi, i fiori e i paesaggi ricorrono frequentemente nei suoi versi. Tuttavia la natura non viene mai descritta in modo puramente decorativo. Essa assume una funzione simbolica e diventa il riflesso degli stati d’animo, delle emozioni e delle trasformazioni interiori. I fenomeni naturali accompagnano le riflessioni sul tempo, sulla memoria e sull’amore, contribuendo a costruire un linguaggio poetico ricco di suggestioni. Attraverso il dialogo con il mondo naturale, la Vieira esprime una visione dell’esistenza fondata sull’armonia tra l’essere umano e l’ambiente che lo circonda.
Un altro elemento significativo della sua opera riguarda la condizione femminile. Pur non adottando sempre toni apertamente militanti, la sua presenza nel panorama letterario rappresentò un importante esempio di affermazione femminile. In un periodo storico in cui le donne incontravano numerosi ostacoli nell’accesso ai ruoli culturali e professionali, Maruja Vieira riuscì a conquistare prestigio e autorevolezza grazie alla qualità del proprio lavoro. La sua attività come docente, giornalista e promotrice culturale contribuì inoltre ad ampliare gli spazi di partecipazione per altre donne interessate alla letteratura e alla cultura. La sua esperienza dimostra come la scrittura possa diventare uno strumento di emancipazione personale e di trasformazione sociale.
Anche quando affronta questioni legate alla società e alla storia, la poetessa evita il linguaggio ideologico e privilegia una prospettiva umana. Nei suoi testi emerge una costante attenzione verso la dignità della persona, il valore della solidarietà e l’importanza della giustizia. Le grandi questioni collettive vengono spesso osservate attraverso le esperienze individuali, perché è nella vita concreta delle persone che la poetessa individua il vero significato degli eventi storici e sociali. Questa capacità di unire dimensione personale e riflessione universale costituisce uno dei principali punti di forza della sua produzione.
Nel contesto della letteratura latinoamericana del Novecento, Maruja Vieira occupa una posizione originale. Non può essere facilmente collocata all’interno di una singola corrente letteraria, poiché la sua opera sviluppa un percorso autonomo e coerente. La sua poesia si fonda su una profonda fiducia nella parola poetica come strumento di conoscenza e di comunicazione. Attraverso una scrittura sobria ma intensa, riesce a esplorare i temi fondamentali dell’esistenza umana senza cadere nell’astrazione o nell’enfasi.
L’eredità lasciata da Maruja Vieira è di grande importanza non solo per la letteratura colombiana, ma per tutta la poesia ispanoamericana. La sua opera continua a essere letta e studiata perché affronta questioni universali che riguardano ogni essere umano: il passare del tempo, la memoria, l’amore, la perdita, la speranza e la ricerca di significato. La forza della sua poesia risiede nella capacità di trasformare esperienze personali in riflessioni condivisibili, creando un dialogo profondo tra autore e lettore. Grazie alla sensibilità della sua voce e alla coerenza del suo percorso artistico, Maruja Vieira rimane una figura fondamentale della cultura latinoamericana, esempio di come la poesia possa illuminare gli aspetti più profondi e autentici dell’esperienza umana.

Cenni critici-biografici e traduzioni di Emilio Capaccio

Il nome di prima

Non è facile scrivere
il nome di prima.
È come tornare a un abito antico,
a dei fiori, a un libro,
a uno specchio, ingialliti dagli anni.
Con quell’altro nome
era come tenere tra le mani
tutta la luce dell’aria.
Ora torno
al mio nome di prima.
Il mio nome di cenere,
quello che camminò con me nel tempo
e nelle solitudini.
Ora sono davanti a me, davanti al mio nome,
con la fredda e terribile sensazione del ritorno
che conoscono i naufraghi.
Ma sento una risata e dei passi allegri.
Non tutto è andato perduto.
Eccomi un’altra volta, davanti alla vita,
con il nome di prima.

El nombre de antes

No es fácil escribir
el nombre de antes.
Es como volver a un traje antiguo,
unas flores, un libro,
un espejo, amarillos por los años.
Con aquel otro nombre
era como tener entre las manos
toda la luz del aire.
Ahora vuelvo
a mi nombre de antes.
Mi nombre de ceniza,
el que anduvo conmigo por el tiempo
y por las soledades.
Ahora estoy frente a mí, frente a mi nombre,
con la fría y terrible sensación de regreso
que conocen los náufragos.
Pero escucho una risa y unos alegres pasos.
Todo no se ha perdido.
Aquí estoy otra vez, frente a la vida,
con el nombre de antes.

( Clave Mínima, 1965 )

Lettere di sabbia

Parlami. In fondo,
i miei sogni sono fatti di parole.
Le tue parole.
Quelle che non mi hai mai detto e sono vive
con forza di memoria vera.
Vive come sul fondo trasparente
le stelle marine.
Come il tuo ricordo che mi segue
e continuo a portarlo con me.
Senza che lo allontani un altro cielo, né un’onda,
neppure l’ombra di un altro corpo.
Ascolta …il mare intreccia
le sue verdi dita tra le scogliere.
È come se la tua voce mi stesse cercando
senza trovarmi e senza che io la trovi.
Da lontano
viene a sferzarmi il viso il tuo silenzio.

Letras de arena

Háblame. Al fin y al cabo
mis sueños están hechos de palabras.
Tus palabras.
Las que nunca me has dicho y están vivas
con fuerza de memoria verdadera.
Vivas como en el fondo transparente
las estrellas marinas.
Como el recuerdo tuyo que me sigue
y voy llevándolo.
Sin que lo aparte un cielo distinto ni una ola,
ni siquiera la sombra de otro cuerpo.
Escucha ….El mar enreda
sus dedos verdes en los arrecifes.
Es como si tu voz estuviera buscándome
sin encontrarme y sin que yo la encuentre.
Desde lejos
viene a azotarme el rostro tu silencio.

( Los poemas de enero, 1951 )

Questa sera

Questa sera
tutti guardano la pioggia.

Qui c’è un albero
e delle bianche colonne.

Dove va il mio ricordo
ci sono fiori come spade di ametista
e gli uomini camminano in silenzio.
Qui la pioggia lancia
ogni volta più rapida
le sue dita trasparenti
per strappare al sole la moneta del tempo.
Là, dove tu dimentichi,
non c’è pioggia… solo fiori e un mare verde.

Esta tarde

Esta tarde
todos miran la lluvia.

Aquí hay un árbol
y unas columnas blancas.

Donde va mi recuerdo
hay flores como espadas de amatista
y los hombres caminan en silencio.
Aquí la lluvia lanza
cada vez más de prisa
sus dedos transparentes
para ganar al sol la moneda del tiempo.
Allá, donde tú olvidas,
no hay lluvia… sólo flores y un mar verde.

( Poesía, 1951 )

Tempo definito

È bene che la vita di tanto in tanto
ci spogli di tutto.
Nell’oscurità gli occhi imparano
a vedere più chiaramente.
Quando la solitudine è il vuoto intenso
del corpo e delle mani,
ci sono sentieri aperti verso il più profondo
e il più distante.
Nel silenzio le voci amate
rinnovano dolcemente le loro parole
e i muri custodiscono il rumore infinito
dei passi assenti.
Le labbra che prima erano
luogo d’amore nelle tranquille serate
imparano la grandezza
della canzone ribelle e angosciata.
C’è un vento sospeso sugli alberi alti,
un tamburellare di pioggia
su rovine oscure e fumanti,
un gesto su ogni volto
che parla di amarezza e di sconfitta.

Segue un lento cadere d’inutili ore,
staccate dal tempo,
e al di là di tutto ciò che formava
il piccolo circolo del mondo,
“quel mondo chiuso, con le sue vaghe stelle
e la sua bruma di sonno”,
si desta immensamente la voce ferita dell’uomo
dimorante della terra.
Prima erano lontani, quasi sconosciuti,
lo scontro e il tuono.
Ora il sangue scorre attraverso gli stessi alvei
dell’odio e della speranza,
senza che nulla possa fermare la corrente invasiva
delle forze eterne.

Tiempo definido

Está bien que la vida de vez en cuando
nos despoje de todo.
En la oscuridad los ojos aprenden
a ver más claramente.
Cuando la soledad es el vacío intenso
del cuerpo y de las manos,
hay caminos abiertos hacia lo más profundo
y hacia lo más distante.
En el silencio las amadas voces
renuevan dulcemente sus palabras
y los muros custodian el rumor infinito
de los ausentes pasos.
Los labios que antes fueran
sitio de amor en las calladas tardes
aprenden la grandeza
de la canción rebelde y angustiada.
Hay un viento en suspenso sobre los altos árboles,
un repique de lluvia
sobre ruinas oscuras y humeantes,
un gesto en cada rostro
que dice de amargura y vencimiento.

Sigue un lento caer de horas inútiles,
desprendidas del tiempo,
y más allá de todo lo que formaba
el círculo pequeñito del mundo,
“aquel mundo cerrado, con sus vagas estrellas
y su bruma de sueño”,
despierta inmensamente la herida voz del hombre
poblador de la tierra.
Antes estaban lejos, casi desconocidos,
el combate y el trueno.
Ahora corre la sangre por los cauces iguales
del odio y la esperanza,
sin que nada detenga la invasora corriente
de las fuerzas eternas.

( Poesía, 1951 )

Come la partenza di una nave

Ora tutto è più chiaro.
Come la terra dopo la pioggia,
così sono gli occhi dopo le lacrime.

Il vento fa cantare ancora una volta gli alberi,
ma all’alba
hanno voce distinta le antiche campane.

Una nave è partita. L’ancora è stata levata
dalle mani più amate.

Era un mare trasparente, rotta e onde,
dove fluttuava un soave volto pallido
e una spiaggia del tempo
che restava indietro, con il nostro pianto.

Che restava con il nostro silenzio,
con la nostra musica dimenticata e quieta,
con i libri chiusi, con le stanze vuote,
con questa solitudine che ci assale
quando il giorno si sveglia su letti intatti.

Le ore tornano un’altra volta, uguali.
Ci sono ancora cammini con rose e uccelli.
I bambini ridono per strada
e i vecchi martelli inchiodano legni nuovi.

La morte in casa nostra ha mantenuto fede alla sua parola.
Tutto è stato semplice come la partenza di una nave.


Como el partir de un barco

Ya todo está más claro.
Como la tierra después de la lluvia
son los ojos después de las lágrimas.

El viento hace cantar una vez más los árboles,
pero en la madrugada
tienen distinta voz las antiguas campanas.

Partió un barco. El ancla la levaron
las manos más amadas.

Era un mar transparente, rumbo y ola,
donde flotaba un suave rostro pálido
y una playa del tiempo
que se quedaba atrás, con nuestro llanto.

Que se quedaba con nuestro silencio,
con nuestra música olvidada y quieta,
con los libros cerrados, con los cuartos vacíos,
con esta soledad que nos asalta
cuando despierta el día sobre lechos intactos.

Las horas vuelven otra vez, iguales.
Todavía hay caminos con rosales y pájaros.
Los niños ríen en la calle
y los viejos martillos clavan maderas nuevas.

La muerte en nuestra casa cumplió su fiel palabra.
Todo fue tan sencillo como el partir de un barco.

( Los poemas de enero, 1951 )

Breve poesia dell’incontro

Mi fermo sulla riva della sera
e cerco le parole dimenticate,
gli antichi colori della terra,
l’impronta luminosa degli alberi.

Sei qui, sorridi al mio fianco
sotto il ramo blu, che si dissolve
in un piccolo cielo errante.
Un altro ramo, d’oro, è nella mia mano.

Parlo con te come sempre. Calde,
amorose, le sillabe sgranano
una lenta sorgente d’acqua tranquilla
sul silenzio della pietra bianca.

Breve poema del encuentro

Me detengo a la orilla de la tarde
y busco las palabras olvidadas,
los antiguos colores de la tierra,
la huella luminosa de los árboles.

Estás aquí, sonríes a mi lado
bajo la rama azul, que se deshace
en un pequeño cielo caminante.
Otra rama, de oro, está en mi mano.

Hablo contigo como siempre. Cálidas,
amorosas, las sílabas desgranan
un lento manantial de agua tranquila
sobre el silencio de la piedra blanca.

( Sombra del amor, 1998 )

La memoria dell’albero

Un giorno in futuro ricorderò quest’albero.
Sentirò i suoi rami giungermi alle mani,
carichi del profumo che oggi diffonde il pomeriggio.

Brillanti onde verdi sono le foglie e l’acqua.
Il tronco grigio traccia lunghe, strane mappe.

Ricorderò questo cielo far capolino dalla finestra
e l’uccello invisibile che al mattino canta.

Ricorderò quest’ora con l’uomo che passa
raccogliendo bottiglie vuote per strada
e con la bambina povera che viene scalza
dalla grotta oscura che trafora la montagna.

Lontano, una campana. Qui dentro la musica
e un volto che mi guarda da oltre l’anima.
È di nuovo settembre, sento vicino il tuo amore.

Da un luogo diverso della vita, i tuoi occhi
mi osservano nella nebbia che cancella le distanze.
In un giorno lontano ricorderò quest’ora
e sarà già più vicina la mia barca alla tua riva.

La memoria del árbol

Un día en el futuro recordaré este árbol.
Sentiré que sus ramas llegan hasta mis manos
cargadas del perfume que hoy difunde la tarde.

Brillantes olas verdes son las hojas y el agua.
El tronco gris dibuja largos, extraños mapas.

Recordaré este cielo que asoma la ventana
y el pájaro invisible que en las mañanas canta.

Recordaré esta hora con el hombre que pasa
recogiendo botellas vacías por la calle
y la niñita pobre que viene sin zapatos
desde la cueva oscura que horada la montaña.

Lejos, una campana. Aquí dentro la música
y un rostro que me mira de más allá del alma.
Otra vez es septiembre, siento tu amor cercano.

Desde un lugar distinto de la vida, tus ojos
me miran en la bruma que borra las distancias.
En un lejano día recordaré esta hora
y ya estará más cercade tu orilla mi barca.

( Mis propias palabras, 1986 )

Sempre

Sempre ritorni.

Per te non esiste il tempo,
né la terra ha confini oscuri.

Sempre fai ritorno.

E sempre sto qui, ad attendere le tue mani,
riempiendomi di sogni come un albero si riempie di luce.

Non c’è nulla di diverso. Tutto è uguale e puro
quando fai ritorno.

I giorni non sono trascorsi e non ho sofferto. Sono sola,
con il cuore pulito come una sorgente nuova.

Ho un’altra volta parole e sentieri
e con te ritornano la brezza e le stelle.

Fanno ritorno le campane e gli uccelli,
mi riconsegni la musica, il mormorio
dei fiumi lontani, la chiarezza della montagna,
la perfetta verità che ti amo. 
Siempre

Siempre regresas.

Para ti no hay tiempo
ni tiene oscuros límites la tierra.

Siempre vuelves.

Y siempre estoy aquí, aguardando tus manos,
llenándome de sueños como de luz un árbol.

No hay nada diferente. Todo es igual y puro
cuando vuelves.

No han pasado los días ni he sufrido. Estoy sola,
con el corazón limpio como una fuente nueva.

Tengo otra vez palabras y caminos
y contigo regresan la brisa y las estrellas.

Regresan las campanas y los pájaros,
me devuelves la música, el murmullo
de los ríos lejanos, la claridad del monte,
la perfecta verdad de que te amo.

( Los poemas de enero, 1951 )

Quando passerà il tempo

Mandorlo fiorito
che un soffio di vento disperde.
Cadono i petali
e resta il profumo nell’aria.

L’albero nudo perdura nella terra.
Attraversa estati e inverni.
Attende.

Quando passerà il tempo.
Quando il fiume si ingrosserà
e giungerà infine il barcaiolo,
torneranno i fiori
che il vento ha dissolto.

Suonerà l’ora del profondo mistero.
Gli occhi stupiti vedranno in lontananza
un lungo cammino di luce incerta.
Le mani unite di nuovo,
saremo insieme, amore, per sempre.

Cuando pase el tiempo

Almendro florido
que un soplo de viento deshace.
Rodaron los pétalos
y queda el aroma en el aire.

El árbol desnudo perdura en la tierra.
Soporta veranos, inviernos.
Espera.

Cuando pase el tiempo.
Cuando crezca el río
y llegue por fin el barquero
volverán las flores
que deshizo el viento.

Sonará la hora del hondo misterio.
Los ojos atónitos verán a lo lejos
un largo camino de luz indecisa.
Las manos unidas de nuevo
estaremos juntos amor, para siempre.

( Mis propias palabras, 1986 )