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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi tag: Filippo Parodi

“Non ho incontrato un pettine” di Filippo Parodi, Polimnia Digital Editions, 2026

26 giovedì Mar 2026

Posted by Loredana Semantica in Novità editoriali, POESIA

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Tag

Filippo Parodi, Non ho incontrato un pettine

Io che sono cresciuto in una famiglia allagata

L’Edipo di poi
è un Peter Pan pandemico
che lancia sassolini
alla finestra riscaldata:
la solita zuffa
e i cocci sono miei
mentre chi rompe vaga
questo limbo a chi lo do?

Cavalpesante

Ah, se soltanto
in prima elementare
assieme alla maestra e ai compagni di classe
non mi fossi recato al cinema, quel giorno sciagurato
per assistere alla visione de La storia infinita.
Non ci furono a graziarmi orecchioni o scarlattina
acquazzoni, terremoti, autobus scioperanti
e magari, in alternativa, ci avessero portati all’acquario
a spalancare bocche vis-à-vis coi pescecani.
Nossignore, dovevo finire nella storia senza fine
poco è valso che il papà mi spiegasse la distinzione
tra finzione e realtà, che in seguito, per decenni
lo psicanalista raffinasse questa teoria.
Potessi almeno oggi consultarmi con un’altra vittima
nata tra il ’77 e il ’79
la cui dunque adolescenza è stata in egual misura
devastata dalla scena lancinante cruenta
dove il cavallo bianco del guerriero
è inghiottito
centimetro dopo centimetro
nelle paludi della tristezza.
Il collo di neve pura
poi il marmoreo muso intero
risucchiato nella melma
irreversibilmente.

Quegli occhietti così struggenti di bestiolina indifesa
(E.T., a confronto, una rugosa barzelletta)
e che avrebbero meritato un Oscar alla carriera
alla pari di un Jack Nicholson o di una Meryl Streep.
Occhietti come spicchi di specchi di paura
che hanno preso a proliferare
in ogni mia molecola.
E no, non avevo colto, quella volta al cinema
che la storia fosse infinita all’infinito.
A 6 anni non lo realizzi mica
nella scossa funesta improvvisa
che la storia, per l’appunto, si chiama i n f i n i t a
perché
dall’istante in cui
ti sarai alzato dalla poltrona
non ci sarà
là fuori intorno
per il tuo destriero pallido
un limite all’abisso
né al talento di sprofondarci.

Barbarie da bar

«Posso chiederti un caffè ristretto però non bollente?»
«Ti chiedo un cappuccino con latte d’avena zero»
«Ti chiederei un bicchiere d’acqua, ma dal rubinetto, se te lo posso chiedere».
Ebbene sì, è questa l’ultima moda.
L’infelice ritornello già in testa alla classifica.
Più irritante del ridondante e inestirpabile Piuttosto che
il Cioè, a confronto, oggi sembra un simpatico vezzo.
E si insinua, Ti posso chiedere, in ogni strato sociale
lo masticano i giovani, lo sputacchiano gli anziani:
una nuova (e si catastrofizzerebbe definitiva) pandemia.
Conformismo vegetativo. Intorpidimento delle intelligenze.
Dovremmo invece prendere a esempio l’eleganza schietta
l’essenziale sobrietà dei serial killer
i quali, nell’atto di uccidere, mica stanno là a perdersi in tante melliflue ipocrisie.
Penso proprio che arriverei ad ammazzare a mani nude
l’assassino che mi chiedesse se può chiedermi di farmi fuori.

ATMostruosità

Doors open on the right
sputacchia la racchia voce
sforacchia le masse lasse

dalle casse scartavetranti
pedestre pedagogia
della spastica maestrina
dalla sera alla mattina
Please hold on to the handrails
poi Cenacolo Vinciano
poi Change here for metro line 2
poi Toglietevi lo zaino
Please beware of pickpockets
ma la sola unica cosa
di cui ci hanno depredati
per giorni e mesi e anni
vagolando tra i vagoni
è un dannato, inopinabile
brandello di silenzio.

Alba euforica

Addosso
lo spasso del rosso
ossa smosse dalla fossa
il collasso del bossolo crasso
bossanova del masso rimosso.

Autosuggestioni per una digestione migliore

Su una panchina
con gli occhi chiusi
un giorno che la paura di rincasare per pranzo sbaraglia
masticare con lentezza meditativa i cannelloni
acquistati nel reparto Piatti Pronti dell’Esselunga.
Ripetersi, ancora fumanti, che ad averli appena fatti per te
è una moglie, una mamma
in sintesi Sandra Milo.
L’allettante e allattante conduttrice di Piccoli fans
o in quel film di Pietrangeli in cui balla l’Hully Gully
con un cuore inossidabile
dipinto sulle labbra.
Le stesse che ora ti soffiano sul sugo di carne.

Anti auguri

Non lo desti
il beneplacito
per quella placenta frignante
la tutt’oggi fumante patata
che non hai rimbalzato ad un altro
e hai voglia a soffiarci
e risoffiarci sopra…
però sono candeline:
a che numero stanno ammontando?
Ma tante tante tante.
Pari almeno
alle carie
del caval donato.
Mentre
di anno in anno
la torta si è fatta torto
il desiderio sfiatato
più fosco
e più comico.

Monocromo

In questi giorni di convalescenza e di convulsioni dell’animo
costretto, kappaò sul divano, a ingerire solo tè verde
a tu per tu coi sorci verdi, che sono più di tre o quattro
la borsa dell’acqua calda verde salvia sulla pancia
non faccio che rimbozzolarmi nella coperta di lana che Marta
ha comprato in beneficenza dalle parrocchiane operose
la quale è anch’essa verde, verde come la speranza.
La speranza che si dice è sempre l’ultima a morire.
Ma lei spera comunque che un cane si presenti ai suoi funerali.

Non trovo cane per i miei denti

Quantomeno ho smesso di avercela con te
in merito alla questione che non mi desideri
che non cerchi, oramai, un’intimità fra di noi.
La bile, attualmente, latra e ringhia all’infuori
a giochetti e inconcludenze di fantasmi-più-che-amanti
agli orgasmi asmatici su schermi luminosi.

Non di rado c’è a chi va di praticare solo sesso
chi avrebbe preferito tutto sommato fare l’amore.
Io che sto, tra i due estremi, scolorendo la differenza
sconto la mia pena di pene nella sabbia.
Rabbia
nei tuoi confronti
che oggi è un grilletto parlante.

Mi ciucciano cannnucce

Tettucci sdrucciolevoli
beccucci più che boccucce
cucciolate di corrucci
incappucciate lucciole
cartucce, luccichii
di lucci uccisi in grucce.
Sbucciante, sbertucciante
fa spallucce uccel di bosco.

La grazia di scomparire

Faticoso
nonché imbarazzante
tutti i santi giorni
reinventarsi
il proprio crimine
fingere di ricordare
che diavolo si sia mai fatto
di così riprovevole
di talmente efferato
per meritarsi di esserci.

Filippo Parodi nasce a Genova nel 1978. Si laurea in Filosofia Estetica a Milano, dove tuttoravive, con una tesi sul verosimile e “il meraviglioso” nella poesia. Nel 2013 pubblica per Gorilla Sapiens La testa aspra e nel 2017, per Fondazione Mario Luzi Editore, La panchina senza angeli. Per Polimnia Digital Editions escono Per te soltanto, bambino – Frammenti di emisferi e Tapping-ninne nanne (2018), Flaming Child (2020), I Am a Dream That Is Dreaming of Me (2024), Non ho incontrato un pettine (2026).

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Filippo Parodi, “I Am a Dream That Is Dreaming of Me”, Polimnia Digital Editions, 2024

25 lunedì Nov 2024

Posted by Deborah Mega in Poesie, Segnalazioni ed eventi

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Tag

Filippo Parodi, I Am a Dream That Is Dreaming of Me

 

Seaside lullabies

 

Naps

when I was a child

in the sticky beach house

 

tortuous turtle doves’ wrongs

embedded in the pillow

which always ate me all up.

 

Ninne nanne balneari

Sonnellini
quando ero bambino
nell’appiccicosa casa al mare

torti di tortore tortuose
accorpate nel cuscino
che tutto mi divorava.

 

Peak experience

Through a darkness

in constant blinding mutation

happily overpopulated with tooth decay

humanity

in its entirety

smiles at the little bunch of degassed intentions

which my body is

at the mind which is buzzling and sizzling and pulsating

similar to one of those bug zappers which I saw

in one of

those restaurants

in Bangkok.

 

Esperienza di picco

Attraverso un buio
in costante accecante mutazione
felicemente sovrappopolata di carie
l’umanità
al completo
sorride a quel mucchietto di intenzioni sgasate
che è il mio corpo
alla mente che ronza e che sfrigola e che pulsa
simile a una di quelle trappole elettriche per insetti che ho
visto in uno di quei ristoranti
a Bangkok

 

Archie Shepp

Your shoes as golden

as your saxophone

which is golden as the sweat that floods you

which is golden like the notes

which so heavenly

you sneeze

erupt

ejaculate

golden seeds falling around

and if only they could impregnate

that sissy girl

whom is my heart

which is somewhere but where?

 

Archie Shepp

Le tue scarpe dorate
come il tuo sassofono
che è dorato come il sudore che ti inonda
che è dorato come le note
che così celestialmente
starnutisci
erutti
eiaculi
semi dorati che precipitano intorno
e magari arrivassero a ingravidare
quella femminuccia
che è il mio cuore
che è da qualche parte e chissà dove.

 

The sin is always greener on the other side

I would like to be one of those corrupt

who enter without even wishing to the favour of Jesus.

One of those who make a string of mistakes

but who own deep inside the candied disposition of a child.

A selfless prostitute.

A humble thief.

The drunkard completely incapable of resentment.

Instead it seems that I will have to keep my abstainer

farting heart

my personal record of crimes invisible to the whole world

even to myself unprovable.

 

Il peccato del vicino è sempre più verde

Vorrei essere uno di quei corrotti
che senza neppure desiderarlo entrano nelle grazie di
Gesù.
Uno di quelli che commettono una sfilza di errori
ma che in fondo possiedono un’indole candita di bambino.
Una prostituta altruista.
Un umile ladro.
L’ubriacone completamente incapace di rancore.
Invece pare che dovrò tenermi il mio scoreggiante cuore
di astenuto
il mio record personale di reati invisibili al mondo intero
anche a me stesso indimostrabili.

 

Michel(l)e ma belle 

I love you

when you cry

and your whole mouth twists

 

it shrinks

 

by shortening

it travels much farther

 

where

for a moment

every wall falls apart

 

inside the slaughterhouse

of your countless ages.

 

Michel(l)e ma belle

Ti amo
quando piangi
e ti si distorce tutta la bocca

si restringe

accorciandosi
arriva più lontano

dove
per un attimo
crolla ogni parete

all’interno del mattatoio
delle tue innumerevoli età.

 

Testi tratti da Filippo Parodi, “I Am a Dream That Is Dreaming of Me”, Polimnia Digital Editions, 2024

 

NOTA BIOBIBLIOGRAFICA

Filippo Parodi nasce a Genova nel 1978. Nel 1986 si trasferisce a Milano, dove ancora vive. Si laurea in Filosofia Estetica nel 2003, con una tesi sul verosimile e “il meraviglioso” nella poesia. A partire dal 2007 pubblica i suoi primi testi su The End, Haute Food e sulla rivista internazionale di poesia e ricerche Zeta. Nel 2012 vince un concorso indetto dalla casa editrice Gorilla Sapiens e il suo racconto Il proprietario esce nell’antologia Urban Noise. Sempre per Gorilla Sapiens, alla fine del 2013, pubblica il primo libro La testa aspra. In seguito scrive racconti per Verde Rivista e Ultrafilosofia. Nel novembre 2014, insieme a Massimo Bacigalupo, Peter Carravetta e ad altri studiosi, viene invitato a partecipare al convegno Terribile la parola: i filosofi sono succubi del problema-parola, tenutosi al Palazzo Ducale di Genova, per celebrare i quarant’anni di pensiero e scritture del poeta-filosofo Raffaele Perrotta. Nel 2017 pubblica poesie su Il Foglio Clandestino e il suo secondo libro La panchina senza angeli per Fondazione Mario Luzi Editore. In ottobre, presso Villa Buzzati a Belluno, è chiamato a leggere alcuni estratti della raccolta appena pubblicata per l’Happening di chiusura della mostra di poesia visiva Voci visibili nel granaio – 42 Poeti Visivi per Dino Buzzati. Nel 2018 pubblica per Polimnia Digital Editions la silloge poetica Per te soltanto,bambino – Frammenti di emisferi e Tapping-ninne nanne. Da questa raccolta, l’anno successivo, vengono tradotte in inglese dalla redazione di Slow words – people and stories from this world e pubblicate due poesie. Da qui l’idea dell’autore di riscrivere l’intera opera in inglese con Flaming Child, sempre pubblicata per Polimnia Digital Editions nel 2020. A partire da dicembre l’opera entra nella Top 100 Bestsellers di Amazon, all’interno della categoria ebook gratuiti di poesia, raggiungendo il primo posto e rimanendo a tutt’oggi nelle primissime posizioni. Nell’agosto del 2021 alcune poesie tratte da Per te soltanto, bambino vengono commentate da Maurizio Cucchi su La Repubblica.

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Canto presente 20: Filippo Parodi

16 venerdì Giu 2017

Posted by Loredana Semantica in Canto presente, LETTERATURA, Poesie

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Tag

Filippo Parodi, poesia contemporanea

Nell’ambito della rubrica “Canto presente” oggi presentiamo la poesia di:

Filippo Parodi

Colloquio

La carne senza carne per raggiungerti e con-vincere,
i nervi deodorati, queste ossa che reinvento,
per le tue rigide altezze la mia soffice paralisi.
Il gioco di strozzarmi con la lingua incravattata.

In auto con mia zia

In auto con mia zia,
Lei guida e come un sacco mi trasporta, guardo intorno,
Il torace dilatato da Schubert e dai baci delle benzodiazepine,
La colpa di una gioia, non sono responsabile.
Io sono il nipote che scivola e sbadiglia, lo zaino tra le cosce, vibrante galleria,
Il giorno parla piano, la zia doma le ruote e le crudeltà d’asfalto, di
mare e così via,
E ha voce, nervi, linfa, maestà decisionale. Fucili tra i capelli, la zia sta lì a difendermi con le sue azzurre ombre, le perle nella borsa, le scatolette miste con il cibo per i gatti e poi
Mi chiede. Mi tormenta. Stracolma. Mi stordisce.
Le nuvole irrisolte, casette sopra i monti e le rate, le bollette, il pranzo, il giardiniere,
La zia stringe le marce e sa intonarsi con il mondo che
Mi sembra sussurrare farfalle di paura. Mi sembra si accartocci in abitata apoplessia. Ritorna a una pozzanghera di familiarità.
La zia che mi confessa che devo ancora nascere. Continua a leggere →

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Prisma lirico 1: Filippo Parodi – Gianluca Di Pasquale

03 mercoledì Mag 2017

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Il colore e le forme, LETTERATURA, Poesie, Prisma lirico

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Tag

arte, Filippo Parodi, Gianluca Di Pasquale, pittura, POESIA

Nell’ambito della rubrica Prisma lirico, oggi presentiamo le poesie di Filippo Parodi, i dipinti di Gianluca Di Pasquale. In calce una breve biografia degli autori.

FELCE 40x50 cm olio su tela anno 2014

FELCE, 40×50 cm, olio su tela, anno 2014

Commosso

Ridere velluto sulle costruite cime,
pur sempre il vuoto addosso, ma
carezze senza indagine

nuotando poi l’allarme
in luce stretta che raduna
chiamarsi: ecco un riverbero
di flebile o magnifico.

LAGO 130x200 cm olio su tela anno 2007

LAGO, 130×200 cm, olio su tela, anno 2007

I cigni

Dopo tutto questo tempo
ho sfiorato la tua via
ch’era stata anche la mia,

truccavamo i possessivi in
quell’insolita assonanza
dalle così brevi vene
mentre il mondo si piegava al
nostro
specchio sotto gli alberi.

BOSCO GIALLO 120x180 cm olio su tela anno 2012-2013

BOSCO GIALLO, 120×180 cm, olio su tela, anno 2012-2013

testi di Filippo Parodi

Filippo Parodi nasce a Genova nel 1978. Nel 1986 si trasferisce a Milano, dove tutt’ora vive. Si laurea in Filosofia Estetica nel 2003, con una tesi sul verosimile e il meraviglioso nella poesia. A partire dal 2007 pubblica i suoi primi testi su The End e sulla rivista internazionale di poesia e ricerche Zeta. Nel 2012 vince un concorso indetto dalla casa editrice Gorilla Sapiens ed esce un suo racconto nell’antologia Urban Noise. Sempre per Gorilla Sapiens, alla fine del 2013, pubblica il primo libro La testa aspra. In seguito scrive racconti per Verde Rivista e Ultrafilosofia. Nel Novembre 2014, insieme a Massimo Bacigalupo, Peter Carravetta e ad altri studiosi, viene invitato a partecipare al convegno Terribile la parola: i filosofi sono succubi del problema-parola, tenutosi al Palazzo Ducale di Genova, per celebrare i quarant’anni di pensiero e scritture del poeta-filosofo Raffaele Perrotta. Nel 2016 vengono inseriti su The Livingstone alcuni suoi componimenti. Nel 2017 pubblica poesie su Il Foglio Clandestino. Attualmente sta lavorando al secondo libro, la cui uscita è prevista nei prossimi mesi.

dipinti di Gianluca Di Pasquale

Gianluca Di Pasquale (Roma – 1971)

Vive e lavora a Milano.

http://www.gianlucadipasquale.com/

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