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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi tag: Nunzio Di Sarno

Nunzio Di Sarno, “Nel nome del padre”, Eretica Edizioni, 2026

29 lunedì Giu 2026

Posted by Deborah Mega in Novità editoriali, POESIA

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Nel nome del padre, Nunzio Di Sarno

 

Antenati

Canapa mattoni e poco più
A tener su la pelle bruciata
Di contadini e manovali –
Saggi ignoranti di provincia

Giacche e cravatte a mostrare
Una fierezza composta e dura
Per gli stenti superati a fatica
Dopo guerre e contrabbando

Eccovi con falci e martelli
Risplendenti nel lavoro
Che traccia sui vostri volti
La bellezza della rivincita

Voi che avete dato il pane
A noi che siamo venuti
Un tetto e tempo necessari
Per maturare conoscenza

A voi mi prostro perché
Senza di voi io non sarei

Ed è con voi riscattati
Dai nostri stessi mali
Che solo potrò essere

 

Segni

III

Cenni impercettibili
Occhiate
Sguardi sostenuti
Insulti

S’attaccano
E pesano
Filtrando

Terrore limbico
Nocicezione a mille
Per mantenersi
In vita

Freezing
Dissociativi

Il bambino
Non parla
Ma è un ometto
Così buono
E rispettoso

Mentre da solo
E in disparte
Tiene a bada
Gli inferni

 

Madonna dei dolori

Tu che consoli i tuoi figli
E li stritoli nell’abbraccio
Concedi loro la libertà

Tu che oltremodo li curi
Eterna autistica madre
Lasciali al loro destino

Tu che nei tuoi santuari
Li conservi e li soffochi
Ridona loro le chiavi

Tu che giudichi azioni
Pensieri ed emozioni
Volgi la mente altrove

Tu che appari e sparisci
Tra proiezioni e riflessi
Palesati per ciò che sei

Tu che penetri nel cuore
Come trasfigurata imago
Non illuderli ancora

Tu che ti vesti con un lutto
Mai integrato e lo trasmetti
Sconta quanto ti appartiene

Tu che detti i passi futuri
Tessitrice di vincoli e nodi
Spezza i vecchi fili sbiaditi

Tu che alimenti simbiosi
E blocchi l’individuazione
Cerca in te il senso ultimo

Tu che ti nutri del conforme
E temi l’ignoto – preparati
A spirare con la Rivoluzione

 

Educazione

L’esposizione senza rete certa
Né intessuta a dovere né salda
Aumenta lo stress e la rigidità
Sinaptica diventa norma interna

I portali sconosciuti agli attori
Sono la produzione dendritica
E la potatura con l’intervallo
Magico e alchemico del sette

Nessuno vede cosa si muove
Né cosa muove e ignora che
Alla rete neurale s’appiccica
Il negativo più del positivo

E quanto non accolto allora
Si ripresenterà nell’avvenire
In forme sconnesse criptiche
Per chi non ha le mani tese

 

Eterna benedizione

Cosa porta chi se ne va
Cosa rimane a chi resta
Nella testa e nel cuore
O nel corpo che pure
Sussulta e pena

Costretti all’altalena
Tra “avrei fatto o detto”
E propositi di riparazione
Che la morte e la paura
Accendono per poco
A una coscienza flebile
Che poco dura

Santo è il pianto
Di chi ancora in vita
È riuscito a dare e a dire
E non lascia arenare
O andare a fondo
Il fuoco vivo e sacro
Di terrena trasmissione

 

Via Crucis

Croci che ci portiamo
Solo per farci vedere
Nel buio di costrizioni

Croci che vi portiamo
Per far quadrare conti
Che non torneranno

Croci nella carne viva
Che assorbe violazioni
E conserva il dolore

Croci di generazioni
Pregando che possa
Estinguersi ogni male

Croci da bruciare
Per illuminare le vie
Per le resurrezioni

Nunzio Di Sarno, “Nel nome del padre”, Eretica Edizioni, 2026

 

Nunzio Di Sarno è docente e psicologo. Ha pubblicato tre raccolte di versi: Mu (Oédipus, 2020), Wu (Bertoni 2021) ed Ellenika (Eretica 2023). Suoi articoli e poesie sono presenti su diversi blog, siti e riviste. Mu project è un progetto di poesia, video, musica e immagini, che porta avanti da alcuni anni su siti e social.

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Nunzio Di Sarno, “Ellenika”, Eretica Edizioni, 2023

08 lunedì Apr 2024

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Segnalazioni ed eventi

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Ellenika, Nunzio Di Sarno

LA NAVE

La nave
Il capodoglio d’acciaio
Dal grasso ventre
Mi culla e mi protegge
Nel suo utero
E mi riporta in mare
Sale di sangue e sudore
Un palmo dall’infinito
Un piede dall’abisso
Luci e ombre
Danzano nell’onda

MURO

Il torto subito
Non è che l’istantanea
Di ciò che c’è dietro

Dove il vento si cheta e
La spuma non può più
Nascondere il fondo

In connessione –
La compassione
È coscienza di sé

PAXOS

La grossa pancia nuda di Athanasios
Sovrasta la seta e il lino delle famiglie
Ingiacchettate che scendono dagli yacht
I cristi incastrati tra i peli le benedicono
Insieme al muso duro che al bisogno
Si piega o si dilata ma non per noi
Che dobbiamo chiedere tre volte
Stremati col buio alle spalle di nuovo
Lo imploriamo e il santo esaudisce
La preghiera pura del viandante

Così ci accucciamo in tenda senz’acqua
Né un cesso per la notte se non il mare
Nella lingua di terra tra merce e tavoli
Mentre su altri binari e tappe condivise
Eleonora s’inebria di simboli e parole
E dorme serena lontana dai vicoli
Tea in fuga perenne prepara la strada
Al cuoco afghano e alla nuova identità
E Gaia smussa le rigidità nelle giravolte
Tra nord e sud e concima con le lacrime

ATTESA

Forse il viaggio
È proprio questo –
Sentirsi perduti

Camminare senza meta
Nella canicola che pesa

Sudati senz’acqua solo
Pane e miele del mattino
Tre carote nello zaino

Chiedere nel dubbio
Pur sapendo che
Ogni informazione
Non porterà a niente

Lo scrigno si schiuderà
D’improvviso lì dove
Si rischia la morte
E si ritrova la vita

Accogliendo l’ombra
Che ridà forma
Ai pensieri

Da soli
Solo da soli
La disperazione
Diventa totale
E cede il posto
All’infinita gioia

Tutto da sé
Tutto per sé
Tutto per tutto

FILI

Il dubbio sul da farsi non regge
Quando il richiamo intona il canto
Che mi scrolla di dosso le proiezioni
Pure se il colon mi torce la gola

I passi non pensano più
Comanda il suono

Che guida sull’asfalto
Sulle rotaie e sulle onde
Apre all’ignoto sfilacciato
Che s’intesse dolcemente
Andando

E il viso dorato di Georgia
È l’epifania non cercata
Svelata in una risata
Che sposa tre lingue
E stabilizza potenziando
Le future trasmissioni

E quanto sepolto rimanga
Il bagliore dagli anni
Non so dire
Se nel ricordo
Ritorna uguale l’onda
E scorre dentro e fuori
A mostrarmi cos’è l’eterno

Testi tratti da “Ellenika” di Nunzio Di Sarno, Eretica Edizioni, 2023

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Versi trasversali: Nunzio Di Sarno

12 martedì Apr 2022

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Versi trasversali

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Nunzio Di Sarno, poesia contemporanea

 

Piet Mondrian, Composition with large red plane, yellow, black, grey and blue (1921)

La poesia è anche incontro, una geometria di rette a volte parallele, altre volte perpendicolari. Similmente al quadro di Mondrian un reticolato vivo e riccamente colorato. Nell’ambito della rubrica Versi Trasversali, presentiamo la poesia di …

NUNZIO DI SARNO

 

“All’inizio era il nulla, il nulla non aveva nome”

All’origine è la condizione di possibilità di ogni ente. Così in ogni processo c’è un vuoto determinato che accompagna sempre il pieno, definendone la funzione. Ecco che Lao Tzu ripete “trenta raggi convergono in un mozzo: grazie al suo vuoto abbiamo l’utilità del carro”. Come fuori così dentro, pieno e vuoto si dosano, accogliendo l’uomo in corpo parola e mente, che s’adatta alla legge pur senza comprendere. E quando comprenderà non sarà la voce il veicolo di realizzata trasmissione.

WU

La balla di fieno divampa al fuoco sottostante – dell’azione rimane… niente? Le poesie della raccolta si muovono tra questi due stati dell’essere. Le parole sembrano ossa disposte su uno scheletro che assume posizioni diverse, spinto dalle circostanze. Alle ossa-parole si attaccano i muscoli, la carne-connotante dall’interno e dall’esterno, che cambia e si muove a seconda del soffio. Sembrano date solo l’entrata e l’uscita, come quelle del corpo, per nutrirsi o liberarsi. Ognuno a seconda del tempo e dello spazio che si trova ad abitare, può scegliere il passo per inoltrarsi nel sentiero, le pause, la fine ed il ritorno. Il vortice delle immagini spiegate sugli arti disperde e ricompone il senso. Lo smarrimento che attraverso la misura porta al cambiamento. Pure i componimenti che s’ispirano all’haiku si piegano allo scheletro. Il poeta, liberandosi nella quasi totalità dei versi dai richiami all’io, cerca di ritrovarsi uomo tra le macerie della Macchina, della scienza, dell’economia e dell’arte. E scopre attraverso il sangue, le urla e i rantoli qual è il prezzo dell’avanzare. Che sia secondo legge di natura o legge di Stato. Ritornando a sé mondato dalle illusioni di comprensione e redenzione.

 

 

 

 

Testi tratti da “Wu” di Nunzio Di Sarno, Bertoni Editore, 2021.

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Nunzio Di Sarno, “Mu”, Oèdipus Edizioni, 2020

05 lunedì Apr 2021

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Segnalazioni ed eventi

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Mu, Nunzio Di Sarno

 

Le prime parole che troviamo ad aprire la raccolta di Nunzio Di Sarno sono quelle di un koan zen: Un monaco chiese a Joshu: “Un cane ha la natura di Buddha?”

Joshu rispose: “Mu”

Mu mantiene in sé gli opposti e spinge a trascenderli in uno slancio che scatta lontano dalla logica e dalla premeditazione. E quando pensi di averlo afferrato è proprio lì che ti scappa. Ci si può solo muovere insieme.

Il koan ci mostra la strada che si fa traccia e mappa. Una mappa che si mantiene giusto per il passaggio e le luci che durano sono le realizzazioni, in balia dell’amore e l’amicizia, delle droghe, dell’alcool e delle meditazioni, della malattia, della morte e della disciplina, in seno alle famiglie “vecchie, nuove e ritrovate”.

In una parola la Vita.

Che suona al passaggio del vento,

ma anche al ritmo sghembo di Monk

e alle distorsioni secche dei Ramones.

È un attimo e le gambe a croce schizzano nel Pogo.

In una spinta continua alla trasformazione, che trova,

nella trasfigurazione della mancanza e degli eccessi, le nuove forme.

E come riporta “Manifesto” il suono è sempre operativo, tutto è vissuto! Niente spazio per l’ozio, gli ammiccamenti e le consolazioni di rito.

Come potrebbero le pose reggere al vortice degli Elementi?

Il pensiero si produce nell’azione e all’azione riconduce sempre.

E l’azione non può non essere politica.

Qui il lettore non può restare sulla soglia a guardare, è chiamato ad aprirsi ed immergersi per sentire su di sé, sposando i ritmi per ritrovarsi a pezzi. Unico sentiero per accedere alle forme nuove.

*

Manifesto

Scrivo perché la poesia è visione
Il primo passo per la trasformazione
Scrivo perché la parola è una traccia
E il suono è operativo
Scrivo perché la beatitudine è bellezza
E il vuoto è compassione
Scrivo perché Milarepa cantava

*

Primavera

Danza delle ossa
Sui lamentosi
Dharma blues
Del Ginsberg
Barbuto

Dritte o a croce
Le nobili verità
Stanno nelle gambe

And all the hills echoed..

*

Sfilano gli alberi
Sotto nubi d’aprile
I cinguettii si perdono

*

Svanita la spuma
Nel moto dell’onda
Si diffonde la luce

*

Si dissolvono i venti
Per poter raccogliere
Foglie secche

 

Nunzio Di Sarno

Nunzio Di Sarno nasce a Napoli, si laurea in lingue e letterature straniere con una tesi su Ginna e le connessioni tra astrattismo e spiritualismo. Ha lavorato come operatore sociale, mediatore culturale, insegnante di italiano L2, di sostegno e di inglese.

Da alcuni anni risiede ed insegna a Firenze. Ha da pochi mesi conseguito la laurea in psicologia clinica e della riabilitazione con una tesi su Yoga, Tai Chi e mindfulness come terapie complementari nella malattia di Parkinson.

Mu, pubblicata da Oèdipus Edizioni nell’agosto 2020, è la sua raccolta d’esordio. Sue poesie ed articoli sono presenti su diversi siti e blog letterari.

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