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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: SINE LIMINE

Canto presente 38: Alfonso Ravazzano

23 giovedì Mag 2019

Posted by Loredana Semantica in Canto presente, LETTERATURA, SINE LIMINE

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Tag

Alfonso Ravazzano, Canto presente, POESIA

Nell’ambito della rubrica “Canto presente” oggi presentiamo la poesia di

ALFONSO RAVAZZANO

LA GRAMMATURA DELL’INCERTO

Prendevi in prestito
i respiri che mostravano
coraggio e che io cercavo
in ogni luogo di confine.
La tua gola piena di tubi
mi ricordava il gesto del subacqueo
quando mira ai pesci.

 

Non è tanto sparire allontanarsi
è rimanere aggrappati a noi stessi.
Io e tutte le mie assenze
abbiamo il peso del buio
la grammatura dell’incerto
il sapore di un miscuglio
già bevuto.

 

Parlare di chiodi, di attese
una mano a martello
e lo sguardo disfatto.
Tu che il sonno lo inventi
pensa a salvarti ad essere
là dove potresti rinascere.

 

Il senso delle parole è in una foto che guardo
da una montagna di tormenti, descrive l’esercizio
della fatica silenziosa, quella che spinge l’aria
verso luoghi che non abbiamo abitato e nel disegno
dello sguardo la descrizione di un salto infinito.

 

I pesci hanno tanto coraggio e non si aspettano niente.
Ti avevo chiesto un bacio ma tu tardavi a morire
mentre l’amo feriva l’acqua senza averne paura.

 

Nutrire ogni forma di delirio
la mano aggiunge acqua alla sete
e il freddo è una coperta di sogni
si riesce a sentirne il calore da fuori
possibile sfidare le superfici isteriche
quando sdraiati si resta più deboli
cosa sono le cosidette assenze
se non tornano i conti e le somme
può servire adagiarsi su uno strato di pelle
quello più vicino alla luce in un fiato.

 

Ogni volta che muori
la dismisura del viaggio
fra il tuo allontanarsi
e il mio divenire – verifica
l’attimo in cui suggerivi
di comprendermi.
Dentro a questa geografia
dello smarrimento – regni
un poco risparmiata e cupa.
Ogni sillaba che costruisce
il tuo nome genera altri mondi
altre incomprensioni o incertezze.
Rivedo la tua mano dettare
in un foglio scarabocchiato
disegni visibili e necessari.
Tu m’abbandonasti al confine
imperturbabile di una città
che non avremmo mai conosciuto.

 

Guarda i miei occhi le tue debolezze
fissami pure potremmo incontrarci
Il male che mi porgi è la geometria dei vinti
sono per quello che respiri anche se non saprai dimenticarlo
Io prendo coraggio dal tuo labbro quello che bacia
la fisionomia del sangue.
Aprimi succhiando l’aria che non dovrò respirare.

 

La respirazione è un talento
la somma dei rami tagliati
la voce matura dei passeri
e altre direzioni di volo
è tutto nelle radici di un acero
la variante dell’ossigeno
raggiunta la trachea
sentirai soltanto un soffio d’aria
sei troppi movimenti e linee
per sparire.

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Pasqua

21 domenica Apr 2019

Posted by LiminaMundi in SINE LIMINE

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La Redazione del blog LIMINA MUNDI augura a tutti gli amici lettori di vivere pienamente e serenamente la Pasqua, festa di rinascita, speranza e rinnovamento.

Vi proponiamo una poesia di Gozzano che rappresenta la primavera attuale, restia ad arrivare.

 

A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s’affaccia
ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.

Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l’antica pia favola dell’ovo.

Guido Gozzano

 

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21 marzo 2019. Buona poesia a tutti. Anche da Facebook.

21 giovedì Mar 2019

Posted by Loredana Semantica in SINE LIMINE

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rocca di gibilterra

La rocca di Gibilterra

Oggi è il 21 marzo. Anche quest’anno festeggiamo: l’equinozio di primavera, la giornata internazionale della poesia, la nascita della poetessa Alda Merini, l’inizio dell’attività di questo blog.

21 marzo 2016 – 21 marzo 2019

Sono trascorsi ben tre anni dall’avvio del blog LIMINA MUNDI e certo non sono trascorsi invano, tanti articoli si sono succeduti, uno dopo l’altro, a dare corpo al desiderio di esplorare, cercare bellezza, condividere. Non occorre fare statistiche, bastino i dati del post di bilancio annuale “Numeri e auguri” , che qui è ormai una tradizione, per farsi un’idea dell’attività.

Quest’anno però abbiamo un’occasione in più da festeggiare. Una sorta di avventura finita bene, cioè con l’esito di un riconoscimento della bontà di questo luogo. Brevemente. Il 12 marzo scorso facebook, la famosissima piattaforma social va in down, non si può condividere nulla, i commenti vanno a singhiozzo o non sono pubblicati affatto, per non dire delle immagini. Agli amministratori della Pagina facebook di questo blog arrivano a raffica notifiche che i link al blog sono bloccati perché ritenuti avere contenuti offensivi, violenti o comunque lesivi delle regole di facebook. I link a questo sito pubblicati su facebook spariscono tutti. Ovviamente trasecoliamo. Ovviamente ci siamo chieste chi avesse denunciato o cosa altrimenti fosse successo. Ovviamente ci siamo premurate a segnalare l’errore del blocco. Dopo qualche giorno di riflessione abbiamo capito che il blocco era effetto del crash e che dietro non c’era nessuna manina. Abbiamo pazientato e abbiamo fatto bene. Appena ieri le nostre segnalazioni sono state esitate dal gruppo assistenza di facebook – che ringraziamo – e il blocco al blog rimosso.

Noi vogliamo vedere in questo ripristino di funzionalità alla vigilia del “compleanno” di LIMINA MUNDI un augurio di buon proseguimento e un riconoscimento, anche da parte di facebook, che questo è un luogo dove si condivide arte, letteratura, cultura e poesia. In definitiva semplicemente ciò che è.

Sappiamo che qui c’è ancora tanto da fare, il percorso è lungo di anni e anni, almeno lo speriamo, sperando al contempo che sia sempre un bel veleggiare per l’alto mare aperto senza confini, senza meta, verso il prossimo approdo, verso l’ignoto, col vento sul viso, gli spruzzi dell’acqua, il cielo, le onde, un senso infinito di libertà.

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Numeri e auguri

01 martedì Gen 2019

Posted by Loredana Semantica in SINE LIMINE

≈ 2 commenti

Tag

limina mundi, Numeri e Auguri

Premessa

Questa nave è un elefante, senza ciurma e senza vele, non affonda ma sposta tanta acqua quanto il peso. E’ un nuotare su un mare di r-esistenza. Un volere ferreo impressionante. Sconosciamo l’aggressione, invidie, conventicole, competizione. Il nocciolo dell’aggregazione presso altri lidi è forse un reciproco scambio, chi offre il porco contro un quarto di bue. Qui l’essenza è la presenza. Dinamica “nullanza”, un neologismo feroce, come a dire la danza la nullità, dove chi balla ha passi liberi, svincolati. La bandiera è terra sconosciuta, conquista metro a metro di sabbia, d’oltranza. Un augusto interrogarsi, spaziando dalla vita alla trasfigurazione d’arte, propria, ammirevolmente d’altri. Ci proponevamo anche di più, ma c’è tempo, tutto il tempo del nostro tempo per dare la piega a questa inesistente vela, motore d’energia che insiste e vive.

Corpo

Dal 21-3-2016 sono ormai quasi tre anni che questo blog è attivo. La redazione s’è ridotta a due sole persone: Loredana Semantica e Deborah Mega, oltre ad Alessandra Fanti, che dona le sue lucenti poesie, con la partecipazione di Maria Allo. Altri autori hanno preso il largo per altri lidi o navi, hanno proseguito per proprio conto il loro navigare. Anche quest’anno appena trascorso ha visto numeri con l’anima. Li diamo anche quest’anno immancabilmente, tra la fine appena avvenuta e il principio di un numero nuovo – 2019 – per dire, voltandoci indietro, che la strada percorsa è tanta e luminosa. Forse qualcuno potrebbe pensare a un’autocelebrazione e lo è, se vi pare, ma non è questo il nucleo di rilevanza.

Numeri

Le visite al blog, fino ad oggi,nel momento in cui scrivo questo post, sono  state nel totale  64746. Il post più visto è “La casa di Asterione“ di Deborah Mega con 3424 visualizzazioni.

Nel corso del 2018

sono state curate da Deborah Mega le rubriche:

  • Randomusic: 5 articoli
  • Incipit: 7 articoli
  • Punti di vista: 7 articoli
  • Recensioni: 6 articoli ( gli autori recensiti sono Alessandro Silva, Emilia Barbato, Fernando Lena, Gabriele Galloni, Francesca Varagona)

Complessivamente Deborah Mega ha pubblicato 45 Articoli, oltre a quelli sopra indicati, post commemorativi di ricorrenze annuali, racconti e segnalazioni di eventi.

Loredana Semantica, ha curato le rubriche:

  • Prisma lirico: 13 articoli
  • Forma alchemica: 4 articoli
  • Una poesia a caso: 2 articoli
  • Cronache sospese (inaugurata a settembre del 2018): 10 articoli

Complessivamente Loredana Semantica ha pubblicato 37 articoli.

Alessandra Fanti ha pubblicato nel blog 10 poesie

Maria Allo ha pubblicato l’articolo Stefano D’Arrigo: Creatività linguistica in Horcynus Orca il 15.1.2018

Attenzione alla poesia di autori contemporanei è stata data nelle rubriche:

  • Canto presente: 9 articoli (sono state pubblicate poesie dei seguenti autori: Luca Parenti, Leopoldo Attolico, Christian Tito, Iole Toini, Viola Amarelli, Daìta Martinez, Giacomo Cerrai, Fabrizio Centofanti, Antonio Pibiri)
  • Versi trasversali: 10 articoli (sono state pubblicate selezioni di poesie dei seguenti autori  Marta Genduso, Lorenzo Pataro, Stefano Di Ubaldo, Valerio Succi, Guglielmo Aprile, Adua Biagioli Spadi, Reinhard Christanell, Claudia Piccinno, Stefania Onidi, Anna Maria Dall’Olio)

Con la  rubrica Ibridamenti è stata data attenzione al pensiero critico, in particolare a quello di Roberto R. Corsi.

Conclusioni

L’augurio per l’anno appena iniziato è che ci porti tempo sufficiente per dedicarci alla nostra passione per l’arte e la letteratura, alla cura di questo blog, alla ricerca di nuove voci da ospitare in Canto presente, o a nuovi incontri poetici da proporre in Versi trasversali, tempo sufficiente per leggere e recensire le opere che sempre più numerose pervengono alla redazione, per elaborare nuovi articoli con attenzione ad autori e artisti contemporanei e del passato, ed essere nel contempo,  anche nel presente, osservatrici della società che si evolve, capaci di dirla in prosa non meno che poeticamente, essere ancora nel qui e ora dei nostri doveri che ci chiamano continuamente. Mai mancanti dunque, se possibile, interessate e, speriamo, interessanti.

Felice Anno Nuovo.

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CHIAMAMI

02 domenica Dic 2018

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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Chiamami luce che tarda
aria corrosa dall’attesa
pane di buio a consolare
Chiamami risposta alle tue domande
che ai piedi mi sdraio e sto
mi consegno alle carezze
al silenzio mi consegno
Chiamami “vai via così che mi manchi
il tuo odore”, dirai serio
lo dirai, credimi, e sarà vero
mancherò dentro l’aria
Chiamami e lo saprai
quanto a lungo
prima e poi di nuovo
imperdibile mai ricevuto
dono finale sarò
Chiamami

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Prisma lirico 26: Edmond Jabes – Léon Spilliaert

29 giovedì Nov 2018

Posted by Loredana Semantica in Prisma lirico, SINE LIMINE

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5-vertigine-scala-magica-1908

Leon Spilliaert

Riprendo la rubrica “Prisma lirico”, accantonata per qualche mese, con la poesia di Edmond Jabes e l’opera di Leon Spilliaert

Una parola senza musica
una musica senza parole
una parola di silenzio
un silenzio senza parole.
E poi
niente, davvero
più
niente.

Edmond Jabes

testo: poesia “Solitudine” di Edmond Jabes da “Piccole poesie per giorni di pioggia e di sole”

opera: Vertigo, Scala magica, Leon Spilliaert, 1908

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Canto presente 35: Luca Parenti

15 giovedì Nov 2018

Posted by Loredana Semantica in Canto presente, LETTERATURA, SINE LIMINE

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Luca Parenti

Nell’ambito della rubrica “Canto presente” oggi presentiamo la poesia di

LUCA PARENTI 

 

oggi il cielo ha mantenuto le promesse
alto, azzurro, puro e schivo
e il sole lo accompagnava sereno
come un lume a mezzanotte.
vedevo le persone in cammino
non so dove sarebbero arrivate
ma pensavo a me stesso
nei loro anni migliori, quando
bisogna necessariamente mentire
per essere vivi e forti come sequoie.
conobbi così strane destinazioni improbabili
imprevedibili. ed il cielo era ancora lì
altro, inimmaginabile.

tramonto al quisibeve

un giorno come altri
fatti e finiti come canditi
col cielo aperto e sgombro
come una piazza ad agosto.
non ero solo ma speravo
d’esserlo, solo quando si desidera
non a caso per volere di dio.
io a dialogare coi piccoli fatti
con persone altezzose.
io a congelare le cose buone
poche che vengono a galla:
il dialogo è una espressione
artistica. il popolo è arte.

*

avevo tutta la strafottenza dei vent’anni
ora ho tutta la perseveranza dei quaranta.
ho vissuto bene e serenamente ogni anta
i suoi passaggi come blandi cambi ferroviari.
nessun deragliamento, solo incaponito
e determinato sino alla rottura. come un picchio
che perfora, anche il metallo
ha il suo punto di fusione. solo il cuore
pare refrattario: scende in cantina
non ha paura dei fantasmi, del buio
del silenzio. bisogna avere
la tempra giusta. il sangue freddo.
l’educazione irreprensibile d’un padre
d’una madre.

gioca poeta gioca

gioca poeta gioca
prendi e logora la parola
che ti è stata affidata
per corruzione, idolatria
antipatia, per far servi
ciò che si compra
cristiani e pagani
poeta gioca coi lemmi
prendili strappali redimili
osteggiali pareggiali
lanciali sul muro del pianto
ma non lacrimare
sei uomo forte
ora puoi lasciarti alla sorte.

la stanza senza lei

la stanza senza lei
è solo un pavimento
un soffitto e quattro mura
pure storte. pare che anche
i geometri s’innamorino
e gli operai edili. per questo
alcune trigonometrie son sbilenche.
la scienza non s’accorda coi sentimenti
ma lui la rivuole lì
subito, immediatamente
vicino alla pianta di limoni
(a proposito: bisogna spostarla
dove c’è più sole, come d’altronde loro due)
accanto ai suoi morbidi e romantici sermoni
per far quadrare la vita sua: perciò
lei porterà con sé squadra, martello e pennelli.

kamikaze

tristi sudati operai quando la giornata
incomincia per vuote strade
come fantasmi e la sera assenti
testimoni come lampioni.
strisciante rabbia e violenza, derisione.
bisognerebbe distruggere tutto
buttando sale, rasando bruciare
come gli antichi e ricominciare
con la filosofia, l’arte, gli ismi
la diarrea del politicamente corretto
il pattume del sociale
il bluff dello stato sociale.
ma non c’è abbastanza forza
neppure lo sbuzzo, lacrimazione
facile: una generazione abulica
d’inconsapevoli kamikaze.

*

ci sono poche opzioni:
o scrivi come vogliono loro
allora sarai pietanza sbranata
leccornia di palati straparlanti
studiato da lumaconi chierici
fenomeno da radical salotti
o scrivi soltanto come vuoi tu
isola nel cielo di fronte alla follia
al ripetersi, al tuono.
o servo della catena di montaggio
adulato e succhiato dal coro
(noioso come la morte)
o intimo schizzo di luce
riflesso adamantino
di fonte dolomitica.

*

a Bologna d’estate
la stazione è un’allegra
epilettica invenzione
d’un modo in creola ebollizione.
indiani pakistani cinesi rom
africani: tutto il mondo è paese
ma in pochi metri quadri
in un mese di sudori esagitati
come in un sandwich
stratificati od incendiati
non dalla storia multi etica
ma da una potente illusione:
il capitale è rapace
solo chi non ha da lavorare.

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Discorsi tra anime

04 domenica Nov 2018

Posted by alefanti in SINE LIMINE

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Ieri mi sei mancato
Alcune delle mie anime me l’hanno detto
Ovviamente in forme diverse
Una era contenta di sapere
che avresti avuto una bella serata
Lei è sinceramente generosa, mai gelosa,
gode delle gioie altrui
Un’altra ama provare  mancanze
dice che la fanno sentire viva
che nutrono il desiderio più acceso
Poi c’è quella che ha paura della sua accondiscendenza
ed era contenta della pausa
ma sa che ogni paura è l’altra faccia della brama
È quella, infatti, che più di tutto ama dire sì
lasciare ad altri il potere
il che è il massimo della potenza
perché se lo dai, è perchè è tuo in realtà
Poi c’è l’anima maschio
Mi ha detto che se fossi stata lì con te
anziché aldilà del mare
lì in quella tua casa che ormai conosce
dal tuo racconto in immagini
non avrebbe sprecato tempo in schermaglie
Ti avrebbe preso senza ritegno, mi ha detto
Fa la dura, usa parole ruvide
Ma io lo so che è un maschio nobile
Dopo si sarebbe concessa di essere tenera
e di farsi da parte per farti conoscere le compagne
Queste sono quelle che mi hanno parlato
Le altre sono rimaste in silenzio
A guardare
Tu che non c’eri
Tutte hanno convenuto che sperano non patisca
di essere solo un’occasione per i loro discorsi tra anime
non un uomo da volere per sè

 

 

Immagine di Alessandro Papetti

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REQUIEM

28 domenica Ott 2018

Posted by alefanti in SINE LIMINE

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Fuori dalla chiesa brillavano le vite avvolte intorno ai corpi
raccolte in sciame a salutare la tua, appena separata
Ognuna crudelmente elegante perché adorna delle sue povertà:
le vecchie – essere creature ne conferisce diverse –
e la nuova, di essere senza te, inconsapevoli
Spezzava la luce calda del pomeriggio d’autunno
l’averti perso senza sapere in anticipo il tuo giorno ultimo
l’averti perso e non sapere dove sei andato
dove andremo
e perché questo spreco non smette di offenderci

 

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Ad un poeta e alla sua grazia

30 domenica Set 2018

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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Hai il passo sicuro del padrone delle parole
e il tono di chi non le ha comprate
né avute in omaggio

È evidente che con le tue stesse mani
le hai scavate dalla terra

che tra i sassi che tentavano una strenua resistenza
le hai liberate dalla paralisi della zolla

è certo che le hai estratte
da dentro la roccia più dura

e che trovandoci dell’acqua
ne hai distillata qualcuna più pura

Che dirti? Sei bello. Puoi fermarti.

Non venderò la mia anima
non l’ho venduta mai

Mi tengo i miei balbettii

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INVETTIVA

02 domenica Set 2018

Posted by alefanti in SINE LIMINE

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Oggi – alla fine è giunto –

è il giorno giusto per un’invettiva.

Ce n’è per tutti e poco me n’importa

ch’io sia esagerata nel mio sdegno.

Ne ho sopportati tanti di censori

di professionisti dell’amore o dell’indignazione

pronti a scagliarsi contro questo e quello

certi di avere occhio sveglio e mente lesta.

Ne ho tollerati molti, sforzandomi a capire

che era colpa d’altri se erano così

che forse era stata la nascita

dentro un mondo serrato da sbarre di paura

o la frequentazione di fame e ignoranza

quali maestre infami

oppure – al contrario – l’eccesso di ricchezze

e di agi e privilegi a farli duri

ad adeguare il passo alla fatica altrui.

Oggi non ho più voglia di capire.

Ho voglia solo di gridare:

mi avete fatto male e senza alcun bisogno

mi avete fatto male come a tutti quelli

– che insieme a me son vivi – che dite di aiutare.

Quelli seduti in mezzo tra l’essere vili o prodi

tra l’innocenza nuda e ogni malizia

quelli che la paura d’essere detti matti

da un pezzo han superato

perché si sanno umani

pieni di vizi e spigoli, di cancri e di brutture

e insieme belli a spasimo

come solo chi si sa ogni giorno

in bisogno perenne di perdono

può essere e restare

mentre il mondo

impazza correndo dietro al nulla.

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Vacanza

01 domenica Lug 2018

Posted by alefanti in SINE LIMINE

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Alla religione dell’avere ragione
rinuncio
al suo dio morto prima del tempo
prima che la morte fosse più
di un banale dato di fatto
e ci venisse la voglia
di conservare almeno le ossa
di madri e padri e fratelli e sorelle e figlie e figli
e di tutti gli altri simili a noi nella buona povertà
Rinuncio alla vittoria ma non alla dignità
alla sicurezza ma non al conforto
Sullo specchio si asciugano le lacrime
coincidono le tracce del sale
hanno angoli simili i sorrisi
Brucio sul fuoco la rabbia
conservo in otri nuovi
la giusta indignazione
In cima alla pila non saremo meno morti
di quelli sott’acqua

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PAUSA VACANZE

30 sabato Giu 2018

Posted by Deborah Mega in SINE LIMINE

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Cari amici, il blog LIMINA MUNDI vi saluta per le meritate vacanze e vi augura

relax e riposo.

Torneremo a settembre  con nuove e consuete rubriche, nuove idee e nuovi propositi. Vi lasciamo in compagnia di tante buone letture…

Qui troverete le nostre rubriche:

Punti di vista

Incipit

RandoMusic

Prisma lirico

Una poesia a caso

Forma alchemica

Versi trasversali

IbridaMenti

Canto presente

*

Qui troverete gli AUTORI CONTEMPORANEI nel blog

Qui gli AUTORI DEL PASSATO

Qui gli ARTISTI CONTEMPORANEI

Qui gli ARTISTI DEL PASSATO

Qui i MUSICISTI trattati

LA REDAZIONE di LIMINA MUNDI

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NERO DI PECE

03 domenica Giu 2018

Posted by alefanti in Parole di donna, Poesie, SINE LIMINE

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La pece che sale
che incolla i piedi alla terra
percorre le gambe
circonda ginocchia
abbraccia le cosce
si abbiglia sui fianchi
si stringe alla vita
si inerpica al torace
cattura le braccia
raggiunge le spalle
si arrotola al collo come fosse una sciarpa
carezza vischiosa il mento e le guance
ti bacia le labbra
la pece dell’odio

che spezza il respiro
chiude gli occhi, li nega
assorbe la vita
la ruba, la toglie

meglio che boia
dentro la propria casa
sarò sconfitta vittima inerme
ma bianca, sia pure di ossa spolpate
dall’urgenza di strapparmi dal nero dell’odio

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Acque

06 domenica Mag 2018

Posted by alefanti in SINE LIMINE

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Un sogno in finale di notte
Dal cielo scendevate leggeri
Negli occhi un anticipo dell’incontro
Poi sulla riva in ginocchio a toccarti
mare in un’immersione di preghiera
la mano le dita nuotare come quelli
più in fondo a giocare
Ah come fossi polpa bianca sulla lingua
la catena sciolta delle spine a corona
di un innocente piacere assassino!

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I due vomeri

01 martedì Mag 2018

Posted by Deborah Mega in CULTURA E SOCIETA', La società, SINE LIMINE

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Un dì d’autunno un vomere,
fattosi per lungo ozio rugginoso,
vide il fratel tornarsene
dai campi luminoso,
e domandò curioso:
“Sopra la stessa incudine
fatti, e d’un solo acciaro,
io sono pien di ruggine,
tu sì pulito e chiaro:
chi mai ti fé sì bello?”.
“Il lavoro, fratello”.

Cesare Betteloni

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LA SCQUOLA NON E’ ACCUA

22 domenica Apr 2018

Posted by frantoli in Cronache della vita, CULTURA E SOCIETA', SINE LIMINE

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Francesco Tontoli

(foto di Francesco Tontoli)

Sono 40 anni che sono nel mondo della scuola, e faccio parte del Personale Educativo, ho la Funzione Docente, e tutto il “pacchetto di privilegi” (sic!) e di pene di chi bazzica da quelle parti (mi perdonerà Michele Serra di questo linguaggio terra terra?). Per me è un periodo di magra qui su Facebook, non mi sento coinvolto quasi in nulla. Leggo post, faccio cose… (pochissime cose), utilizzo il Mezzo ormai senza l’entusiasmo di una volta nelle discussioni, che sbircio con sempre più sgomento. Sono smarrito, sopraffatto dagli eventi che si affollano e nutrono i profili social che ho di fronte quando siedo davanti a questo schermo. La nausea è forte, gli argomenti spesso durano il tempo di una giornata o due, su episodi che attraversano la cronaca o la politica con la velocità di un meteorite. L’indifferenza si sta impadronendo anche della mia curiosità di comprendere. Il fatalismo del “così è sempre stato” e dell’ “ormai non c’è più nulla da fare” è nell’ordine delle cose della mia giornata.
Eppure l’episodio di Lucca ai danni del prof di Italiano mi ha invogliato a reagire sia pure con i riflessi rallentati e con dubbi, se davvero ne valga la pena di aggiungere il mio mattoncino di opinioni da buttare nel mucchio informe del mondo virtuale.
La scuola italiana è di solito un universo di simulazioni male assortite della vita cosiddetta “vera”. Ci si sta per delle ragioni che i ragazzi fanno fatica a comprendere, e i docenti fanno altrettanta fatica a comunicare. Dall’una e dall’altra parte di questi due schieramenti simulati e strutturati qualche volta i ruoli saltano. E i motivi possono essere diversissimi. Ho in mente decine di colleghi docenti che ho conosciuto nel passato che hanno attraversato momenti terribili, prima di tutto con sé stessi, chiedendosi se erano ancora capaci di potere sostenere l’impatto della gestione di un gruppo di adolescenti attraversati da tempeste ormonali. Spesso il senso di inadeguatezza si impadronisce delle persone , il burn out è malattia diffusa non riconosciuta. Di gente sottoposta a mobbing massiccio è pieno il mondo del lavoro, ma nella scuola le conseguenze possono assumere effetti catastrofici.
La velocità di diffusione di video registrati denuda e scarnifica di significato qualsiasi tentativo di spiegazione o di “giustificazione”. In un video non si può far altro che vedere un povero cristo sgomento e rassegnato, sottoposto ad angherie e a soprusi. Non esiste la possibilità di astrarre dal contesto. L’immagine diventa il documento di una verità crudele e certificata. Un adulto con un ruolo specifico di guida deriso è il segno del fallimento dei modelli di trasmissione dei saperi. Anni fa si contestavano i metodi di questo passaggio di testimone tra generazioni. Stavolta a saltare è il banco tutto. Messo alla berlina è il singolo anello debole, che rappresenta un sistema ritenuto inutile. A scuola, sembrano dire questi ragazzi che filmano loro stessi, le proprie eroiche gesta, ci si va per far casino e poco altro.
Non credo per tutti sia così, ma stavolta c’è di mezzo la prova, non le chiacchiere pedagogiche o le lamentele di categoria. Stavolta il mezzo ha soppiantato qualsiasi analisi e decontestualizzazione mobilitando lo sdegno, che credo durerà qualche settimana in più del solito. Il mezzo sappiamo quale è, ce l’abbiamo tra le mani molte ore al giorno. La responsabilità è di tutti avendone fatto un feticcio da esibire nelle sue possibilità di mostrare spezzoni di vita squallida e di realtà sovradimensionata. Sappiamo da tempo che chiunque di noi forte o debole che sia può essere sottoposto a un crudele giudizio collettivo con sentenza immediata dei suoi presunti pregi e difetti messi all’asta. Non discuto i torti criminali di questi ragazzi che meritano tutto il mio biasimo e la mia condanna, ma la possibilità diabolica di ricatto che ha qualsiasi documento sul nostro mondo privato e sul nostro universo pubblico. L’espressione rassegnata del collega vittima dell’aggressione dice tutto (sembrava dicesse “Cosa ci faccio io ancora qui alla mia età?”) su un passato di tentativi di ribellione al lasciar fare, lasciar passare probabilmente da parte della Direzione. Insomma una pena indicibile.

Francesco Tontoli

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Preghiera

22 domenica Apr 2018

Posted by alefanti in SINE LIMINE

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Ho per te oggi le lacrime della paura
per te che hai avuto i giorni della gioia e quelli del dolore
ti sei immerso nella mia domanda – sempre la stessa con parole diverse –
hai camminato al mio fianco, ti sei mostrato nel buio                                                              hai illuminato la mia luce, mai sei mancato alla mia povertà
E oggi ho per te il mio corpo spaventato, perché il cuore ti sa e non teme
Niente da te mi separerà
Passerai ancora sulla mia strada e ancora e ancora
Riconoscerti sarà sempre il premio
L’otre nuovo è pronto, le tue mani l’hanno plasmato
Dentro la paura, dentro il suo vento che solleva la polvere del mondo
mi vieni incontro e mi baci la fronte

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Tempi

15 domenica Apr 2018

Posted by alefanti in SINE LIMINE

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In questo tempo che mi è stato dato
(in questo tempo che forse non esiste)
il mondo si ricrea e non è nato
Tra le mie braccia che sono come rami
(lente si snodano e fanno spazio ai nidi
senza stanchezza che possa dire no)
tutto è già detto eppure aspetta un suono
che nuovo ci riveli lo stupore
distenda quindi una tovaglia ingombra
dei doni per un pranzo in mezzo al verde
In questo tempo che mi è stato dato
riposa l’esistente e non si agita
non c’è un cammino da portare a termine
non c’è ricchezza che vada conquistata
eterni ci consuma riso e pianto
e ricomincia il vento dentro il fiato
ogni mattina quando apriamo gli occhi
(durante il sogno è l’ora del mistero)

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Natura risvegliata

21 mercoledì Mar 2018

Posted by LiminaMundi in LETTERATURA, SINE LIMINE

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Mariangela Gualtieri

immagine di Loredana Semantica

Natura risvegliata
 
scatena tutte le forme apprese in sogno.
 
Ecco la gemma. Ecco la foglia.
 
Ecco un volo perfetto di ala.
 
Ecco un canto esperto d’uccello.
 
Ben istruita ogni creatura
 
fa la sua parte di fidanzata.
 
S’ingravida e si espande.
 
Ripete l’avventura del venire alla luce
 
la traversata grande – fino alla scomparsa.
 
 
Mariangela Gualtieri da “Bestia di gioia”, Einaudi, 2010

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