
Foto di Antonio Sollazzo
La poesia è tratta da “La dimora insonne”, Moretti & Vitali, 2020 (Postfazione di Alessandro Quattrone)
30 martedì Apr 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

Foto di Antonio Sollazzo
La poesia è tratta da “La dimora insonne”, Moretti & Vitali, 2020 (Postfazione di Alessandro Quattrone)
29 lunedì Apr 2024
Posted in Appunti letterari, LETTERATURA

Per comprendere Baudelaire (1821-1867) occorre rendersi conto del posto che occupa nella storia della poesia non soltanto francese. Autore decadente dalla genialità sregolata, poeta maledetto, critico, traduttore, è considerato uno dei padri del Simbolismo e del Decadentismo. Continua a leggere
27 sabato Apr 2024
Posted in LETTERATURA, Poesia sabbatica

PREGHIERA
chiedo al cosmo
di darmi parole infinite
parole galassie
parole stella
chiedo all’aria
il verbo degli angeli
il coro dei santi e dei beati
dei giusti e degli arcangeli
chiedo al cielo
il canto delle nubi e del vento
del fulmine e del tuono
dell’acqua e della pioggia
chiedo al mare
il grido degli oceani
e l’impeto dell’onda
la schiuma immacolata
la furia dei marosi
chiedo alla terra
lo stormire delle foglie
il profondo di radici
scavate negli abissi
il duro della pietra
e le vene del granito
l’oro che brilla al sole
e il puro dell’acquamarina
e non più le parole d’uomo
recluso in una cella,
non l’urlo a sprofondare
di un angelo caduto,
non l’afonia di lingua
di chi parlava alto
quando in ogni dove
c’era ancora Dio.
FRANCESCO PALMIERI
25 giovedì Apr 2024
Posted in Segnalazioni ed eventi
Tag

«Una mattina mi son svegliato
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.
O partigiano, portami via
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.
E seppellire lassù in montagna
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
e seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
e le genti che passeranno
mi diranno “Che bel fior!”
E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà.»
24 mercoledì Apr 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA
(Foto di Daìta Martinez)

Il testo è tratto da ” 100 poesie” nuova raccolta di poesie di Franca Alaimo, uscita da pochissimo per Italic Pequod in Portosepolto, 2024 (introduzione di Alessandro Fo).
23 martedì Apr 2024
Posted in LETTERATURA, Prosa poetica


22 lunedì Apr 2024
Posted in LETTERATURA, Segnalazioni ed eventi

*
Hanno già cantato tutto
i fiori non colti
i motel dai materassi pruriginosi
i capoversi sghembi
le rime slabbrate
i laghi negli occhi
i mari svuotati
le amarene sul gelato
ma noi rimaniamo ancorati
nei batuffoli ineffabili della parola
*
C’è un processo di indagine del reale
non indifferente
nei tuoi passi a tentoni
nel soffiare le bolle di sapone
nel separare la buccia dalla polpa
nella teoria dei tuoi respiri
in cui l’apnea e il rilascio
sono i capoversi
di un soppesare il mondo
ogni giorno
con rinnovata meraviglia
farsi misura di tutte le cose
anche quelle più misteriose
del fuorigioco non fischiato
dello spandimento sul soffitto
dell’equilibrio di un soffritto
della serie di Fibonacci
nei broccoli in frigo
*
Combattiamo guerre di posizione
su letti a una piazza
su piastrelle
scelte da madri
in case non nostre
su fazzoletti di cielo
che vediamo oltre il vetro
in tramonti albicocca
in base agli straordinari
*
Mia nonna è un soggetto rivoluzionario
le seppie al sugo
il rosso della casa
le lettere di protesta
all’amministratore condominiale
la marcia che non entra
le ferite di una guerra
combattuta nel silenzio
nel residuo di un tempo
che si affolla
sul ricamo
di giorni
che dell’eterno
hanno solo il peso
sollevato nei ritagli
di un pomeriggio
osservato
da un terrazzino
di begonie in fiore
*
Non sono troppo convinto
dei baci non dati
dei parcheggi in salita
delle diete a zona
dei paradisi fiscali
delle chiamate senza risposta
trovo un senso soltanto
nelle briciole di parole
nei bachi da seta
che intessono indefessi
trame di possibile
*
Ciò che mi manca
è una nuvola di ciambelle
un invito a cena
una scatola in cui dormire
una barba di zucchero filato
una sciarpa di glicini
un gatto che dispensa consigli
un leone che divora gli sbagli
*
La mia colf ha un viso costellato di rughe
una cartografia di pianti e notti insonni
per 8 euro all’ora senza contratto
sa stirare ed ascoltare
l’esile incanto di coincidenze aggiustate
come lavatrice che singhiozza il bucato
il più ostinato rimpianto è come lo sporco
si scioglie a fatica col tempo
Poesie tratte da: Giulio Giadrossi – Dati sensibili Terra d’ulivi editore, 2024
NOTA BIOBIBLIOGRAFICA
Giulio Giadrossi (1988) ha pubblicato la silloge poetica Di stanza a Trieste (Ensemble editore, 2020). Alcuni suoi scritti sono apparsi su Charta Sporca, sul Multiperso di Carlo Sperduti e la rubrica Passaggi di Argo.
20 sabato Apr 2024
Posted in LETTERATURA, Poesia sabbatica

PRESA D’ATTO
ci si deve far bastare
il luccichio dal cascame,
dal cumulo di foglie
cadute da un altrove
(e non dico il cielo
o altro spazio aggiunto
ma un attimo feriale
che speri volga al meglio)
ci si deve abituare
a recitare addii,
a sentire i saluti
dei passi morituri
(e non guardare indietro
scrostare ogni ricordo
il peso che zavorra
ancora qualche rosa)
si deve infine stare
su questo rasoterra,
viaggiare su binari
in piano orizzontale,
lasciare ogni cielo
all’alzo di ali vere
(eppure io lo so
che a volte è inevitabile
l’insorgere di violini
in scoppio in fondo al mare)
FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta “Il male nascosto” Edizioni Terra d’ulivi)
18 giovedì Apr 2024
Posted in Monumento al mare, TRADUZIONI

William Ellery Channing (1818–1901), americano (foto web)
CANZONE DEL MARE
(Traduzione di Emilio Capaccio)
Va la nostra barca libera alle onde,
sulla curva della marea, ove si frange il flutto ricciuto,
come traccia di vento su bianchi fiocchi di neve:
via, via! È un sentiero sul mare.
Possono infuriare le raffiche — far tendere la vela,
perché i nostri spiriti sanno strappare al vento la forza,
e le nubi plumbee cedono alla mente solare,
non temiamo il turbine della burrasca.
Onde sulla spiaggia e schiuma marina selvaggia,
con un balzo, uno scatto e un urrà improvviso,
dove l’alga si lega alla sua dimora,
e gli uccelli marini si bagnano sulle creste spumose,
onda dopo onda, s’arricciano,
mentre bianca la sabbia dalla riva acceca.
*
SEA SONG
Our boat to the waves go free,
By the bending tide, where the curled wave breaks,
Like the track of the wind on the white snowflakes:
Away, away! ’Tis a path o’er the sea.
Blasts may rave,— spread the sail,
For our spirits can wrest the power from the wind,
And the gray clouds yield to the sunny mind,
Fear not we the whirl of the gale.
Waves on the beach, and the wild sea-foam,
With a leap, and a dash, and a sudden cheer,
Where the seaweed makes its bending home,
And the sea-birds swim on the crests so clear,
Wave after wave, they are curling o’er,
While the white sand dazzles along the shore.
17 mercoledì Apr 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA
Tag
16 martedì Apr 2024
Posted in LETTERATURA, POESIA, Poesie

Dalla Nota dell’autrice alla raccolta Altre Stagioni di morte e di amore, PlaceBook Publishing, 2024
“Arriveranno altre stagioni, e noi staremo ad aspettarle. Col naso in aria, affacciati alla finestra e con quella voglia continua di cambiare il ritmo di ogni giorno. Torneremo a desiderare la primavera col suo profumo fresco e il taglio sbarazzino, l’opulenza dell’estate con i suoi fianchi larghi e colmi di splendore, ci innamoreremo dell’autunno col suo cappello a cono e il bastone d’ulivo ritorto che batte foglie morte, anche l’inverno infine tornerà a cullarci col suo vento freddo e a baciarci con le sue labbra secche, bruciate dalla neve. Seguiremo il tempo e il suo eterno movimento, perché è così che si stempera l’inganno della vita, perché è così che si compie da sempre il nostro viaggio.”
La raccolta si articola in 4 sezioni intitolate a ciascuna stagione dell’anno, di seguito quattro poesie scelte dalle sezioni “Primavera” e “Autunno”.
Primavera, I e II
Non cantai la mela
ma il morso inciso
nel bianco della polpa,
non la luna piena
ma lo spicchio sottile
nel cielo nero nero,
non cantai il frutto
ma il destino scritto
del fiore appena colto,
non la gioia del saluto
ma ogni partenza
e il suo dolore muto,
e se non cantai mai
la pienezza
è perché la poesia
carezza
il vuoto asciutto
che sta
nella mancanza.
*
Ti porto la parola storta
cresciuta sopra i rami,
il caffè versato caldo
sul bianco del ricamo,
ti porto i piedi nudi
sul ciglio della strada,
l’inciampo irriverente
sul dorso del mio nome,
ti porto nel mio mondo
ch’è poco più di niente,
aperto come un tronco
ch’aspetta un nuovo fiore.
Autunno, IV e IX
Siamo della madre
che non ci ha voluto
del padre distratto
dell’amore sbagliato,
siamo dell’altro.
Di ogni giudice
che ha condannato
il nostro torto,
di ogni prete che
ci ha ascoltato, e poi
non ci ha assolto.
Siamo del maestro
che ci ha ammaestrato,
del figlio sbagliato,
siamo – volto contro volto –
di ogni passante
che ci ha incrociato
-per strada –
ma non ci ha mai
guardato.
*
Ho palpebre spesse, più del sorriso
dell’ultima volta che t’ho visto;
il passo svelto, non cadenzato
sulla lunghezza dello sguardo
e neve sul collo che gela i nervi
e serra gli occhi agli angoli d’intorno.
Mi affaccio ancora alla finestra –
la domenica mattina – e guardo fuori:
c’è un sentiero di parole che fiorisce
sul ramo muto della tua voce.
15 lunedì Apr 2024
Posted in LETTERATURA, Versi trasversali

Piet Mondrian, Composition with large red plane, yellow, black, grey and blue (1921)
La poesia è anche incontro, una geometria di rette a volte parallele, altre volte perpendicolari. Similmente al quadro di Mondrian un reticolato vivo e riccamente colorato. Nell’ambito della rubrica Versi Trasversali, presentiamo la poesia di …
RICCARDO MAZZAMUTO
13 sabato Apr 2024
Posted in LETTERATURA, Poesia sabbatica

SE IL CIELO RESTA MUTO
non ho più preghiere
da offrire in olocausto
non ho più preghiere
e allora sia interminata
ogni bufera, vento,
tempesta che ci squassa
ed io uno dei tanti
lasciati alla tormenta
eppure l’ho chiamato, dio,
fermandomi nel banco
a messa già finita
e il segno l’ho aspettato
magari solo il nome
o la risposta breve
di un sì dietro alle spalle
ma se non c’è soccorso
a stragi da macello,
come può darsi in cielo
un tramestio di passi
a me che busso piano
anzi, non busso più.
FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta “Il male nascosto” – Edizioni Terra d’ulivi)
10 mercoledì Apr 2024
Tag

Per ogni suono vano, da “Pianure d’obbedienza”, prefazione Silvano Trevisani, Macabor Editore 2023
Base musicale di Yiruma
08 lunedì Apr 2024
Posted in LETTERATURA, Segnalazioni ed eventi

LA NAVE
La nave
Il capodoglio d’acciaio
Dal grasso ventre
Mi culla e mi protegge
Nel suo utero
E mi riporta in mare
Sale di sangue e sudore
Un palmo dall’infinito
Un piede dall’abisso
Luci e ombre
Danzano nell’onda
MURO
Il torto subito
Non è che l’istantanea
Di ciò che c’è dietro
Dove il vento si cheta e
La spuma non può più
Nascondere il fondo
In connessione –
La compassione
È coscienza di sé
PAXOS
La grossa pancia nuda di Athanasios
Sovrasta la seta e il lino delle famiglie
Ingiacchettate che scendono dagli yacht
I cristi incastrati tra i peli le benedicono
Insieme al muso duro che al bisogno
Si piega o si dilata ma non per noi
Che dobbiamo chiedere tre volte
Stremati col buio alle spalle di nuovo
Lo imploriamo e il santo esaudisce
La preghiera pura del viandante
Così ci accucciamo in tenda senz’acqua
Né un cesso per la notte se non il mare
Nella lingua di terra tra merce e tavoli
Mentre su altri binari e tappe condivise
Eleonora s’inebria di simboli e parole
E dorme serena lontana dai vicoli
Tea in fuga perenne prepara la strada
Al cuoco afghano e alla nuova identità
E Gaia smussa le rigidità nelle giravolte
Tra nord e sud e concima con le lacrime
ATTESA
Forse il viaggio
È proprio questo –
Sentirsi perduti
Camminare senza meta
Nella canicola che pesa
Sudati senz’acqua solo
Pane e miele del mattino
Tre carote nello zaino
Chiedere nel dubbio
Pur sapendo che
Ogni informazione
Non porterà a niente
Lo scrigno si schiuderà
D’improvviso lì dove
Si rischia la morte
E si ritrova la vita
Accogliendo l’ombra
Che ridà forma
Ai pensieri
Da soli
Solo da soli
La disperazione
Diventa totale
E cede il posto
All’infinita gioia
Tutto da sé
Tutto per sé
Tutto per tutto
FILI
Il dubbio sul da farsi non regge
Quando il richiamo intona il canto
Che mi scrolla di dosso le proiezioni
Pure se il colon mi torce la gola
I passi non pensano più
Comanda il suono
Che guida sull’asfalto
Sulle rotaie e sulle onde
Apre all’ignoto sfilacciato
Che s’intesse dolcemente
Andando
E il viso dorato di Georgia
È l’epifania non cercata
Svelata in una risata
Che sposa tre lingue
E stabilizza potenziando
Le future trasmissioni
E quanto sepolto rimanga
Il bagliore dagli anni
Non so dire
Se nel ricordo
Ritorna uguale l’onda
E scorre dentro e fuori
A mostrarmi cos’è l’eterno
Testi tratti da “Ellenika” di Nunzio Di Sarno, Eretica Edizioni, 2023
06 sabato Apr 2024
Posted in LETTERATURA, Poesia sabbatica

-25-
ho già occhi
di notti che non dormo,
i mattutini estivi
di una superflua luce
(non ci sei tu
e neanche ci sarai
perché lo so
che questa è terra
di vita allucinata
di ombre lievi in fuga
appena si fa giorno
e sono solo pieghe
le piume sul cuscino)
ho già le cifre
di un marmo da scolpire,
l’oro sopraffino
che scriverà il tuo nome
(e tu sarai un foglio
di rosso sangue e fiori,
il primo verso tremulo
di una poesia d’amore)
ho già tutta la vista
da me alla tua stella
ma io rimango qui
spezzato dietro a un vetro
e tu ad anni luce
in qualche firmamento.
FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta “Solo poesie d’amore” quando andrà in ristampa, forse)
04 giovedì Apr 2024
Posted in Monumento al mare, TRADUZIONI

Sara Teasdale (1884-1933), americana (foto web)
NOSTALGIA DEL MARE
(Traduzione di Emilio Capaccio)
A mille miglia oltre questo muro inondato di sole
Da qualche parte le onde strisciano fresche lungo la sabbia,
La bassa marea abbandona la terra indolente
Con l’antico mormorio, lungo e musicale;
Grevi di vento s’ergono le onde, si curvano, ricadono,
E attorno agli scogli la schiuma esplode come neve —
Ma benché lontana nell’entroterra, sento e riconosco,
Perché sono nata eterna schiava del mare.
Lì vorrei essere e rotolarmi addosso
La fredda insistenza della marea,
A spegnere questa cosa ardente che chiamano anima —
Dopo con la risacca trascinarmi alla deriva
Essere meno del più piccolo guscio lungo la secca,
Meno dei gabbiani che strillano al mare.
*
SEA LONGING
A thousand miles beyond this sun-steeped wall
Somewhere the waves creep cool along the sand,
The ebbing tide forsakes the listless land
With the old murmur, long and musical;
The windy waves mount up and curve and fall,
And round the rocks the foam blows up like snow, —
Tho’ I am inland far, I hear and know,
For I was born the sea’s eternal thrall.
I would that I were there and over me
The cold insistence of the tide would roll,
Quenching this burning thing men call the soul, —
Then with the ebbing I should drift and be
Less than the smallest shell along the shoal,
Less than the sea-gulls calling to the sea.
03 mercoledì Apr 2024
Posted in La poesia prende voce, Podcast, POESIA

Stranieri è un testo tratto dalla raccolta ” Sole notturno“, pubblicata da “Il leggio Libreria Editrice, 2021” (con prefazione di Marco Saverio Loperfido).Legge la stessa autrice
01 lunedì Apr 2024
Posted in LETTERATURA, Note critiche e note di lettura

“Divenire” di Valentina Marzulli (Eretica Edizioni, 2023 pp. 60 € 15.00) cattura l’energia ispiratrice dello svolgimento del tempo intorno al passaggio esistenziale del mutamento. La poetessa intuisce nel divenire qualcosa che diviene, nel movimento interpretativo della realtà, che si manifesta e si dissolve nelle contraddizioni emotive, non disperde l’essenza originaria dell’evoluzione passionale ma la rinnova. Continua a leggere
31 domenica Mar 2024
Posted in POESIA, RICORRENZE
Buona Pasqua di resurrezione con la poesia “Ma quando da morte” di David Maria Turoldo

Ma quando da morte passerò alla vita,
sento già che dovrò darti ragione, Signore,
e come un punto sarà nella memoria
questo mare di giorni.
Allora avrò capito come belli
erano i salmi della sera;
e quanta rugiada spargevi
con delicate mani, la notte, nei prati,
non visto. Mi ricorderò del lichene
che un giorno avevi fatto nascere
sul muro diroccato del Convento,
e sarà come un albero immenso
a coprire le macerie. Allora
riudirò la dolcezza degli squilli mattutini
per cui tanta malinconia sentii
ad ogni incontro con la luce;
allora saprò la pazienza
con cui m’attendevi, a quanto
mi preparavi, con amore, alle nozze.