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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: Poesie

Il più bello dei mari

01 giovedì Set 2016

Posted by Deborah Mega in Appunti letterari, LETTERATURA, Poesie

≈ 1 Commento

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LETTERE dal CARCERE A MUNEVVER, Nâzım Hikmet

Limina Mundi riprende la propria programmazione con la pubblicazione di un testo di straordinaria bellezza del poeta turco Nâzım Hikmet. In molti suoi testi e anche in questo, si riflette l’esperienza dolorosa dell’esilio e della lontananza dalle persone care. Per le accuse di propaganda comunista e per la sua opposizione al regime di Ataturk infatti il poeta dovette trascorrere dodici anni in carcere e fu costretto a vivere lontano dal suo paese. La sua poesia, indirizzata alla moglie Munevvér, attribuisce molta importanza alla speranza nel futuro, a qualcosa che deve ancora avvenire e per il fatto di non essersi ancora realizzato suona come una promessa, come un qualcosa che si percepisce positivo, a cui dunque è possibile guardare con fiducia. Ai versi 4, 6, 9 si ripete in modo ossessivo l’avverbio di tempo ancora, dal latino hinc ad horam, da lì fino a questa ora, che oltre ai significati di “tuttora” o “un’altra volta” vuol dire “fino a questo momento” e indica la persistenza di un’azione durativa o di uno stato.

Non smettiamo di sognare dunque perchè il momento più bello della nostra vita deve ancora arrivare.

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(foto di Deborah Mega)

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Nâzım Hikmet

da: LETTERE DAL CARCERE A MUNEVVER, 1942

 

 

 

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Il tema del silenzio: Francesco Palmieri 2 – fotografie di Alessandro Tocco

27 mercoledì Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Fotografia, Il colore e le forme, Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Alessandro Tocco, Fotografia, Francesco Palmieri, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

-17-

ho perso le parole

ma più che le parole
il trillo
il sibilo
la scossa di cristalli appesi
e il canto, quando passava il vento

si è fatto un silenzio lungo
(la voce eco di stanze
come in una casa
alla fine del trasloco)

resta l’acqua a scorrere sui vetri
il rumorio del cielo
le ruote nelle pozze
il tonfo di metallo sul bordo di ringhiera

e neanche una parola
una
che sappia raccontare
le nuvole e la pioggia
la nostalgia dell’aria
lo strappo e la caduta
di chi viene a morire a terra.
Francesco Palmieri

tocco

foto di Alessandro Tocco

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Il tema del silenzio: Deborah Mega 2 – fotografie di Daniele Gozzi

20 mercoledì Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Fotografia, Il colore e le forme, Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

≈ 4 commenti

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Daniele Gozzi, Deborah Mega, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Ombre

Cambia la sostanza
conserva la forma
non resta forse uguale
la sua ombra?
 
Benedetta l’ombra
fiorita di presenze
ora madre che mi supera nei passi
ora figlia giunta in dote dal silenzio.
 
Ci spiano guardinghe
sorridono delle nostre espressioni dormienti
innocenti si tirano indietro
e perdono spessore pronte a contornar le cose.
 
E noi che siamo ombre colpevoli di istinti
il doppio dei filosofi per interposizione
non amiamo forse ombre schermate dalla luce
staccate dagli oggetti ma pronte a consolarli?
 
Deborah Mega
 

SILENZIO

foto di Daniele Gozzi

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Il tema del silenzio: Alessandra Fanti 2

06 mercoledì Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Fotografia, Il colore e le forme, Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Alessandra Fanti, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Fatico l’andar via, così il silenzio

spazia un’eco solida e raschia dentro

d’attesa e mai, spavento e fuga.

Alessandra Fanti

astrazioni (2).jpg

Per questa settimana il tema del silenzio è affrontato con la poesia di Alessandra Fanti in premessa, accompagnata da una mia foto di astrazione metafisica e dal seguente commento. Continua a leggere →

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SE TI AVESSE

03 domenica Lug 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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“Se ti avesse baciato una farfalla”
ha detto la voce un attimo fa
(anche lei come me ha visto la foto:
la ragazza con la farfalla sulle labbra
ma è stata più veloce di me a parlare)
e lo sguardo, quello che vaga dentro,
si è sollevato verso l’alto come se
un evento simile aprisse l’orizzonte
immettesse una luce chiara a salire.
Era una specie di domanda senza un vero interrogativo
portava con sé tre punti sospesi come un invito.
Se mi avesse baciato una farfalla
vorrei risponderle, molte altre questioni
perderebbero importanza e forse
forse tanti dubbi sullo spreco o meno
cadrebbero appassiti.
Un simile bacio, che fosse un vero bacio
consapevole e voluto, dettato da amore
non un casuale posarsi d’insetto in cerca di riposo
farebbe nella storia della mia vita
decisamente un capitolo a sé.
Illuminante.
Potrei smettere, oh sì, certo che potrei,
di chiedermi, ad esempio, che ne sarà.
Di me, di te, del nostro aver perso la strada.
Basterebbe, pensare a quel bacio,
a rimettere ordine senza sacrificare il disordine.
Quello che preferisco e che permetterebbe ad una farfalla
di confondermi con un fiore appena sbocciato.

 

Biomimesi-farfalla1-610x419

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Il tema del silenzio: Francesco Tontoli 2

29 mercoledì Giu 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

≈ 2 commenti

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Francesco Tontoli, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Per il tema del silenzio presento oggi un testo breve di Francesco Tontoli posto in calce a questa breve nota di lettura. Il commento visuale è affidato a una mia foto di pesci rossi.

IMG_0019 copia.jpg

foto di Loredana Semantica

 

La poesia di Tontoli si apre con una similitudine tra il silenzio e un metallo, non un metallo qualunque freddo inerte, pesante e solido, ma un metallo differente, pericoloso, radioattivo: l’uranio che ha un cuore venefico, pulsante, come sangue infetto estratto dalle viscere della terra, potente e destruente, un concentrato di energia pronta a deflagrare o a decadere.

Questo silenzio, al pari dell’uranio, emette radiazioni, che non si vedono, come non si vede il silenzio, ma si rivelano agli strumenti, come si percepisce con le antenne dell’intuito un silenzio sdegnoso, fatto di voluta non risposta, animato di disprezzo o disgusto. Allo stesso modo le radiazioni, invisibili ad occhio nudo, ledono le cellule, compromettono l’integrità del corpo, lo corrodono, lo  divorano. Occorre stare alla larga da questo silenzio, maneggiarlo con cura, proteggersi con tute isolanti.

Un silenzio di peso e sostanza quindi, prende il posto della parola che, date certe premesse, sarebbe necessaria, forse, ma insufficiente, in certi casi se anche non necessaria, sarebbe quanto meno opportuna, ma volgare. Come il linguaggio dell’oggi infarcito di scurrilità. E quindi un silenzio che si rivela dannifico per colui a cui è diretto e che aspetta una reazione, rispetto a chi lo esercita al contrario si rivela salvifico, lo salva infatti dalla decadenza di una risposta che innalza i toni o abbassa i livelli, negativi in egual misura. Urlare  o insultare squalifica e degrada l’attore che aggredisce verbalmente l’interlocutore, il quale a sua volta, reagirà replicando, scatenando una reazione a catena non meno nucleare di quella che può il metallo, propagando tensioni e dissapori, avversione e persino odio, quanto meglio allora il silenzio che salva la buona grazia e diventa, se non rispetto degli altri, certamente di se stessi, perché, diciamolo, rispetto a determinate manifestazioni verbali, ragionamenti insulsi, offese gratuite, vana è ogni ragionevolezza e considerazione, la risposta più adeguata si rivela tacere, non di un silenzio muto, ma significativo, pesantissimo appunto e destruente.

L’unica scelta possibile diventa quindi oltrepassare l’interlocutore, eliminarlo dal nostro raggio d’azione, spostare energie ed attenzione verso altre mete, più stimolanti, cortesi, ragionevoli o intelligenti, verso altra altezza umana, che pensi e interloquisca, costruendo attorno aloni di interesse e riflessione, di bellezza, se possibile, di simpatia almeno.

Ecco che in una poesia sul silenzio è racchiuso tutto un ventaglio d’incontri e di relazioni, approcci più o meno felici, scontri reali e virtuali. Confronti dove l’intelligenza umana metabolizza lo scontro, scosta l’ostacolo e procede, poiché l’idiozia non vale nemmeno il tempo di una sosta.

Apprezzabile anche l’intento del poeta di fotografare un episodio rappresentativo di un vissuto personale, ma accomunante, perché molti certo riconosceranno lo scenario di personali approcci conclusi in modo analogo.

Non credo di sbagliare poi nel riconoscere alla forma della poesia, le stimmate dell’instant poem, cioè la poesia nata di getto, sulla scorta di episodi, vicende, osservazioni praticamente contestuali, un’ispirazione immediata e immediatamente catturata sul supporto cartaceo o virtuale a disposizione, un testo quindi non particolarmente rimaneggiato o limato nella forma, che perciò conserva la freschezza e un qualcosa di grezzo che hanno spesso questi piccoli accattivanti diamanti talentuosi.

 Questo testo infine conferma l’idea diffusa che la vita è poesia e la poesia è vita, in ogni suo aspetto, angolazione, sfaccettatura, nulla tralasciando, non gli aspetti più intimi, non quelli più orridi, e nemmeno le imprecazioni.

La poesia si chiude infatti con un’imprecazione di uso frequente nel linguaggio comune, abusata anzi, come lascia intendere l’unità di misura delle tonnellate, ma essa nel testo poetico produce un singolare spiazzamento per la contrapposizione all’andamento piano, composto e compatto dei versi precedenti, rispetto ai quali rappresenta la chiusa ad effetto, che risveglia il lettore e lo catapulta con massima chiarezza alle radici del silenzio che precede, cioè nel mondo dell’insofferenza all’idiozia dalla quale spesso vorremmo schermarci ricorrendo proprio ad analoga allocuzione, ma che altrettanto signorilmente dell’autore, preferiamo molte volte correlare al tacere significativo e pesante proprio come questo silenzio d’uranio.

Loredana Semantica

 

il silenzio talvolta ha un suo peso specifico

una sostanza simile a quella di certi metalli

radioattivi tossici e solitari come l’uranio.

 

Tracce di silenzio, pesantissimi grammi di silenzio

sostituiscono la stupida leggerezza di una neolingua

costituita essenzialmente da tonnellate di vaffanculo

Francesco Tontoli

(4/2/2016)

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Il tema del silenzio: Loredana Semantica

22 mercoledì Giu 2016

Posted by Deborah Mega in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

≈ 5 commenti

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Brad Kunkle, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Siamo al settimo appuntamento poetico dedicato al tema del silenzio. Questa è la volta di Loredana Semantica e di una sua poesia.

2

by Brad Kunkle

Continua a leggere →

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Il tema del silenzio: Francesco Palmieri

15 mercoledì Giu 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Francesco Palmieri, POESIA, silenzio

Oggi per il tema del silenzio presento Francesco Palmieri e una sua poesia che prende le mosse dall’osservazione dei luoghi privati e, passando per il silenzio, approda ad una catarsi di sparizione ed evanescenza. Continua a leggere →

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FOTOGRAFIE

08 mercoledì Giu 2016

Posted by alefanti in Poesie

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Ho immagini chiare
di donne al fiume o al lavatoio:
sciacquano e strizzano lenzuola.
Non credo d’averle mai viste coi miei occhi
ma sento nelle braccia quella fatica del battere e torcere
come un piacere intenso di far nuove le cose.

È certo lo sguardo irreale di chi non l’ha mai fatto
– al massimo una volta nella vasca a casa
maledicendo la sorte omicida di lavatrici vecchie –
quello sforzo che si accaniva su membra e schiene
reso più tenue forse dal cantare o dallo stare insieme
ma duro e implacabile nell’essere destino senza via d’uscita.

Eppure nei volti s’intuisce una gioia d’esserci
– o forse io la sogno – che manca e impoverisce chi non l’ha
quella del corpo innegabile e sovrano
che al giorno non chiede che durare
quanto la forza di camparlo dura
e i panni sporca e lava e stende al sole
e poi riposa e dorme e sa il domani.

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Il tema del silenzio: Raffaella Terribile

08 mercoledì Giu 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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POESIA, Raffaella Terribile, silenzio

Per il tema del silenzio ho scelto come prima proposta poetica di Raffaella Terribile una sua breve poesia di appena cinque versi. Continua a leggere →

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LAVORI MANUALI

05 domenica Giu 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

≈ 1 Commento

Calce, intonaco, colore. Un lavoro ben fatto.

A rifare quell’involucro che troppe crepe mettevano a rischio.

E il decoro, poi? Che casa e che abitanti si aspetteranno

quelli che passano nella via o vengono in visita?

Così nascosti ci fingeremo sazi. E felici.

Ognuno nel suo chiuso, devastato,

dolore dell’esser soli e umani.

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Il tema del silenzio: Deborah Mega – Artur Politov

01 mercoledì Giu 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Il colore e le forme, Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

≈ 1 Commento

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Artur Politov, Deborah Mega, Fotografia, POESIA

Per il tema del silenzio oggi propongo una poesia di Deborah Mega. E’ un testo suggestivo e fiabesco,  induce a pensare per immagini, quasi a sognare. Il cuore verde della bimba rimanda al desiderio di natura, salvaguardia e godimento della natura stessa. 

13048256_1125852444139454_4174568459868549956_o Continua a leggere →

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MATERIALI

30 lunedì Mag 2016

Posted by alefanti in Poesie, SINE LIMINE

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La nuova fornitura di materiali
ha messo a soqquadro il magazzino
dandomi – lo concedo –
una ghiotta occasione per la doppia q.
Mattoni, calce, piastrelle e sanitari
sono ammucchiati qua e là
stringendo passaggi prima agevoli
bloccando vie di fuga prima comode.
L’acquisto andava fatto, non c’è da dubitarne.
Cominciavano a scarseggiare tutti i complementi
e le finiture rischiavano di perdere la qualità del lusso.
Allora di cosa ti lamenti? dirai tu.
Di nulla.
Sono persino orgogliosa che la mia liquidità
mi conceda ancora tali investimenti.
Solo mi accorgo che dentro e fuori dalle metafore
per continuare a scrivere poesia d’amore e vita
ci vuole oltre a forza e follia
il coraggio di sopportarne il disordine.

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Il tema del silenzio: Alessandra Fanti

25 mercoledì Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Alessandra Fanti, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Per il tema del silenzio è la volta di Alessandra Fanti e di un suo lungo silenzio.
Con questa composizione in versi, Alessandra rende evidente cos’è molte volte il silenzio quelle volte che finalmente si raggiunge. Non propriamente un momento d’inerzia o calma, non l’assenza pacificata di suoni, ma una sorta di palcoscenico intimo dove allestire un dialogare stringente con l’io profondo in un’alternanza d’interlocuzione con un tu confessionale. Un convergere su se stessi avvolgendo nel proprio silenzio di riflessione l’altro verso cui si dirigono i pensieri, l’altro ch’è oggetto d’attenzione, di confronto e di comunicazione. Continua a leggere →

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Il tema del silenzio: Francesco Tontoli

18 mercoledì Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Francesco Tontoli, Loredana Semantica, silenzio

Per il secondo appuntamento poetico del Tema del silenzio è la volta di Francesco Tontoli, anche lui autore  di questo blog e, tra le innumerevoli altre, di una poesia sul silenzio che mi accingo a presentare.

Questa sua è una poesia metapoetica,   compie cioè un riferimento circolare che torna a se stessa, cerca infatti di spiegare cos’è la poesia.  Tenta in verità la spiegazione dell’inspiegabile, ponendo l’accento dapprima sul senso della parola poetica, anche quello che non emerge immediato, poi sul suono ch’è, come la fisica ci insegna, un propagarsi d’onda. Continua a leggere →

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sono ganzo anche da cecato

11 mercoledì Mag 2016

Posted by frantoli in LETTERATURA, Poesie, SINE LIMINE

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Francesco Tontoli, POESIA

Fui ganzo e lo seppi

ma non abbastanza

mai si è ganzi abbastanza

per vedere il cieco in una stanza.

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INTERVISTA n°2

07 sabato Mag 2016

Posted by alefanti in Interviste, Poesie, Uomini eccellenti

≈ 1 Commento

Toccarne la carne, lasciarsene toccare
per conoscere meglio un grande poeta
è un modo certamente originale.
Quello che so – che non sta sui libri –
neppure però lo si può raccontare.
Forse lo leggerai sulla mia faccia
la prossima volta che mi incontri.

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Essere matita é segreta ambizione

06 venerdì Mag 2016

Posted by Deborah Mega in Appunti letterari, Consigli e percorsi di lettura, Ispirazioni e divagazioni, LETTERATURA, Poesie

≈ 2 commenti

Tag

Deborah Mega, Paulo Coelho, Valerio Magrelli

scena5

disegno di Maria Cristina Costa

 

Essere matita è segreta ambizione.
Bruciare sulla carta lentamente
e nella carta restare
in altra nuova forma suscitato.
Diventare così da carne segno,
da strumento ossatura
esile del pensiero.
Ma questa dolce
eclissi della materia
non sempre è concessa.
C’è chi tramonta solo col suo corpo:
allora più doloroso ne è il distacco.

[Valerio Magrelli, da Ora serrata retinae, 1980]

 

Sarebbe bello potersi trasformare in una forma desiderata, chi sceglierebbe però un oggetto inanimato, comune e di scarso valore come una matita? Per di più essa si consuma anche se non completamente. Di lei però resta il segno, ossatura del pensiero. Continua a leggere →

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“Sono momenti belli: c’è silenzio” ELIO PAGLIARANI

05 giovedì Mag 2016

Posted by maria allo in Appunti letterari, ARTI, Cinema, Consigli e percorsi di lettura, Poesie, Segnalazioni ed eventi, SPETTACOLO, Uomini eccellenti

≈ 1 Commento

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Cetta Petrollo Pagliarani, Dino Ignani, Elio Pagliarani, La ragazza Carla, Maria Allo

Elio Pagliarani ( photo di Dino Ignani)

elio_pagliarani2

La ragazza Carla è un poemetto narrativo di Elio Pagliarani che apparve per la prima volta sulla rivista “Il Menabò” nel 1960.
E’ diviso in tre parti, ulteriormente suddivise al loro interno in sottoparti. Definito dall’autore “racconto in versi”, il testo ripercorre in modi prosastici e narrativi la vicenda di Carla Dondi, giovane stenodattilografa che trova impiego in una ditta milanese. Continua a leggere →

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STUPIDA

02 lunedì Mag 2016

Posted by alefanti in Pensiero, Poesie, SINE LIMINE

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Sai, quando mi capita di fare qualcosa di stupido

non sono mai triste quanto forse dovrei.

Essere come tutti mi fa sentire meno sola.

Meno obbligata, meno limitata.

Per questo l’ossessione che mi cattura per te

cosa oggettivamente molto stupida

può essere anche un’occasione di pace.

Rilassati, amica mia, mi dico.

Non c’è nulla di cui preoccuparsi.

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Il blog LIMINA MUNDI è stato fondato da Loredana Semantica e Deborah Mega il 21 marzo 2016. Limina mundi svolge un’opera di promozione e diffusione culturale, letteraria e artistica con spirito di liberalità. Con spirito altrettanto liberale è possibile contribuire alle spese di gestione con donazioni:
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