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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi tag: Francesco Palmieri

Equinozio d’autunno

23 sabato Set 2023

Posted by Loredana Semantica in POESIA, Poesie

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Tag

Anna Maria Bonfiglio, Deborah Mega, Emilio Capaccio, Francesco Palmieri, Francesco Tontoli, Giorgia Vecchies, Loredana Semantica, Maria Allo, POESIA, Raffaella Rossi

“Paesaggio a Murnau”, Vassilij Kandinskij

Oggi è l’equinozio d’autunno, in cui il giorno e la notte sono di durata pressocchè uguale, ed è anche il giorno che segna la fine dell’estate. Per l’occasione richiamiamo il post “Saluto all’estate“, col quale avevamo avviato le attività del sito dopo le vacanze estive e invitato a inviare liberamente contributi poetici a tema: saluto all’estate, fine dell’estate, settembre, inizio d’autunno…

Abbiamo talmente gradito che qualcuno si sia proposto che riportiamo di seguito le poesie pervenute e offerte per un ultimo saluto all’estate e benvenuto all’autunno del 2023.

di Raffaella Rossi da Epidermide rara, Eretica Edizioni 2023

I tavoli si sono spenti
e con essi le sigarette di fine agosto.
Di questo quartiere solo alberi muti
e sedie cariche di pioggia.
Nessuno si risveglia
se non i morti del paese.
Non cantate ninne nanne
per addormentarmi
non fate rumore per svegliarmi.
Risate solo risate.

Adolescente estate di Giorgia Vecchies

Erba tagliata, quasi fieno. Secco
afrodisiaco ricordo di adolescenti
baci di campo che rotolavano
Impauriti sul grano.

L’estate ci era scoppiata addosso,
l’estate bruciava i minuti
tra i nostri baci, infiniti
slanci e paure e nuvole
sopra di noi tra cielo e grano.
Il verde si è perduto,
bruciato dai tuoi baci, ma
l’estate ancora divampa.

Settembre era da sempre di Loredana Semantica, inedito

Settembre era da sempre
il mese iniziatico nel quale giungeva
il richiamo profondo di appartenenza
a un ambito diverso dove
altra luce cadeva sulle cose
in riverberi giallo paglierino e ricordi
di un luogo indefinito
dove s’era vissuto o bisognava andare
un giorno forse necessariamente.

Settembre acuiva l’espansione
una memoria ancestrale di qualcosa
lontana più malinconica che gioiosa
simile al pensiero di non essere solo ora
nelle opere o parole nel tempo o materia
ma oltre in avanti o all’indietro in un altrove
in altra forma o uguale
non essendo adesso pienamente.

Intanto a settembre
altra aria fresca scende
in gocce di pioggia leggera
sulle strade impolverate dall’estate
rese saponose dall’acqua
dove pattinano pneumatici neri
mentre tutta la natura respira
ozono e sollievo.

Ma la morte incombe a settembre
non solo nei versi ma sui letti
ha un linguaggio pesante anzi muto
gli occhi sbarrati impauriti
chissà cosa pensava in quel momento
mentre le carezzavo il viso magro
i cari bianchi capelli
“sono qui” dicevo “tranquilla non c’e nulla
di cui aver paura” ma non ne ero sicura
e le chiudevo gli occhi con la mano
perché sparisse la visione
che l’atterriva.

Settembre è il mese di mezzo
della mia festa di compleanno
che traghetta l’estate all’ autunno
e già per questa pretesa di equinozio
a spartire equamente luce e lato oscuro
ha nel petto un cedimento
avulso dal consueto progredire
da rigettare come presuntuoso
perché certo è solo il nulla
rotondo come una vocale
nient’altro.

In questa fine estate di Maria Allo

C’è una tristezza antica nelle ossa
Attraversa i corpi e le giunture

gli intonaci delle case nei luoghi a noi noti
sfavilla in lievi cerchi tra le travi
in ogni androne nelle sale d’aspetto
sugli scaffali nei carteggi impolverati
Ci prende tutti nella luce e nell’ombra
Si libra nel cielo e cade con la pioggia
sulla terra bagnata senza rumore
ai bordi delle cose sulla radura tra i vicoli
dentro il presente che ci divora
C’è una tristezza antica in questa fine estate

Ecco vedi si cercano risposte oltre la pelle
fino al cielo a metà tra due roghi
mentre le sterpaglie balbettano e dal ventre
dell’Etna in rivolta un bagliore corale sale

È tempo ormai (maturità) di Francesco Palmieri

è tempo ormai
che io vesta il grigio,
che indossi la giacca antracite

camminando per la strada
guarderò solo avanti

(e più nulla
dei seni sudati
dei seni ricolmi
di lei che passa
velluto pesca
polpa e frutto
per le labbra e la sete)

lascerò alle canzoni
i miei amori perduti,
lascerò sulle spalle
le mie foglie cadute

è tempo ormai
che io vesta il grigio,
che sigilli nella plastica nera
la camicia a fiori
e i pantaloni leggeri

le scarpe in tela
dei lungomari d’agosto.

Storie sull’autunno di Emilio Capaccio da “Voce del paesaggio”, Kolibris edizioni (2016)

L’autunno è comparso a chiazze
come una malattia endemica
sulla cappa delle aiuole
Non si vede più un cane per strada
libero di rovistare nell’immondizia
Non esce la sera
resta impresso sul divano
a sentire quello che si svelenano
una madre e una figlia
Le farfalle morirono
durante l’ultima glaciazione
La luna non è più venuta
da quando precipitò
dietro casematte quinquagenarie
a ridosso dei parchetti degli spacciatori
La vede una donnola ogni tanto
a un centinaio di chilometri di distanza
in qualche rada boscaglia
Le foglie ancora incerte
non sanno se andare
a un cielo che non le chiama
o trattenersi nel braccio vegetale
Io mi sono sbagliato
Non dovevo dar retta
a quelle storie sull’autunno

La bambina dal cuore verde di Deborah Mega, inedito

La bambina dal cuore verde
percorreva il lungo tratto
che attraverso gli alberi
conduceva al mare
e si mise in silenzio ad ascoltare.
Vide allora un sentiero protetto
da giganti ombrosi e silenti.
Si chiese perché quella quiete solenne
e dove fosse l’orizzonte
nascosto dalle splendide chiome.
Gli alberi scrollarono le giovani fronde,
dai fusti si innalzò un coro di voci profonde.
La bambina dal cuore verde
si mise in ascolto, chiuse gli occhi
e in un momento non le sembrò più
che ci fosse poi tanto silenzio.
Udì il fruscìo di foglie vive sul terreno,
il tonfo delle pigne attutito dal tappeto di aghi
e più in alto un cigolio di rami che il vento piegava,
lo stormire delle foglie, il frinire di cicale,
il frullo d’ali degli uccelli.
Brulicava di vita misteriosa la fitta pineta.
La bambina dal cuore verde
inalò a pieni polmoni il profumo di resina
terriccio umido ed erbe selvatiche
e solo allora vide il mare.

Elegia d’autunno di Anna Maria Bonfiglio, indedito

Mite stagione –
compagna di cauti cammini –
porgi la guancia tiepida alla quiete
lontano dai tumulti.
Vivi del pallido rossore delle foglie
e aspetti che rintocchi
l’ultima verità, l’ultimo squillo.
Amica che ci racchiudi nel cerchio
compiuto dei distacchi –
là dove vizza giovinezza indossa
il velo della notte – a te consegno
il convulso disordine del cuore.

Equinozio di Francesco Tontoli, inedito

Fin quando regge il bene della vista
misuro con gli occhi
anche ciò che non appare.
e mi sforzo di ingoiare il sole in un boccone.

Un equinozio sul filo della spada
taglia il giorno in due e il sogno in quattro
parte di luce e parte di oscurità in molecole
che non oso destare nella loro densità.

È vasto l’universo, e attratti dalla sua brillanza
rifiutiamo la sostanza delle tenebre.
Dall’una o l’altra bocca saremo divorati
un giorno che non faremo in tempo a misurare.

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Poesia sabbatica: “Tempo metropolitano I”

16 sabato Set 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Poesie giovanili e sparse

 

Tempo metropolitano I

 

non c’è più infinito

in questa sera

già tutta morta,

in questa stanza

dove non importa

se sei solo

o c’è una moltitudine

 

e l’eternità, lo sai,

è il braccio breve

di questo giorno

che mai è certo

che avrà anche un domani

 

e non c’è più dio

e nemmeno un’altra vita

da che ci hanno convinto

che è tutto qui il paradiso

solo a poterlo comprare

 

arriverà anche la notte

e una sirena griderà alle stelle

parole di nulla

 

e sarà quella la tua voce.

 

(1987)

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta inedita “Poesie giovanili e sparse”)

 

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Poesia sabbatica: “Risvegli” di Francesco Palmieri

09 sabato Set 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Passaggi rabbie e altro

Risvegli

 

il passo falso è stato

pensare permanenza

ciò che invece era

un’inquadratura appena

 

(il sole alla parete

e l’ombra di un balcone,

gerani rossi appesi

e in aria menta e voli)

 

nessuno a dirti in tempo

la fuga di stagioni,

che esistere è un ritroso,

un passettio all’indietro,

un treno che ritorna

finita la vacanza

 

è stato naturale l’essere felici,

sciogliere piedi e gambe

al fischio di partenza

e non scorgere le rughe

sul liscio della faccia

(era mia madre, era mio padre,

e i vecchi erano gli altri)

 

è stato naturale l’essere felici

 

poi qualcosa è stato

come schioccare dita.

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta “Passaggi, rabbie e altro” – pubblicata da Terra d’ulivi edizioni, maggio 2023)

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Poesia sabbatica: Non mi piace vivere

02 sabato Set 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Passaggi rabbie e altro

 

Non mi piace vivere

 

 

non mi piace vivere

 

ma vivo,

 

vivo per la bugia

di qualche parola appena

 

(che sia amore non ti lascio più

e poi ti lascia,

che sia l’allungo

di un infinito che certo è stato vero

negli occhi di un bambino

ed era tutto il fuori

a qualche metro dalla porta,

che sia la predica di un eterno

che è solo questione di mattine

e poi ti guardi nello specchio

e sei diventato vecchio)

 

vivo perché lo vuole il corpo

e non so dire no alla fame,

non so dire no alla sete,

non so fermare la mano

quando la tua pelle è pesca

e il tuo ventre è casa

dove riposo e danzo

(e resta qualche attesa,

un dire che mi salvi

nel cammino d’ombra

che appare e poi scompare

nel giallo e l’arancione

dei filari di lampioni)

 

intanto io mi presto

ad apparire vivo,

lo scrivo senza pena,

senza aspettare in cambio

un lieve di carezza,

parole di saggezza

(un dire che comunque

abbiamo visto il mare

un colmo di stagioni

sdraiate sopra ai seni

e che rimane dio

per l’ultima scommessa)

 

ho imparato quanto vale

di questo stare a terra

 

(e il tempo che non basta

per te che eri pronto

a darti un altro inizio)

 

e non mi piace vivere

 

ma vivo.

 

 

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta “Passaggi, rabbie e altro” – Terra d’ulivi edizioni, maggio 2023)

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Poesia sabbatica: 2

24 sabato Giu 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Passaggi rabbie e altro

 

2

 

culliamo pure

un’invenzione di piume

in veleggio su correnti di vento,

annusiamo pure

il profumo di parole leggere

che fanno il mare vicino

e il cosmo senza confini,

illudiamoci pure

di avere l’eterno

a portata di mano,

la frase variante di una preghiera

perché giunga prima all’udito di dio,

 

ma non si cambia segno alla terra,

non si fa razzo la testa col suo cranio pesante,

e non c’è volo, ascensione,

né un altrove presente,

 

solo pioggia a cadere

e tu che galleggi

sopra un’acqua che sporca.

 

FRANCESCO PALMIERI

 

(dalla raccolta “Passaggi, rabbie e altro” – pubblicata qualche giorno fa da Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: 29

17 sabato Giu 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri

 

29

 

 

dobbiamo dircelo, mia poesia,

che ancora non c’è orecchio per noi due,

che siamo ancora soli tu ed io,

tu, bolla di mare che si disperde in aria,

collana trasparente di parole in niente

ed io a tessere ricami che il silenzio disfa

 

(e si sta a scavare tracce in galleria,

a raccontare a un muro il vento in prigionia,

a ripiegare carta sperando venga un fiore

o forse un paio d’ali per l’uscita)

 

saremo gesso che si sfalda per usura,

una lettera caduta fra scrivania e muro

e intanto viviamoli i momenti

di quando in una piazza

 

un volo di piccioni

all’improvviso.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta di pubblicazione prossima “Passaggi, rabbie e altro” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: La poesia

10 sabato Giu 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

La poesia

 

 

la poesia è una voce interferente,

un bla bla della lingua

che si sperde nel niente,

un pensiero vestito di rose

o una lacrima nel fazzoletto,

la poesia è un frullo di petto,

il calcio ad un sasso

fra cielo e campagna,

il vento di tende

quando viene l’estate,

una sonda alle stelle

per l’ascolto di passi,

 

la poesia è una bottiglia di mare,

la tua voce nel vetro

un sussurro nell’acqua

 

(venitemi a prendere,

hai detto tu a stento,

voi che pescate

dentro onde felici,

qui io non vivo,

trascorro straniero)

 

la poesia,

un pugno nel vento,

un nome un cognome

gridati un momento,                                   

un assalto al silenzio

vendicarsi del niente.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

 

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Poesia sabbatica: batto e ribatto il pugno

03 sabato Giu 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Frammenti, Francesco Palmieri

 

batto e ribatto il pugno

su una porta con al di là l’eterno

 

ma non quello probabile

dopo l’essere mortiammazzati

dopo il tempo breve

e si è già smemorati e vecchi

 

piuttosto il salto

dove per sempre salvi

carne immortale vestita di divino

 

(ed io davvero l’ho sperato)

 

per questo ti odio ora

vita sospesa

altrove sovrapposto

a questo cielo basso

che mi costringe qui

in questa vita a pezzi

dove si nasce e muore

si ride più a fatica

si scivola allo zero

 

e poi si ritorna al niente

da dove siamo venuti.

 

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta inedita “Frammenti”)

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Poesia sabbatica: -12-

27 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Passaggi, rabbie e altro

12

 

venire al mondo per la posta intera

e non per il raccatto di qualche rata buona,

 

questo il dolore di rovinare a terra,

il dire parole estreme appese ad una forca,

il canto di una sirena reclusa in fondo a un pozzo

 

avere sulle spalle un altro cosmo

occhi preparati ad orbite stellari

e ritrovarsi soli a reggere un atlante

che è appena un’uccelliera

per qualche volo breve

 

( e noi che abbiamo ancora fuochi accesi

il fulmine ed il tuono in un taschino,

noi disposti al tutto e neanche un patto al niente,

 

scriviamo parole tristi, lettere dal fronte,

viviamo vite in guerra e piangiamo chi è caduto,

 

noi

 

che siamo nati

sopra una riva e il mare).

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta in via di pubblicazione “Passaggi, rabbie e altro” – edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: -6-

20 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Biografie, Francesco Palmieri

 

-6-

 

me ne sto nella sera

ed è solo un dettaglio

che sia sera di brume

di viali ingialliti

in una foto d’ottobre

 

(e mi chiedo

quand’è scesa la nebbia

quando è stato il momento

che si è fatto tramonto,

come accade che a un tratto

si comincia a morire)

 

potrei ora chiamare

angeli e mare

la lingua aliena di veggenti e sciamani,

potrei dire d’impennate di vento

di un’aria che sale

a suonare le stelle

(e quanta musica eterna

nell’oltre d’ogni confine)

 

ma me ne sto nella sera

a parlare a qualcosa

che non so se sia dio

o quel nero d’abisso

dove ognuno è nessuno.

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta  “Biografie” – Edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: Passaggio di consegne

13 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Passaggio di consegne

 

 

conserva queste mie parole

per quando verrà il tuo inverno

(lo vedrai sui rami

degli alberi a fine autunno,

su un’altalena ferma

nei parchi di novembre,

nel freddo sulle mani

e i passeri sul filo

a prendere la neve,

lo sentirai nel ghiaccio

che incrosta a fior di pelle

e non ci sarà più scialle

a trattenere stelle,

non ci sarà più tempo

per altro giro e danza

e lo saprai per certo

che è solo andata il viaggio

e non c’è freno ai giorni,

non uno che ritorni,

che l’essere felici è stato breve

per noi che siamo ore

ma abbiamo sottopelle

l’impronta dell’eterno)

 

conserva queste mie parole

per quando verrà il tuo inverno

e un passo dietro l’altro

tu ti farai da parte

a chi chiederà la strada                                

per le sue gambe forti

il vento sulle spalle

l’avanzo dei domani

la creta nelle mani

(e non avrà sospetto

che tu hai ancora fame

che spasimo è il suo seno

che aspetti un altro treno

ed è un obbligo di carne

il decreto che tradisce,                                                            

un computo di giorni

a fare il vuoto intorno)

 

non un respiro in più

da questo inverno mio

e neanche una parola

per la consolazione,

sarà solo sapere

che tutto quanto è stato,

 

che sono andato avanti

nel solco di discesa

che fa più estranei i vivi

e meno lontani i morti.

 

FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: Il vizio di vivere

06 sabato Mag 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Il vizio di vivere

 

 

certo,

si fosse fermato

al tempo posteriore della gemma

ai giorni delle fanciulle con le gonne a fiori

e la lussuria accesa in un rossore,

 

e se anima, pensiero,

potessero la spinta

e si abitasse il volo

delle correnti in alto,

 

si fosse limitato il vivere

a due o tre decenni e poi il fermo,

a quando era immortale

l’incedere del piede,

 

sarebbe stata già bestemmia

una sola protesta al cielo

 

ma siamo scivolo di sere,

siamo carne che intristisce,

epilogo in crescendo

col no contro la morte                                       

 

(per vizio che ritorna

quando finisce il giorno,

per l’altro appuntamento

fissato per domani,

per noi che siamo i vivi

e morire non sappiamo).

 

 FRANCESCO PALMIERI 

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – edizioni Terra d’ulivi)

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Poesia sabbatica: “14”

29 sabato Apr 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Hai spezzato il ramo

 

14

(Quotidiana)

 

ho imparato

a prepararmi pranzo e cena

a mangiare da solo

ho imparato persino

ad usare la lavatrice:

cotone con cotone, lana con lana,

sintetici a parte e sto attento ai colori,

 

con un po’ di pazienza

ho imparato a piegare le lenzuola (da solo)

persino quello con gli angoli

che non combaciano mai

e sono bravo ad appaiare i calzini

a sistemare nei cassetti la biancheria

 

non trascuro la casa

passo lo straccio della polvere

lavo i pavimenti e li risciacquo

cambio le lampadine fulminate

faccio prendere aria ai tappeti

 

ma quello che ancora mi spaventa

è l’eco dei miei passi sul pavimento

il vuoto nelle stanze

e nessuno da voler chiamare col suo nome.

 

 

marzo 2023

FRANCESCO PALMIERI

(inedito dalla raccolta in corso di scrittura “Hai spezzato il ramo”)

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Poesia sabbatica: “Cambi di stagione”

22 sabato Apr 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Cambi di stagione

 

 

si è aspettato a giorni il mondo che verrà

(era in attesa sul finire di una buonanotte,

oltre la storia e i baci prima di dormire,

era inciso su cupole fra firmamento e cielo

che bastava una preghiera perché dio

vi si affacciasse in volo,

e poi sospeso sopra labbra rosse

quando l’amore non era un dopo

di lenzuola sudate da lavare)

 

si è aspettato, noi,

come bambini seduti sopra a un molo

coi piedi in pesca dentro acquario e mare

e gli occhi di vedetta in cima a caravelle

(perché i bambini hanno angeli per ciglia

e coperte con le stelle sulle spalle,

perché i bambini sono senza confini

ed hanno passi alti dalle montagne al cielo)

 

poi vennero gli anni scivolati in acqua:

un tempo per il tuono delle cannoniere,

un tempo per il fumo delle petroliere,

un tempo per l’utopia caricata dalla polizia,

un tempo per un muro al fondo d’ogni via,

 

e adesso è solo vivere al presente,

lo spazio di giornata o qualche minuto appena,

e se mi affaccio un tanto sulla riva                 

lo so tutto il silenzio a perdita di vista,

il nientenulla oltre la superficie

ed un bisbiglio di cordoglio dentro cattedrali,

così, come viene naturale dopo la strage,

ad ogni genocidio di generazione

quando infine si capisce

che si nasce per le stelle

e si muore in una cella.

 

 

FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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Poesia sabbatica: -55-

15 sabato Apr 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

≈ 1 Commento

Tag

-55-, Francesco Palmieri

 

-55-

 

ti ho cercata

 

ad ogni inizio del giorno

in un ultimo sogno

nel respiro affannato

di un passo da corsa

nelle strade affollate

nelle strade deserte

nella neve d’inverno

nel fiore in germoglio

 

ti ho cercata

 

a levante a ponente

alla fine del mondo

sulle cime dei monti

in un pozzo profondo

a due passi da casa

in città inesistenti

 

ho chiesto di te

 

a un passante

a un bambino

a un uomo in divisa

a una donna coi fiori

ai veggenti

ai profeti

a una notte di stelle

alla luna sorella

alla pioggia che cade

nelle strade di sera

 

poi mi sono fermato

poi mi sono seduto

poi ho chiuso la porta.

 

 

Francesco Palmieri

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Poesia sabbatica: Il gioco della verità

01 sabato Apr 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, Poesia sabbatica

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Tag

Francesco Palmieri, Il gioco della verità

 

Il gioco della verità

 

bruciare fino all’ultima scintilla,

questo tocca,

strappare con i denti dalla pelle

la residua piuma che ti resta

 

recidere lo spago ai palloni nella testa,

pungere le bolle per lo scoppio

e sia l’aria e il nulla

l’inconsistente che li tiene

 

domani

al cenno lieve della luce,

riporrò i vestiti sulla porta

e uscirò nudo

al ghiaccio che c’è fuori

 

in cielo

in terra

e dappertutto.

 

Francesco Palmieri

(dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa” – Terra d’ulivi edizioni)

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~A viva voce: Presentendo la sera~

04 sabato Mar 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Francesco Palmieri, il male nascosto

 

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2023/03/presentendo-la-sera.m4a

 

PRESENTENDO LA SERA 

 

me ne sto andando

in uno scadere d’anni

(ma quando si comincia a morire,

a cinquanta, sessanta,

a settant’anni,

o quando a un compleanno

lo sai che non c’è tempo

per passi troppo lunghi

la vista più lontano)

 

che importa

se ancora avrò stagioni,

se soffierò candele

sui troppi giorni spesi

per qualche storia in fronte

e troppi vuoti di memoria

 

(ma c’ è ancora nella carne

un guizzo d’ascensione,

la voglia all’improvviso

di stare nel tuo odore,

a te donna che passi

vestendo il sole addosso,

a te che sei polpa e pelle

più vera di ogni stella)

 

me ne sto andando

come lo stormo a ottobre

come i giorni più corti

e la foglia che trema

la luce che sviene

oltre i tetti e le cime

 

(ma il passero in volo

sa già d’altro sole,

ha linee di cielo

ricamate negli occhi,

non io che qui a terra

mi arrendo alla sera,

che ho i passi contati

di un tempo a scadere

e la fine verrà, sarà fine,

sarà il sonno e l’inverno,

parlerò coi miei morti

nell’insonnia e la notte

e un mattino qualunque

non aprirò più la porta)

 

 

intanto io aspetto

che un dio mi sorprenda,

che faccia cadere

sul mio letto le rose.

 

FRANCESCO PALMIERI

dalla raccolta “Il male nascosto” Edizioni Terra d’ulivi

 

http://www.edizioniterradulivi.it/il-male-nascosto/121

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~A viva voce: Non avresti dovuto dire~

25 sabato Feb 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Francesco Palmieri, Solo parole d'amore

 

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2023/02/non-avresti-dovuto-dire.m4a

 

non avresti dovuto dire

devi andartene via,

non avresti dovuto dirlo.

 

ho aspettato che mi chiamassi indietro,

ho aspettato giù nel portone

fuori dal cancello

sul marciapiede

sotto a un lampione,

ho camminato quasi stando fermo

e mi sono voltato e ancora rivoltato

ho contato passi a uno, a due, a tre,

poi, non ho contato più.

 

non avresti dovuto dirlo

devi andartene via,

perché l’amore non dice vai

l’amore dice resta

 

l’amore non dice vai

l’amore dice resta.

 

FRANCESCO PALMIERI
(dalla raccolta “Solo parole d’amore”)

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~A viva voce: 22 – Canzonetta~

18 sabato Feb 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Francesco Palmieri, il male nascosto

 

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2023/02/22-canzonetta.m4a

 

22 – Canzonetta

 

è un dolore troppo dolore

quello chiuso in una stanza

e la chiave,

la chiave l’ho cucita dentro a un polso,

per non lasciarla in giro

sul tavolo in cucina quando ho fretta

o sopra al comodino con la luce dimenticata accesa,

 

è un dolore nascosto,

un buco alla parete che sopra ci metti un quadro

magari con il mare che fa azzurre anche le fosse

o anche un crocifisso ma senza Cristo

perché lui è risorto e poi non s’è più visto,

 

è un dolore fragile,

che se lo guardi in faccia lui si fa bambino

ma senza madre e padre a tacere la paura,

neanche un angelo custode

a spegnere la luce, chiudere la porta,

lui fa le smorfie dure, poi dice sono un uomo

ma sente in qualche posto un piangere di stelle,

 

è un dolore che non ha nulla di speciale,

il dolore è dolore e non è a chili e neanche a metri,

il dolore è dolore

e comunque

fa male.

FRANCESCO PALMIERI

(dalla raccolta “Il male nascosto”  Edizioni Terra d’ulivi)
http://www.edizioniterradulivi.it/il-male-nascosto/121

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~A viva voce: Non è cosa di quaggiù, il niente~

11 sabato Feb 2023

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Fra improbabile cielo e terra certa, Francesco Palmieri

 

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

 

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2023/02/non-e-cosa-di-quaggiu-il-niente.m4a

 

Non è cosa di quaggiù, il niente

  

non è poi del tutto vero che qui ogni cosa è niente,

che inutile comparsa sia la nostra sosta breve,

un attimo di sole e poi lo scuro,

un verde di stagione e poi l’inverno

 

non bisogna esagerare con il nulla che si spande,

con la gomma che cancella i pastelli di settembre,

i viali colorati dell’ottobre sulle foglie,

l’oro illuminato quando a luglio c’è l’estate

e smeraldo su in collina, tra gli scogli acquamarine

(e poi la gloria del tuo seno,

gli occhi stretti abbandonati sopra al fresco del cotone)

 

non è cosa di quaggiù, il niente,

è piuttosto non sapere l’indomani che è concesso

qui, dove ci aspetta una stazione,

un vagone e il nostro nome

e noi soli ce ne andremo,

forse una mattina o forse a tarda sera,

magari un pomeriggio, nel chiasso dei bambini

ignari giù in cortile a rincorrere un pallone.

 

 

FRANCESCO PALMIERI

dalla raccolta “Fra improbabile cielo e terra certa”  edizioni Terra d’ulivi
http://www.edizioniterradulivi.it/fra-improbabile-cielo-e-terra-certa/86

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