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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

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Il cerchio e la botte: STEFANO GUGLIELMIN

24 lunedì Ott 2016

Posted by Loredana Semantica in Interviste, LETTERATURA

≈ 2 commenti

Tag

intevista, Loredana Semantica, POESIA, Stefano Guglielmin

Proseguiamo con le interviste di autori, poeti e scrittori potenzialmente noti, modestamente noti, mediamente noti, molto noti; le interviste saranno pubblicate qui su LIMINA MUNDI in linea di massima il lunedì (non è un’indicazione rigida, ma orientativa). Il titolo dell’intervista che proponiamo oggi indica che lo scambio di domande e risposte è rapido e conciso. Nelle risposte non è permesso dilungarsi oltre tre righe. Colpo su colpo, come i bottai che ne assestavano ai fasci di legna della botte e ai cerchi che li stringevano. Attività dalla quale deriva il noto detto: “Un colpo al cerchio e uno alla botte”. Qui da intendersi non tanto nel senso di mantenere l’equilibrio in una situazione scomoda, ma, piuttosto in quello del convergere, tra botta e risposta, al risultato comune di raccontare con le parole dei poeti il mondo della poesia.  Questa è un’intervista “tipo” che sarà sottoposta anche ad altri autori oltre a quello intervistato oggi che è STEFANO GUGLIELMIN.

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  1. Che cos’è per te la poesia e che cosa é in grado di esprimere?

È un certo modo di scegliere le parole, un metodo per renderle necessarie. Ma può anche essere votata al superfluo, ossia l’esatto contrario di quanto affermato sopra. In ogni caso è un metodo che usa materiale comune per fini non strettamente comunicativi. Esprime sostanzialmente se stessa ossia qualcosa di inconciliabile con altro.

  1. Quando e in che modo ti sei avvicinato alla poesia?

Da adolescente, quando il mondo vissuto non coincise più con quello immaginato.

  1. Chi sono stati i tuoi maestri o meglio i tuoi punti di riferimento?

Alfredo Giuliani, Milo De Angelis, Edoardo Sanguineti, Mariangela Gualtieri. Poi, a un certo punto, si diventa orfani, si comincia a scrivere.

  1. Ricordi il tuo primo verso?

No, ma di sicuro non valeva niente. Poesia chiede esperienza e rottura, un prendere la parola che chiede conoscenza di sé e continua messa in questione dei risultati raggiunti. L’ingenuità non basta.

  1. A chi si rivolge la tua poesia?

Il mio è un dialogo con la tradizione, italiana soprattutto, e un ponte con i viventi non ingenui.

  1. È stata dichiarata la morte della poesia  e la sua marginalità nell’età della tecnica. In libreria i libri dei poeti contemporanei sono poco presenti e spesso relegati in un angolo, solo i classici godono ancora di un certo prestigio. Di contro c’è un fiorire di readings, di concorsi letterari e di premi. Tu cosa pensi di tutto questo?

Penso che ci siano troppi premi e perciò che questi siano incapaci di definire il valore di un poeta. La tecnica è una parte importante della poesia (vedi la sua radice etimologica), ma ad essa compete anche il pensiero emotivo, per cui è naturale che non abbia tanti lettori. Sui readings penso che siano utili a tessere relazioni. Inoltre, leggere poesie in pubblico è importante perché la voce è inscritta nel testo. Questo non significa che ami la poesia performativa, che ha spesso una vocazione integralista. Intendo semplicemente che l’impasto sonoro scelto dal poeta è imprescindibile. Si tratta di vedere poi se il poeta la sa riprodurre.

  1. C’è chi tenta un coinvolgimento nei fatti sociali del suo tempo, chi invece ritrova la verità della poesia e della vita nella sua Arcadia più o meno felice. Tu dove trovi   ispirazione? E come nascono le tue poesie?

Io trovo ispirazione nella vita che faccio e in quella degli altri. Il problema tuttavia è trovare una lingua capace di mettere in forma queste energie (lo diceva anche Rimbaud). Le mie poesie nascono la computer e impiegano parecchi mesi per trovare la forma definitiva.

  1. Secondo te i giovani di oggi amano ancora la poesia?

Pochi amano la poesia. Quasi tutti, anche i meno giovani, la scrivono per diventare famosi. Infatti pochi la leggono. A volte la amano perché è snob farlo, li distingue dalla massa. E poi: perché amare qualcosa di irriducibile, segnato costantemente dall’alterità? Direi piuttosto che la poesia ci spinge a confrontarci con i nostri limiti, è l’insopportabile che ci chiede udienza per umiliarci. Un rapporto più simile al sado-masochismo, che all’agape o all’eros gioioso.

  1. Che   importanza è attribuita oggi alla poesia dal nostro sistema d’istruzione?

La poesia nelle scuole dell’obbligo (prima elementare – primo biennio superiore) ha una funzione prevalentemente pedagogica e mira, da parte del sistema politico-morale, a ottenere il consenso. Nel triennio finale è un genere letterario, che si studia a fianco degli altri. Sarebbe sbagliato pretendere di più. L’importante è che i ragazzi facciamo esperienza del linguaggio in tutte le sue forme, con docenti competenti in tal senso (pratici nell’uso dei differenti registri, intendo; e qui c’è un sacco da migliorare).

  1. Ci sono degli orientamenti prevalenti nella poesia italiana ed europea?

Parlando in generale: domina la lirica fino agli anni sessanta, poi il verso-prosa tende a prevalere. Ciò dipende dalla crisi della soggettività, dall’impossibilità di proporla integra, autentica. Il canto sporco è ciò che serve per restituire il linguaggio all’io franto e viceversa. Naturalmente, ci sono diversi modi per sporcarla.

  1. La poesia è in grado di influenzare il linguaggio?

Il linguaggio pubblicitario, a volte giornalistico, e la canzone leggera, di sicuro. Altro non saprei.

  1. Può avere un ruolo politico?

Ce l’ha in certe parti ingenue del mondo (vedi l’importanza popolare della poesia nel Sud America). In Europa il popolo della polis non c’è; esiste il consumatore e l’opinionista. La poesia, in questo contesto, dovrebbe essere la coscienza critica, il perturbante che non concilia i sogni degli individui, che mette in crisi i facili ottimismi.

  1. é cambiato il “mestiere” del poeta nel tempo?

Nel moderno, il poeta sopravvive negli interstizi del potere. È un borghese in conflitto con la cultura di appartenenza. La sua preoccupazione è trovare il metodo per sabotare il consenso e l’omologazione che gli vengono anzitutto da dentro di sé. In questa prospettiva, poesia è un dialogo interiore con il nemico  che ci abita. Nessun mestiere, dunque.

  1. Alfonso Berardinelli ha sostenuto che oggi chi scrive versi non dovrebbe considerare valido nessun testo se non regge il confronto con un articolo di giornale o con una canzone. Intendeva probabilmente dire che i poeti contemporanei non sono capaci di comunicare con il lettore. Tu cosa ne pensi?

Berardinelli ha una idea precisa sulla valenza comunicativa della poesia contemporanea, che non significa semplificazione, bensì, conoscenza degli strumenti retorici in atto nella funzione poetica e loro attrito con la moltitudine identitaria che ci costituisce e che lui traduce, sabianamente, con la parola d’ordine “fare poesia onesta”.

  1. Attualmente in che stato di salute versa la cultura italiana ed in particolare la poesia?

Trovo che ci siano ottimi filosofi e ottimi poeti. Il problema semmai  sarebbe di coniugare meglio la cultura umanistica con quella scientifica ed economica. Molti poeti sono invece soffocati dall’umanesimo, dall’idea che esista un soggetto al centro della scena con la pretesa di visibilità assoluta. Dimenticando che il diritto di parola è un privilegio di un’élite, conquistato riducendo al silenzio gli altri.

  1. Il nome di un autore poco noto che meriterebbe di essere rivalutato.

Lasciamo all’epoca il compito di scegliersi gli autori. Non mi piace il gioco del ripescaggio: dietro c’è sempre un interesse di parte e una strumentalizzazione.

  1. C’è ancora bisogno della poesia oggi e perché?

La poesia c’è. Il bisogno lo creano altre agenzie. C’è bisogno di cultura contemporanea, questo sì, legata alla complessità. Spesso invece le poesie che leggo riducono il mondo alle tre dimensioni ordinarie, si limitano a tradurlo in metro. E il metro è quello dell’élite bianca occidentale (vedi risposta n.15)

 NOTE BIOGRAFICHE

Stefano Guglielmin è nato nel 1961 a Schio (VI). Laureato in filosofia, insegna lettere presso il locale liceo artistico. È membro della Società filosofica Italiana.

 Ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del gruppo “Fara”, 1985), Logoshima (Firenze Libri, 1988), come a beato confine (Book editore, 2003), La distanza immedicata / the immedicate rift (Le Voci della Luna, 2006), C’è bufera dentro la madre (L’arcolaio, 2010), Le volpi gridano in giardino (CFR Edizioni, 2013), Maybe it’s raining. Poems 1985-2014 (Chelsea Editions, 2014), Ciao cari (La Vita Felice, 2016) e i saggi Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, 2001), Senza riparo. Poesia e finitezza (La Vita Felice, 2009), Blanc de ta nuque. Uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea. Vol.1 (Le Voci della Luna, 2011) e Le vie del ritorno. Letteratura, pensiero, caducità (Moretti&Vitali, 2014) Blanc de ta nuque. Uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea. Vol.2 (Dot. com Press, 2016). È presente in alcune antologie, fra le quali Il presente della poesia italiana, curata da C. Dentali e S. Salvi (LietoColle, 2006), Dall’Adige all’Isonzo. Poeti a Nord-Est (Fara, 2008), e Caminos del agua. Antologia de poetas italianos del segundo Novecientos, a cura di E. Reginato (Monte Avila, 2008). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. Ha pubblicato anche racconti; l’ultimo in L. Liberale (a cura di), Père-Lachiase. Racconti dalle tombe di Parigi, Ratio et Rivelatio, Oradea (Romania), 2014. Dirige le collane di poesia “Laboratorio” per le edizioni “L’Arcolaio”, “Segni” per conto di “Dot. com Press” e, assieme a M. Ferrari e M. Morasso, “Format” della “Puntoacapo Editrice”. Gestisce il Blog Blanc de ta nuque.

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Editori si nasce o si diventa: intervista a GILBERTO GAVIOLI

17 lunedì Ott 2016

Posted by Loredana Semantica in Interviste, LETTERATURA

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editoria, Edizioni del foglio clandestino, Gilberto Gavioli, intervista, Loredana Semantica

In quest’era digitale e di connessione globale, caratterizzata da ipercomunicazione ed esplosione delle scritture di massa, la produzione propriamente letteraria ha subìto una crescita tanto vertiginosa da creare una situazione di saturazione permanente e di sovrapproduzione continua e percussiva del mercato in termini di offerta, più che di domanda.

Ci siamo chiesti allora se esistono dei criteri selettivi per distinguere la scrittura di qualità da sfoghi diaristico-confessionali o dalle velleità scrittorie di principianti ed ego ipertrofici. Certo non è facile individuare criteri oggettivi e indiscutibili perché gusto, soggettività e mercato sono elementi condizionanti.

Sul palcoscenico del mondo letterario tuttavia non operano solo gli scrittori, che con fantasioso parallelismo potremmo definire gli attori, ma anche gli editori che, insistendo nel paragone, ne sono i registi. Entrambi sono artefici della qualità della produzione letteraria corrente, i primi perché la creano, i secondi perché la selezionano e la diffondono.

Ecco perché, dopo gli scrittori, abbiamo pensato di rivolgere una serie di domande a coloro che, nel concreto determinano la “produzione” attuale del mercato, nella speranza che possano dare un contributo chiarificatore in termini di orientamento nella giungla iperscrittoria presente, per cercare di capire come viene gestita una casa editrice, conoscere le politiche editoriali e culturali correnti e i metodi di selezione del prodotto da pubblicare.

Oggi intervistiamo: Gilberto Gavioli (editore delle Edizioni del Foglio Clandestino)

10532827_10204252819471619_7476344493488433219_o Continua a leggere →

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Il tema del silenzio: Deborah Mega 3 – fotografie di Carlo Piscopo

14 mercoledì Set 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Fotografia, Il colore e le forme, Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Tag

Carlo Piscopo, Deborah Mega, Fotografia, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Il silenzio è il tempio d’oro
l’occhio che osserva
l’orecchio che ascolta
le parole muri di pietra
trafori di significati
trasmessi dalla quiete del tempo.
Sono scrigni le parole
rotolano saltellando
prive di confini
aprono infinità di sensi
al silenzio che le crea.

Deborah Mega

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Il tema del silenzio: Maria Allo 2 – fotografie di Massimo Grassi

07 mercoledì Set 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Loredana Semantica, Maria Allo, POESIA, silenzio

Lontananze senza occhi ti chiudono i sensi
Lasciano orme e odori di more striate di mare
Annebbiano realtà di quel vento pari alle radici
Di un’infanzia scavata dentro il fragore privo di colori
Fa trasalire ancora quel ricordo vago
Che graffia le vene sui polsi
Tutta una vita a chiedersi in silenzio
Le ragioni d’imbarazzo [vanno e vengono ]
A piovermi addosso quando un dettaglio
Si flette e contorce con violenza
Il fondale disumano nelle arterie dove si annidano
Schegge quando non tutto sparisce

Maria Allo Continua a leggere →

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Il tema del silenzio: Francesco Palmieri 2 – fotografie di Alessandro Tocco

27 mercoledì Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Fotografia, Il colore e le forme, Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Alessandro Tocco, Fotografia, Francesco Palmieri, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

-17-

ho perso le parole

ma più che le parole
il trillo
il sibilo
la scossa di cristalli appesi
e il canto, quando passava il vento

si è fatto un silenzio lungo
(la voce eco di stanze
come in una casa
alla fine del trasloco)

resta l’acqua a scorrere sui vetri
il rumorio del cielo
le ruote nelle pozze
il tonfo di metallo sul bordo di ringhiera

e neanche una parola
una
che sappia raccontare
le nuvole e la pioggia
la nostalgia dell’aria
lo strappo e la caduta
di chi viene a morire a terra.
Francesco Palmieri

tocco

foto di Alessandro Tocco

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Il tema del silenzio: Deborah Mega 2 – fotografie di Daniele Gozzi

20 mercoledì Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Fotografia, Il colore e le forme, Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Daniele Gozzi, Deborah Mega, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Ombre

Cambia la sostanza
conserva la forma
non resta forse uguale
la sua ombra?
 
Benedetta l’ombra
fiorita di presenze
ora madre che mi supera nei passi
ora figlia giunta in dote dal silenzio.
 
Ci spiano guardinghe
sorridono delle nostre espressioni dormienti
innocenti si tirano indietro
e perdono spessore pronte a contornar le cose.
 
E noi che siamo ombre colpevoli di istinti
il doppio dei filosofi per interposizione
non amiamo forse ombre schermate dalla luce
staccate dagli oggetti ma pronte a consolarli?
 
Deborah Mega
 

SILENZIO

foto di Daniele Gozzi

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Ludi Florales: intervista ad Alessandro Bavari

15 venerdì Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Il colore e le forme, Interviste, SPETTACOLO, Video

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Alessandro Bavari, Deborah Mega, Fotografia, intervista, Loredana Semantica, Video

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Venerdì scorso abbiamo proposto il video LUDI FLORALES di Alessandro Bavari con un nostro commento. Nel prendere contatti con l’autore per il consenso alla pubblicazione gli abbiamo proposto di rispondere ad alcune domande per capire come nasce l’idea, come si realizza un video di questo tipo, l’impulso che lo spinge al suo lavoro, per conoscerlo meglio e magari per tentare inutilmente di carpire i segreti del suo talento. Qui di seguito l’intervista ad Alessandro Bavari al quale con l’occasione esprimiamo i complimenti per la recente selezione del suo video LUDI FLORALES all’Odense international film festival.

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Alessandro Bavari

Come è nata l’idea di realizzare questo video? E perché questo titolo omaggio alla cultura latina? Continua a leggere →

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Il tema del silenzio: Raffaella Terribile 2 – foto di Emanuele Dello Strologo

13 mercoledì Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Fotografia, Il colore e le forme, Il tema del silenzio, LETTERATURA

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Emanuele Dello Strologo, Fotografia, Loredana Semantica, POESIA, Raffaella Terribile, silenzio

La poesia che propongo oggi per il tema del silenzio è di Raffaella Terribile. Ho chiesto ad Emanuele Dello Strologo di poterla accompagnare con tre sue foto, e, col suo consenso, accosto tre scatti d’autore.

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Ludi Florales di Alessandro Bavari

08 venerdì Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Fotografia, SPETTACOLO, Video

≈ 1 Commento

Tag

Alessandro Bavari, arte, Deborah Mega, Fotografia, Loredana Semantica, ludi florales, Video

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Fiorire – è il fine –  chi passa un fiore
con uno sguardo distratto
stenterà a sospettare
le minime circostanze

coinvolte in quel luminoso fenomeno
costruito in modo così intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno –

Colmare il bocciolo – combattere il verme –
ottenere quanta rugiada gli spetta –
regolare il calore – eludere il vento-
sfuggire all’ape ladruncola-

non deludere la natura grande
che l’attende proprio quel giorno –
essere un fiore, è profonda
responsabilità –

Emily Dickinson

Da girovaghi del web accade che si facciano incontri d’arte sorprendenti, dove talento e lavoro si fondono armonicamente restituendo grazia, stupore e spettacolo, in una sola parola: arte. Continua a leggere →

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Il tema del silenzio: Alessandra Fanti 2

06 mercoledì Lug 2016

Posted by Loredana Semantica in ARTI, Fotografia, Il colore e le forme, Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Alessandra Fanti, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Fatico l’andar via, così il silenzio

spazia un’eco solida e raschia dentro

d’attesa e mai, spavento e fuga.

Alessandra Fanti

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Per questa settimana il tema del silenzio è affrontato con la poesia di Alessandra Fanti in premessa, accompagnata da una mia foto di astrazione metafisica e dal seguente commento. Continua a leggere →

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Il tema del silenzio: Francesco Tontoli 2

29 mercoledì Giu 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

≈ 2 commenti

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Francesco Tontoli, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Per il tema del silenzio presento oggi un testo breve di Francesco Tontoli posto in calce a questa breve nota di lettura. Il commento visuale è affidato a una mia foto di pesci rossi.

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foto di Loredana Semantica

 

La poesia di Tontoli si apre con una similitudine tra il silenzio e un metallo, non un metallo qualunque freddo inerte, pesante e solido, ma un metallo differente, pericoloso, radioattivo: l’uranio che ha un cuore venefico, pulsante, come sangue infetto estratto dalle viscere della terra, potente e destruente, un concentrato di energia pronta a deflagrare o a decadere.

Questo silenzio, al pari dell’uranio, emette radiazioni, che non si vedono, come non si vede il silenzio, ma si rivelano agli strumenti, come si percepisce con le antenne dell’intuito un silenzio sdegnoso, fatto di voluta non risposta, animato di disprezzo o disgusto. Allo stesso modo le radiazioni, invisibili ad occhio nudo, ledono le cellule, compromettono l’integrità del corpo, lo corrodono, lo  divorano. Occorre stare alla larga da questo silenzio, maneggiarlo con cura, proteggersi con tute isolanti.

Un silenzio di peso e sostanza quindi, prende il posto della parola che, date certe premesse, sarebbe necessaria, forse, ma insufficiente, in certi casi se anche non necessaria, sarebbe quanto meno opportuna, ma volgare. Come il linguaggio dell’oggi infarcito di scurrilità. E quindi un silenzio che si rivela dannifico per colui a cui è diretto e che aspetta una reazione, rispetto a chi lo esercita al contrario si rivela salvifico, lo salva infatti dalla decadenza di una risposta che innalza i toni o abbassa i livelli, negativi in egual misura. Urlare  o insultare squalifica e degrada l’attore che aggredisce verbalmente l’interlocutore, il quale a sua volta, reagirà replicando, scatenando una reazione a catena non meno nucleare di quella che può il metallo, propagando tensioni e dissapori, avversione e persino odio, quanto meglio allora il silenzio che salva la buona grazia e diventa, se non rispetto degli altri, certamente di se stessi, perché, diciamolo, rispetto a determinate manifestazioni verbali, ragionamenti insulsi, offese gratuite, vana è ogni ragionevolezza e considerazione, la risposta più adeguata si rivela tacere, non di un silenzio muto, ma significativo, pesantissimo appunto e destruente.

L’unica scelta possibile diventa quindi oltrepassare l’interlocutore, eliminarlo dal nostro raggio d’azione, spostare energie ed attenzione verso altre mete, più stimolanti, cortesi, ragionevoli o intelligenti, verso altra altezza umana, che pensi e interloquisca, costruendo attorno aloni di interesse e riflessione, di bellezza, se possibile, di simpatia almeno.

Ecco che in una poesia sul silenzio è racchiuso tutto un ventaglio d’incontri e di relazioni, approcci più o meno felici, scontri reali e virtuali. Confronti dove l’intelligenza umana metabolizza lo scontro, scosta l’ostacolo e procede, poiché l’idiozia non vale nemmeno il tempo di una sosta.

Apprezzabile anche l’intento del poeta di fotografare un episodio rappresentativo di un vissuto personale, ma accomunante, perché molti certo riconosceranno lo scenario di personali approcci conclusi in modo analogo.

Non credo di sbagliare poi nel riconoscere alla forma della poesia, le stimmate dell’instant poem, cioè la poesia nata di getto, sulla scorta di episodi, vicende, osservazioni praticamente contestuali, un’ispirazione immediata e immediatamente catturata sul supporto cartaceo o virtuale a disposizione, un testo quindi non particolarmente rimaneggiato o limato nella forma, che perciò conserva la freschezza e un qualcosa di grezzo che hanno spesso questi piccoli accattivanti diamanti talentuosi.

 Questo testo infine conferma l’idea diffusa che la vita è poesia e la poesia è vita, in ogni suo aspetto, angolazione, sfaccettatura, nulla tralasciando, non gli aspetti più intimi, non quelli più orridi, e nemmeno le imprecazioni.

La poesia si chiude infatti con un’imprecazione di uso frequente nel linguaggio comune, abusata anzi, come lascia intendere l’unità di misura delle tonnellate, ma essa nel testo poetico produce un singolare spiazzamento per la contrapposizione all’andamento piano, composto e compatto dei versi precedenti, rispetto ai quali rappresenta la chiusa ad effetto, che risveglia il lettore e lo catapulta con massima chiarezza alle radici del silenzio che precede, cioè nel mondo dell’insofferenza all’idiozia dalla quale spesso vorremmo schermarci ricorrendo proprio ad analoga allocuzione, ma che altrettanto signorilmente dell’autore, preferiamo molte volte correlare al tacere significativo e pesante proprio come questo silenzio d’uranio.

Loredana Semantica

 

il silenzio talvolta ha un suo peso specifico

una sostanza simile a quella di certi metalli

radioattivi tossici e solitari come l’uranio.

 

Tracce di silenzio, pesantissimi grammi di silenzio

sostituiscono la stupida leggerezza di una neolingua

costituita essenzialmente da tonnellate di vaffanculo

Francesco Tontoli

(4/2/2016)

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Il tema del silenzio: Loredana Semantica

22 mercoledì Giu 2016

Posted by Deborah Mega in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

≈ 5 commenti

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Brad Kunkle, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Siamo al settimo appuntamento poetico dedicato al tema del silenzio. Questa è la volta di Loredana Semantica e di una sua poesia.

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by Brad Kunkle

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La rifrazione luminosa della poesia

27 venerdì Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in Appunti letterari, LETTERATURA, Pensiero

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che cos'è la poesia, Loredana Semantica

Nell’amore o ricerca o desiderio di un amore assoluto e indicibile si consuma tutta un’esistenza. E l’amore avrà vita in questa ricerca alle radici del sé e dell’esistenza per purissimo sopralzo com-passionevole verso l’ente o il fare (farsi parola ad esempio).

Rispondere alla domanda che cos’è la poesia non è semplice. Non lo è se con la domanda s’intende semplicemente distinguere tra il genere letterario poesia ed altri generi d’espressione verbale, ma il livello di difficoltà s’accresce enormemente quando, chiedendosi cos’è la poesia, si voglia trovare un criterio di valore, di pregio, di selezione, si voglia tracciare uno spartiacque tra ciò che merita il titolo di poesia e ciò che invece ne resta fuori. Se ci si ferma all’intento di distinguere la poesia da altri generi letterari di comunicazione è illuminante ascoltare l’intervista del poeta Franco Fortini

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Il tema del silenzio: Alessandra Fanti

25 mercoledì Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Alessandra Fanti, Loredana Semantica, POESIA, silenzio

Per il tema del silenzio è la volta di Alessandra Fanti e di un suo lungo silenzio.
Con questa composizione in versi, Alessandra rende evidente cos’è molte volte il silenzio quelle volte che finalmente si raggiunge. Non propriamente un momento d’inerzia o calma, non l’assenza pacificata di suoni, ma una sorta di palcoscenico intimo dove allestire un dialogare stringente con l’io profondo in un’alternanza d’interlocuzione con un tu confessionale. Un convergere su se stessi avvolgendo nel proprio silenzio di riflessione l’altro verso cui si dirigono i pensieri, l’altro ch’è oggetto d’attenzione, di confronto e di comunicazione. Continua a leggere →

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Il tema del silenzio: Francesco Tontoli

18 mercoledì Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA, Poesie

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Francesco Tontoli, Loredana Semantica, silenzio

Per il secondo appuntamento poetico del Tema del silenzio è la volta di Francesco Tontoli, anche lui autore  di questo blog e, tra le innumerevoli altre, di una poesia sul silenzio che mi accingo a presentare.

Questa sua è una poesia metapoetica,   compie cioè un riferimento circolare che torna a se stessa, cerca infatti di spiegare cos’è la poesia.  Tenta in verità la spiegazione dell’inspiegabile, ponendo l’accento dapprima sul senso della parola poetica, anche quello che non emerge immediato, poi sul suono ch’è, come la fisica ci insegna, un propagarsi d’onda. Continua a leggere →

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Majo

14 sabato Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in Il colore e le forme

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August Renoir, chrysanthemum coronarium, crisantemo, Edgar Degas, James Tissot, Loredana Semantica, majo, margherite, Marino Moretti, Matsuo Basho, vaccareddi, vavaluci

margherita di maggio 3
IMG_3103
fiori di campo chiari
foto di Loredana Semantica

Queste sono le belle margherite che invadono i campi da aprile a giugno, formando grandi distese di un bel giallo vivo e solare. E’ la pianta del tripudio di primavera. L’avreste detto che è un crisantemo?  Si chiama chrysanthemum coronarium o glebionis coronaria, coronato per la disposizione dei petali attorno alla corolla. Il nome Chrysanthemum deriva dal greco “Χρύσεος” “aureo” e “άνθος” “fiore” cioè “fiore d’oro“. Continua a leggere →

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Il tema del silenzio: Maria Allo

11 mercoledì Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, LETTERATURA

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Loredana Semantica, Maria Allo, silenzio

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immagine di Maria Allo

Iniziamo questa rassegna di “nostre” poesie sul tema del silenzio, preannunciata qui, “nostre” perché i poeti autori sono gli stessi autori di questo blog, tuttavia questa non è una scelta di campo, anzi, noi tutti siamo consapevoli che di silenzio parlano tutti i veri poeti, non potendo prescinderne, e ne parlano in tutte le sue declinazioni, non ultima quella che mette per sempre la parola silenzio sulla nostra bocca.  E certo avremmo potuto proporre una rassegna di autori più o meno classici, contemporanei e non, che bene  avrebbe sviluppato il tema, con tutta la possibile grazia che permea la produzione di coloro che rimangono nel tempo modelli, riferimenti, maestri. Continua a leggere →

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Euphorbia splendens

08 domenica Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in CULTURA E SOCIETA', La società, Uomini eccellenti

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festa della mamma, Loredana Semantica, Sadiq Khan, sindaco di Londra

il_570xN.988397625_qdeqOggi è la festa della mamma, ma io non scriverò un articolo per le mamme del mondo, per lodare quell’istinto che è un misto d’amore e protezione innato in ogni femmina, anzi confesso che quest’anno ho trovato particolarmente insulsi tutti gli articoli e le immagini stucchevoli dedicate alla festa mamma.

Stucchevoli le rose, sdolcinate le margherite, false e ipocrite le nuvolette rosa, e  la scritta in azzurro brillante o verde fosforescente “Happy mother day”; vacue tutte le immagini di mucche col vitellino, di uccelli con il pulcino, la gatta con il micino, la pecora col suo agnellino, e poi scimmie, leoni, giraffe ed elefanti, tutte mamme mammifere, coi cuccioli sotto l’ala o la zampa, agguantati con la bocca, trasportati sulla schiena o aggrappati sotto la pancia. Continua a leggere →

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Nota sulla poesia dell’anima

02 lunedì Mag 2016

Posted by Loredana Semantica in Appunti letterari, ARTI, Il colore e le forme, LETTERATURA

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Erminia Passannanti, Loredana Semantica, poesia dell'anima, poesia lirica

IMG_2304 copia.jpg

foto di Loredana Semantica

 

Pubblico una mia nota del 21 agosto 2006, predisposta in relazione ad uno scritto della poetessa e critica Erminia Passannanti dal titolo “Poesia dell’anima o poesia che non va”, che era una stimolante invettiva contro la poesia altrimenti detta lirica, scritto che purtroppo non sono più riuscita a trovare in rete, fagocitato dalla rottamazione della piattaforma splinder sulla quale stazionava il blog di Erminia dal fascinoso nome di “Erodiade”. Penso che questa mia replica, pur nell’assolutezza dalla sua causa, mantenga una certa estemporanea piacevolezza, che può renderla ancora interessante, perciò la propongo qui. Continua a leggere →

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Il tema del silenzio (1)

27 mercoledì Apr 2016

Posted by Loredana Semantica in Il tema del silenzio, Ispirazioni e divagazioni, LETTERATURA

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Loredana Semantica, silenzio

Inizio con questo post una riflessione sul silenzio che si articola in due tranche: “il tema del silenzio 1” e “il tema del silenzio 2”, rispettivamente pubblicate, una oggi di seguito a questa introduzione in corsivo, l’altra programmata per il prossimo mercoledì 4 maggio.  Si avvia così una nuova iniziativa del blog LIMINA MUNDI, una rubrica dal titolo “il tema del silenzio” che ogni mercoledì, col concorso di poeti e autori di questo blog, si propone d’essere un lungo cammino alla ricerca delle radici del silenzio.

Il termine silenzio può essere inteso in senso fisico – oggettivo come non far rumore oppure in senso metaforico – soggettivo come atto del tacere.

La parola silenzio trae dal latino silentium la propria etimologia e da quel termine anche il senso, l’ assenza di rumore s’intende non solo quello prodotto dall’uomo, ma da qualunque fonte di suono.

C’è nel silenzio del tacere un fascino che non tutti possono percepire. Per comprendere il tema del silenzio, la profonda conversione che richiede anelare al silenzio, sentirsene custodi, praticarlo interiormente, occorre aver sviluppato sufficiente forza e consapevolezza. Continua a leggere →

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