Il cerchio e la botte: MARIA ALLO

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Proseguiamo con la rubrica dedicata alle interviste di autori, poeti e scrittori potenzialmente noti, modestamente noti, mediamente noti, molto noti; le interviste sono pubblicate qui su LIMINA MUNDI in linea di massima il lunedì (non è un’indicazione rigida, ma orientativa). Il titolo dell’intervista che proponiamo oggi indica che lo scambio di domande e risposte è rapido e conciso. Nelle risposte non è permesso dilungarsi oltre tre righe. Colpo su colpo, come i bottai che ne assestavano ai fasci di legna della botte e ai cerchi che li stringevano. Attività dalla quale deriva il noto detto: “Un colpo al cerchio e uno alla botte”. Qui da intendersi non tanto nel senso di mantenere l’equilibrio in una situazione scomoda, ma, piuttosto in quello del convergere, tra botta e risposta, al risultato comune di raccontare con le parole dei poeti il mondo della poesia. Questa è un’intervista “tipo” che sarà sottoposta anche ad altri autori oltre a quello intervistato oggi che è MARIA ALLO.

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Nota critica su “Ai nuovi nati” di Christian Tito

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“Ai nuovi nati” é la terza raccolta in versi di Christian Tito, un prezioso libretto a tiratura limitata pubblicato dal Circolo Culturale Seregn de la Memoria, edizione degli Amici del Libro d’Artista, nella collana “Fiori di torchio” a cura di Corrado Bagnoli e Piero Marelli, reso ancor più gradevole da incisioni di Alejandro Fernàndez Centeno, rinomato artista peruviano. Si tratta di un inno d’amore, composto da cinque testi brevi ma coinvolgenti ed efficaci dal punto di vista espressivo, dedicati ad un evento meraviglioso e indescrivibile che non tutti hanno la fortuna di vivere, quello della nascita di un figlio, circostanza che consente a chiunque la provi di acquisire, se mai ce ne fosse la necessità, la consapevolezza della sacralità e dell’importanza della vita.

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Principe Solitario e Piccolo Cuore. Parte II.

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Continua la suggestiva fiaba di Francesco Palmieri accompagnata dai bei dipinti di Francesco Severini e inaugurata qui.  

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“Gli occhi della pittura” (1999) di Francesco Severini

– oil on canvas – cm. 100×100

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Il tema del silenzio: Loredana Semantica

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Siamo al settimo appuntamento poetico dedicato al tema del silenzio. Questa è la volta di Loredana Semantica e di una sua poesia.

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by Brad Kunkle

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Sette domande sulla poesia: DAÌTA MARTINEZ

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Un altro appuntamento dedicato alle interviste di autori e personaggi potenzialmente noti, modestamente noti, mediamente noti, molto noti che sono pubblicate il lunedì.

Il titolo di questa intervista è Sette domande sulla poesia, perché sottoponiamo all’autore sette domande su importanti temi della poesia. A differenza dell’intervista “Il cerchio e la botte” qui la risposta è di lunghezza libera.

Anche questa, come “Il cerchio e la botte”, è un’intervista tipo che sarà sottoposta ad altri autori oltre a quello intervistato oggi che è DAÌTA MARTINEZ.

 

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Principe Solitario e Piccolo Cuore (quasi una fiaba). Parte I.

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Inauguriamo sul nostro blog un genere antichissimo che da sempre affascina grandi e piccoli, la fiaba. Non è facile risalire alle sue origini; tra le diverse teorie, una in particolare collega le peripezie degli eroi, alle prese con difficili prove da superare con l’aiuto dell’intelligenza o di mezzi magici, ai primitivi rituali di iniziazione. Si trattava di cerimonie magico-religiose che prevedevano il temporaneo allontanamento dei giovani dalla tribù allo scopo di sopravvivere in un ambiente ostile. Solo dopo aver acquisito la capacità di vivere da soli, facevano ritorno nel gruppo per essere accolti come adulti e sottoposti alle regole della comunità.

Lo studioso russo Vladimir Propp, dopo aver esaminato e confrontato molte fiabe tradizionali ha identificato 7 ruoli fissi  dei personaggi ed elencato 31 funzioni cioè azioni ricorrenti: la mancanza, l’allontanamento, il danneggiamento, l’ordine, il divieto infranto, l’incontro con un aiutante, il conseguimento del mezzo magico, l’impresa da compiere, le prove da superare, la lotta con un antagonista, la sua sconfitta e punizione, infine il premio dell’eroe. A volte tali funzioni sono tutte presenti nelle fiabe, altre volte solo in parte. 

Quello che conta é il piacere della storia, la presenza di personaggi straordinari, il susseguirsi di azioni e trasformazioni magiche infine l’insegnamento che le fiabe vogliono trasmettere, primo tra tutti il concetto che vale sempre la pena di affrontare le difficoltà e non perdere mai la speranza di cambiare il proprio destino. Quella che vi proponiamo oggi presenta la struttura tipica della fiaba che prevede l’allontanamento del protagonista, uno svolgimento ricco di suspense, il superamento di difficoltà e ostacoli che mettono a dura prova il personaggio principale.

L’autore con cui esordiamo é Francesco Palmieri, le cui parole sono illustrate da un grande artista delle forme e del colore, Francesco Severini, il quale non solo ci ha concesso le sue meravigliose creazioni ma a breve figurerà anche tra i nostri autori.

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“Gli occhi della pittura” (1998) di Francesco Severini

– oil on canvas – cm. 100×100

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Il tema del silenzio: Francesco Palmieri

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Oggi per il tema del silenzio presento Francesco Palmieri e una sua poesia che prende le mosse dall’osservazione dei luoghi privati e, passando per il silenzio, approda ad una catarsi di sparizione ed evanescenza. Continua a leggere →

Sette domande sulla poesia : LEOPOLDO ATTOLICO

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Proseguiamo con le interviste di autori e personaggi potenzialmente noti, modestamente noti, mediamente noti, molto noti che sono pubblicate il lunedì.

 Il titolo di questa intervista è Sette domande sulla poesia, perché sottoponiamo all’autore sette domande su importanti temi della poesia. A differenza dell’intervista “Il cerchio e la botte” qui la risposta è di lunghezza libera.

Anche questa, come “Il cerchio e la botte”, è un’intervista tipo che sarà sottoposta ad altri autori oltre a quello intervistato oggi che è LEOPOLDO ATTOLICO.

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L’agonia del congiuntivo

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Da tempo ormai il modo congiuntivo é in lenta ma inesorabile decadenza. Al suo posto regna incontrastato e sovrano l’indicativo, il modo della realtà, dell’obiettività e della certezza. Il 21 marzo del 1967, sulle pagine del Corriere della Sera, Dino Buzzati scriveva un raccontino dal titolo Povero Congiuntivo che propongo qui di seguito e che già manifestava la crisi che avrebbe inesorabilmente colpito il modo verbale della soggettività.

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FOTOGRAFIE

Ho immagini chiare
di donne al fiume o al lavatoio:
sciacquano e strizzano lenzuola.
Non credo d’averle mai viste coi miei occhi
ma sento nelle braccia quella fatica del battere e torcere
come un piacere intenso di far nuove le cose.

È certo lo sguardo irreale di chi non l’ha mai fatto
– al massimo una volta nella vasca a casa
maledicendo la sorte omicida di lavatrici vecchie –
quello sforzo che si accaniva su membra e schiene
reso più tenue forse dal cantare o dallo stare insieme
ma duro e implacabile nell’essere destino senza via d’uscita.

Eppure nei volti s’intuisce una gioia d’esserci
– o forse io la sogno – che manca e impoverisce chi non l’ha
quella del corpo innegabile e sovrano
che al giorno non chiede che durare
quanto la forza di camparlo dura
e i panni sporca e lava e stende al sole
e poi riposa e dorme e sa il domani.

Il tema del silenzio: Raffaella Terribile

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Per il tema del silenzio ho scelto come prima proposta poetica di Raffaella Terribile una sua breve poesia di appena cinque versi. Continua a leggere →

Sette domande sulla poesia: RITA PACILIO

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Proseguiamo con le interviste di autori e personaggi potenzialmente noti, modestamente noti, mediamente noti, molto noti che sono pubblicate il lunedì. Il titolo di questa intervista è Sette domande sulla poesia, perché sottoponiamo all’autore sette domande su importanti temi della poesia. A differenza dell’intervista “Il cerchio e la botte” qui la risposta è di lunghezza libera. Anche questa, come “Il cerchio e la botte”, è un’intervista tipo che sarà sottoposta ad altri autori oltre a quello intervistato oggi che è RITA PACILIO.

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LAVORI MANUALI

Calce, intonaco, colore. Un lavoro ben fatto.

A rifare quell’involucro che troppe crepe mettevano a rischio.

E il decoro, poi? Che casa e che abitanti si aspetteranno

quelli che passano nella via o vengono in visita?

Così nascosti ci fingeremo sazi. E felici.

Ognuno nel suo chiuso, devastato,

dolore dell’esser soli e umani.

Mi lascio andare

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Una poesia di Francesco Palmieri, tratta dal libro di recente pubblicazione IL MALE NASCOSTO edito Terra d’ulivi edizioni.

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I pastelli magici di Rosalba Carriera

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Lento sorge il giorno su Venezia in un’alba nebbiosa di marzo. Anno 1690. Il selciato umido della notte, le pietre delle rive scavate e divorate dal muschio, lo sciabordio dell’acqua nei canali scuri, le calli ancora addormentate nella magia dell’ora dell’incanto, che tinge di rosa pallido i riflessi della laguna. Un passo risuona in lontananza, si avvicina. Nell’aria bianca si disegna la sagoma scura di una figura. Supera agilmente un ponte. E’ una ragazza. Le guance sembrano ancora arrossate di quel sonno che abbraccia i bambini la notte. Ma il passo è sicuro. Da donna. Nella camera, prima di chiudersi l’uscio dietro le spalle, ha lasciato il cestino con il ricamo appoggiato sul letto e, attenta a non svegliare la madre e le sorelle, ha preso dalla dispensa un pezzo di pane, l’ha chiuso in un fazzoletto, ha stretto tra le dita la chiave di ferro e, coperta la testa con lo zendale, ha iniziato il suo giorno. La porta della bottega di Antonio Balestra si sta aprendo proprio quando lei arriva, un po’ affannata dalla strada percorsa in fretta nel labirinto noto di una Venezia addormentata. Continua a leggere →

Il tema del silenzio: Deborah Mega – Artur Politov

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Per il tema del silenzio oggi propongo una poesia di Deborah Mega. E’ un testo suggestivo e fiabesco,  induce a pensare per immagini, quasi a sognare. Il cuore verde della bimba rimanda al desiderio di natura, salvaguardia e godimento della natura stessa. 

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MATERIALI

 

 

La nuova fornitura di materiali
ha messo a soqquadro il magazzino
dandomi – lo concedo –
una ghiotta occasione per la doppia q.
Mattoni, calce, piastrelle e sanitari
sono ammucchiati qua e là
stringendo passaggi prima agevoli
bloccando vie di fuga prima comode.
L’acquisto andava fatto, non c’è da dubitarne.
Cominciavano a scarseggiare tutti i complementi
e le finiture rischiavano di perdere la qualità del lusso.
Allora di cosa ti lamenti? dirai tu.
Di nulla.
Sono persino orgogliosa che la mia liquidità
mi conceda ancora tali investimenti.
Solo mi accorgo che dentro e fuori dalle metafore
per continuare a scrivere poesia d’amore e vita
ci vuole oltre a forza e follia
il coraggio di sopportarne il disordine.

Il cerchio e la botte: ANTONIO PIBIRI

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Un’altra intervista nell’ambito della rubrica dedicata alle interviste di autori, poeti e scrittori potenzialmente noti, modestamente noti, mediamente noti, molto noti; le interviste vengono pubblicate qui su LIMINA MUNDI in linea di massima il lunedì (non è un’indicazione rigida, ma orientativa).

Il titolo dell’intervista che proponiamo oggi indica che lo scambio di domande e risposte è rapido e conciso. Nelle risposte non è permesso dilungarsi oltre tre righe. Colpo su colpo, come i bottai che ne assestavano ai fasci di legna della botte e ai cerchi che li stringevano. Attività dalla quale deriva il noto detto: “Un colpo al cerchio e uno alla botte”. Qui da intendersi non tanto nel senso di mantenere l’equilibrio in una situazione scomoda, ma, piuttosto in quello del convergere, tra botta e risposta, al risultato comune di raccontare con le parole dei poeti il mondo della poesia.

Questa è un’intervista “tipo” che sarà sottoposta anche ad altri autori oltre a quello intervistato oggi che è ANTONIO PIBIRI.

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La rifrazione luminosa della poesia

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Nell’amore o ricerca o desiderio di un amore assoluto e indicibile si consuma tutta un’esistenza. E l’amore avrà vita in questa ricerca alle radici del sé e dell’esistenza per purissimo sopralzo com-passionevole verso l’ente o il fare (farsi parola ad esempio).

Rispondere alla domanda che cos’è la poesia non è semplice. Non lo è se con la domanda s’intende semplicemente distinguere tra il genere letterario poesia ed altri generi d’espressione verbale, ma il livello di difficoltà s’accresce enormemente quando, chiedendosi cos’è la poesia, si voglia trovare un criterio di valore, di pregio, di selezione, si voglia tracciare uno spartiacque tra ciò che merita il titolo di poesia e ciò che invece ne resta fuori. Se ci si ferma all’intento di distinguere la poesia da altri generi letterari di comunicazione è illuminante ascoltare l’intervista del poeta Franco Fortini

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Il tema del silenzio: Alessandra Fanti

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Per il tema del silenzio è la volta di Alessandra Fanti e di un suo lungo silenzio.
Con questa composizione in versi, Alessandra rende evidente cos’è molte volte il silenzio quelle volte che finalmente si raggiunge. Non propriamente un momento d’inerzia o calma, non l’assenza pacificata di suoni, ma una sorta di palcoscenico intimo dove allestire un dialogare stringente con l’io profondo in un’alternanza d’interlocuzione con un tu confessionale. Un convergere su se stessi avvolgendo nel proprio silenzio di riflessione l’altro verso cui si dirigono i pensieri, l’altro ch’è oggetto d’attenzione, di confronto e di comunicazione. Continua a leggere →