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LIMINA MUNDI

~ Per l'alto mare aperto

LIMINA MUNDI

Archivi della categoria: LETTERATURA

Una vita in scrittura: Fernando Lena

26 mercoledì Ott 2022

Posted by Maria Grazia Galatà in LETTERATURA, Una vita in scrittura

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Fernando Lena, Maria Grazia Galatà, Una vita in scrittura

omaggio a un poeta, Giorgione, 1505

 Una vita in scrittura

Maria Grazia Galatà ha rivolto l’invito a Fernando Lena che l’ha interpretato come segue.

Grazie infinite a Fernando

Breve manifesto di una vocazione

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Una vita nell’arte: Linda De Luca

25 martedì Ott 2022

Posted by Maria Grazia Galatà in ARTI, Il colore e le forme, Una vita nell'arte

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Maria Grazia Galatà, Una vita nell'arte

Ph. Linda De Luca

Maria Grazia Galatà ha rivolto l’invito di “Una vita nell’arte” a Linda De Luca, che ha risposto come segue. Grazie Linda.

Quanto sia difficile per me scrivere del mio intimo, della mia essenza terrena, legata a tutto quello che si muove intorno, e mi fa smuovere sempre con difficoltà, è una prova che mi costa davvero molta fatica, perché solo in modo sincero posso scrivere di me e di quello che mi lega alla fotografia.
Nasce spontaneamente il mio avvicinarmi alla fotografia, con la curiosità, tramite l’uso dei tempi lunghi, di invadere quel tempo e spazio dove tutto è possibile, una polvere sottile, avvolge ogni cosa, al di là di ogni forma oggettiva, i corpi cercano una vita” eterna” sospesa .
Per chi come me conosce da vicino la malattia da quasi 40 anni e la paura di finire come tutto, ecco che lì, in quelle foto vedo e sento la mia dichiarazione di vita, senza però una narrazione di me e dei miei “guai”.
Non cerco la commiserazione, ma la mia libera interpretazione di ciò che sento più vicino alle mie paure, fragilità, speranze.
Quello che ne esce sono io, sempre in modo sincero, cerco il mio consenso, e la mia storia.
Ho avuto più occasioni di partecipare a mostre e mi hanno dato la possibilità di fare conoscere ciò che faccio, ma in questo momento sono concentrata sul cambiamento, che lo sento forte e vivo, e come non mai ho la voglia di fare un progetto sotto forma di fanzine, un piccolo-grande sogno da portare a termine nel tempo.

Linda De Luca

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VERSO EUROPA IN VERSI: “P.P.P. POESIE PER PASOLINI” di Roberto Galaverni, Mondadori 2022.

24 lunedì Ott 2022

Posted by Deborah Mega in Comunicati stampa

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P.P.P. POESIE PER PASOLINI, Roberto Galaverni

COMUNICATO STAMPA

LA CASA DELLA POESIA DI COMO

IN COLLABORAZIONE CON

I QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI DI STEFANO DONNO

Presenta

VERSO EUROPA IN VERSI: “P.P.P. POESIE PER PASOLINI” di Roberto Galaverni (Mondadori 2022)

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~A viva voce: 43~

22 sabato Ott 2022

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Frammenti, Francesco Palmieri

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2022/10/43.m4a

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Giovanni Tavčar, “Tra speranza e angoscia”, Guido Miano Editore, Milano, 2022. Recensione di Maria Elena Mignosi Picone.

21 venerdì Ott 2022

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Recensioni

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Giovanni Tavčar, Maria Elena Mignosi Picone, Tra speranza e angoscia

Nella silloge di poesie Tra speranza e angoscia di Giovanni Tavčar, troviamo le seguenti parole che ci dovrebbero fare riflettere e dalle quali vogliamo prendere l’avvio nell’esaminare questa opera: «Dovremmo essere più spesso / come i bambini /…/ che vivono / dell’attimo fuggente, / della temporanea contentezza, / dell’inconscia felicità» (Come i bambini). Ecco, i bambini non si angustiano del passato né stanno in tensione verso il futuro. Vivono il momento presente, il qui e ora. Non conoscono né angoscia, né speranza.

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Capo Horn – Tijuana. Cuentos Olvidados. “Sant’Antonio la canaglia” di Rufino Blanco Fombona

20 giovedì Ott 2022

Posted by emiliocapaccio in Capo Horn - Tijuana. Cuentos Olvidados, Idiomatiche, LETTERATURA

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Capo Horn - Tijuana. Cuentos Olvidados, Emilio Capaccio, Racconti, Rufino Blanco Fombona, Sant'Antonio la canaglia, TRADUZIONI

V E N E Z U E L A 

SANT’ANTONIO LA CANAGLIA

(1904)

Rufino Blanco Fombona (1874-1944)

Traduzione di Emilio Capaccio

Nella sua opera si alternano vari generi letterari: poesia, narrativa, saggistica, libri di viaggi. Fervido oppositore della dittatura del generale Juan Vicente Gómez e per questo incarcerato e in seguito esiliato in Spagna e in Francia. Figura distaccata del modernismo, il suo stile abbraccia anche altre correnti artistiche degli inizi del XX secolo: positivismo, realismo, naturalismo. In particolare, nei racconti e nelle novelle, oltre al suo fervore politico, è chiara l’influenza di Maupassant e di Balzac ed è quasi sempre presente una concezione pessimistica della società attraverso la rappresentazione e l’enfatizzazione dei suoi elementi più tipicamente ignobili e corrotti. Il racconto proposto è tratto dalla raccolta: “Cuentos americanos”.

 Rufino Blanco Fombona

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Una vita in scrittura: Laura Pierdicchi

19 mercoledì Ott 2022

Posted by Maria Grazia Galatà in LETTERATURA, Una vita in scrittura

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Laura Pierdicchi, Maria Grazia Galatà, Una vita in scrittura

omaggio a un poeta, Giorgione, 1505

 Una vita in scrittura

Maria Grazia Galatà ha rivolto l’invito a Laura Pierdicchi che l’ha interpretato come segue.

Grazie infinite a Laura

IL MIO RAPPORTO CON LA POESIA

In tanti anni non ho mai scritto la storia della mia vita riguardante l’amore per la poesia. La mia è stata una folgorazione. A sette anni, al compleanno di un’amichetta, la sorella maggiore lesse una lirica scritta per l’occasione. Ne rimasi talmente colpita che da quel momento sentii di voler diventare una poetessa. A scuola seguivo sempre con amore e imparavo a memoria i versi dei grandi poeti; intanto, iniziavo ad avere pensieri e svariate emozioni. A nove anni (con la prima filastrocca) e fino ai sedici, ho compilato numerose liriche e le ho raccolte in un volumetto che non ho mai mostrato a nessuno (lo ritengo il mio diario segreto).
Dopo uno stacco di due anni (per motivi di salute) ho ripreso a scrivere e continuo tuttora. Non avrei mai pensato che le mie poesie potessero interessare ad altri ed ero all’oscuro di tutto quello che si aggirava attorno alla poesia. Anche gli studi erano distanti da quelli classici (ho scelto ragioneria e ho sempre svolto mansioni aziendali). Fu un critico amico a darmi il bando di un concorso, al quale partecipai senza aspettarmi nessun riscontro. Il premio che ricevetti mi procurò una gioia mai provata; per un giorno intero vissi di adrenalina. Cominciai allora ad informarmi e a prendere contatti con il mondo culturale; soprattutto, mi interessavano i concorsi per capire se veramente i miei testi potessero valere. Ricevendo molti riconoscimenti, mi decisi a presentare le bozze di un primo libro per una possibile pubblicazione. Venne subito accettato dell’Editrice Lalli e, tra gli altri, ottenne il giudizio positivo di Andrea Zanzotto e Giorgio Barbèri Squarotti. Da allora ho iniziato seriamente il mio percorso poetico. Il secondo libro è stato curato da Bino Rebellato e mi ha portato grandi soddisfazioni. Al mio attivo ho quattordici libri di poesia ed uno di narrativa, che mi hanno gratificato sia per i Premi ottenuti sia per il riscontro critico.
La poesia ha dato un senso alla mia vita e non ho mai scritto per passare il tempo ma solo tramite una forte spinta interiore. Tra un volume a l’altro ho lasciato sempre uno spazio di silenzio per dare allo spirito la possibilità di rinnovarsi e generare nuove emozioni. Inoltre, la poesia è stata ed è una lettura quotidiana, dovendo curare recensioni per altri autori e collaborare con varie Riviste letterarie. Avendo approfondito la conoscenza dei grandi Poeti, ho sempre cercato di non farmi influenzare e ho seguito il mio ritmo interno nella speranza di creare una voce che mi appartenesse. Non mi addentro nella mia poetica perché lascio questo compito ai critici e a chi mi legge. Ho scritto testi di breve/medio respiro ma anche due libri a più voci adatti alla recitazione e che ho fatto rappresentare in vari teatri. Con il tempo ho perseguito sempre di più la sintesi per dire tutto in pochi versi. Per esempio, chiudo con una lirica dal mio ultimo “Il Portale” (2021), inserito nella collana curata da Paolo Ruffilli per la “Biblioteca del Leoni”:

Ciò che non è più
ciò che non ha luogo
vaga nell’assurdità
di un pensiero che torna
dove il concreto
riempiva lo spazio
ed era in assoluto
l’unico riferimento.

Laura Pierdicchi

NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA

Laura Pierdicchi è nata a Venezia e vive a Mestre. Ha pubblicato quattordici volumi di poesia e un libro di racconti. Cura recensioni e articoli per riviste e quotidiani con argomenti di letteratura e di cultura varia. E’ inserita nell’antologia tradotta in lingua romena Echi d’acqua, curata da Ştefan Damian e in quella tradotta in lingua spagnola Venezianamente a cura di Nadia Consolani Quiñones. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed è presente in più repertori e antologie di poesia contemporanea. Alcune riviste straniere, come le spagnole Caleta, Por Ejempio, Puente chico, Revistatlάntica e la rumena Steaua, hanno dedicato servizi sulla sua poetica, con pubblicazione di diverse liriche. Anche nella rivista Vernice appare un ampio servizio sulla sua attività. E’ componente di giuria in concorsi letterari e svolge intensa attività pubblica di partecipazione a manifestazioni culturali. Sue poesie sono state tradotte in tedesco e presentate da Helmut Meter al Musil Archiv di Klagenfurt, in occasione del cinquantenario dalla morte di Alfred Musil, e pubblicate in I nascosti colori della vita. Di lei si sono interessati molti critici e scrittori. Tra i più noti: Cajani, Cara, Civitareale, Della Corte, Ferri, Giudici, Grasso, Magrelli, Majellaro, Pazzi, Pent, Piccari, Rebellato, Risi, Ruffilli, Scrignoli, Squarotti, Troisio, Zanzotto, ecc. E’ presente nei siti Italian-poetry.org e genesi.org. Nel sito Literary.it è inserita la sua completa attività poetica.

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Una vita nell’arte: Loredana Raciti

18 martedì Ott 2022

Posted by Maria Grazia Galatà in ARTI, Il colore e le forme, Una vita nell'arte

≈ 1 Commento

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Loredana Raciti, Maria Grazia Galatà, Una vita nell'arte

Ballo al Tramonto (fotofusione)
Donna Margherita (pigmenti, Collezione Amabili resti)
Abito rosso (Collezione Amabili resti)
Ragazza Sogni (fotofusione)
Ragazza Mela (collage)
LoreAvatar (Collezione Avatar)
Opere di Loredana Raciti

Maria Grazia Galatà ha rivolto l’invito di “Una vita nell’arte” a Loredana Raciti, che ha risposto come segue. Grazie Loredana.

L‘ arte mi ha presa da quando ero bambina non ancora consapevole che era la mia via di fuga da una famiglia troppo rigida e borghese, non incline allo stato spirituale dell’essere. Mi sono rifugiata lì in quell’arte quasi autistica di una bambina di tre anni. Ogni scarabocchio o collage con la carta che maniacalmente tagliavo era viva, mi sembrava di stare dentro ad un mondo vitale, dove non esisteva il dolore. L’approccio nacque così e durò per sempre senza rendermene conto, seguivo il filo nel labirinto della vita, e, come Arianna, sono sopravvissuta al Minotauro dei disagi che creano le esperienze di un essere umano, mi sono salvata da sola, io principe di me stessa, nessun Teseo a supportarmi o abbandonarmi su un isola da sola.

Proprio nella mia natura malinconica ed ironica, ho trovato la mia vocazione, provare tante tecniche, dal disegno alla pittura, dai collage, alla video arte o alla FotoFusione. Si dice in questi casi poliedrica, un parolone, oppure si definisce monotematico chi usa sempre la stessa tecnica, un altro parolone. Solo gli umani possono incasellare l’arte, dare nomi a tutte le cose per controllarle, questo mi disturba, la vita è fatta di sfumature e tratti, certi e incerti.

L’ arte, se ne cogli il vero significato è umile, si arrotola le maniche e cerca l’oro del fare e del creare, il nero pece dell’anima sempre travagliata, ci si confronta, non gongola di sé, credo che entrare davvero nel pianeta arte, sia un viaggio interiore, per abbandonare totalmente l’ego, non è immediato e neanche semplice, ma la ricerca è quella, spogliarsi di ogni sovrastruttura e complessi sia di superiorità che al contrario di inferiorità. L’arte ha molto a che fare con la meditazione, mollare, lasciar andare la mente che è un limite, ogni creatore (dire artista è un po’ generico) ritengo abbia il suo percorso personale, ma se è onesto con se stesso si vota all’arte senza aspettarsi niente, è quasi un percorso ascetico, se si vuole la vetta è interiore, ottenere il successo è come vincere alla lotteria.

Non è mai una questione di talento, se bastasse solo quello sarebbe facilissimo, sono tante linee che si intersecano: la conoscenza, il potere, i consensi, le quotazioni, i supporti di mecenati ed estimatori, è tutta una connessione quasi impossibile, e non è mai sicuro che chi arriva sia il migliore. L’arte va vissuta, come San Francesco, con l’umiltà di vedere il tutto ed anche l’oltre, se poi accade, è quasi un miracolo.
Il mondo dell‘arte è un’arena feroce, e il creatore, come il gladiatore, si deve procurare il lasciapassare per la libertà. Ci sono infine i creatori tuonanti che la loro libertà la conquistano in solitaria con lacrime di sangue e pezzetti di anima.

Loredana Raciti

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Versi trasversali: Doris Bellomusto

17 lunedì Ott 2022

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Versi trasversali

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Doris Bellomusto, poesia contemporanea

Piet Mondrian, Composition with large red plane, yellow, black, grey and blue (1921)

La poesia è anche incontro, una geometria di rette a volte parallele, altre volte perpendicolari. Similmente al quadro di Mondrian un reticolato vivo e riccamente colorato. Nell’ambito della rubrica Versi Trasversali, presentiamo la poesia di …

DORIS BELLOMUSTO

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~A viva voce: 15~

15 sabato Ott 2022

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Francesco Palmieri, Mr Hyde o del profondo abisso

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2022/10/15.m4a

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Giuseppe Arrigucci, “Liriche scelte”, Guido Miano Editore, 2022. Recensione di Raffaele Piazza

14 venerdì Ott 2022

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Recensioni

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Giuseppe Arrigucci, Liriche scelte

Recensione di Raffaele Piazza

Liriche scelte, la raccolta di poesie di Giuseppe Arrigucci che prendiamo in considerazione in questa sede, è scandita in tre capitoli che sono provvisti tutti e tre di titoli e di prefazioni e sono preceduti da una premessa a cura di Guido Miano.

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Canto presente 59: Francesca Tuscano

13 giovedì Ott 2022

Posted by Loredana Semantica in Canto presente, LETTERATURA

≈ 1 Commento

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Canto presente, poesia contemporanea

Nell’ambito della rubrica “Canto presente” oggi presentiamo la poesia di

Francesca Tuscano

Poesie per Agostino

Anche l’amore ha un peso, il
Giusto peso che diventa ombra
Opposta all’assenza di luce. E
Se guardi tra il ramo,
Tutto si fa frammento,
Indispensabile al tutto.
Non si dice la bellezza,
O non è più. Così è per l’amore.

§§§

Ballata della luna nuova

Lei non ricordava più le attese,
il respiro immobile di chi attende la pioggia.

Lui aveva occhi dolci come lo stagno,
le aiuole dei tulipani e la panchina degli errori.

Lei aveva perso lo scialle nero,
e i fiori che nessuno le aveva colto.

Lui fumava per dimenticare
l’ultima sigaretta di una memoria non sua.

Lei guardava il muro rosso
e il soldato con il falcone al braccio.

Lui si innamorava, e ascoltava
musica che nessuno aveva scritto.

La luna li accompagnava
dal lato sbagliato, e il destino ne rideva.

(Sempre ne ride il destino
dei calcoli dell’ombra che si pretende luce)

Ma lei lo vide, quando il tempo
la obbligò a seguire la strada che lui aveva fatto

anche per lei, quando lei non era
che una distrazione legata a un filo di nulla.

La luna li accompagnò dal lato giusto,
e nello stagno il frammento di luce sorrise –

questo è un fatto, e niente è più tenace di un fatto.
Amarsi fu, poi, come sorridere all’ombra che precede la vita.

§§§

Ballatina dell’ombra e del piombo

L’ombra che ci precede è il primo segno,
perché è l’ultimo – gli disse, e gli toccò il volto.

Essere della felicità del piombo,
che non può che cadere diritto

perché attratto dalla perfezione
che costringe a terra, nella forma della radice.

Ti amo – le disse – e la guardò
come chi ha l’ombra in sé e ne sorride.

Lei si piegò, consentì all’ombra
di entrare in lei prima di esprimerla,

e ricordò la forma del piombo
nel bicchiere del tempo.

L’innocenza mi ha portata a te – gli disse
– la tua innocenza, e la tua bocca.

Lui le sorrise come chi non ha mai saputo
e dunque sa. E lei seppe – che non avrebbe mai più

avuto un dio che non avesse le mani di lui.

§§§

La tua bocca sul mio seno tagliato.

(Niente come la luna divisa
sa dei nostri respiri.)

La tua bocca, e la mia,
e i sessi, le mani,
gli occhi. E la grazia
del dolore confuso alla parola
non detta dello stupore
chiamato piacere.

Molte cose hanno un inizio
che ne garantisce l’esistere.

Ma le tue mani tra le mie gambe ruvide
disconoscono il tempo,
che ha in odio
il mio sonno tra le tue braccia.

Il disegno blu del sogno
vive nell’acqua che mi offri.

Nel tuo sesso che è mio
è la ragione della sua esistenza.

(Niente come una stella
conosce il peso della morte,
e di questo vive)

Amore, finalmente sono cosa
senza essere nome.

E le tue mani
mi custodiscono,
come la parola necessaria
e perciò taciuta.

§§§

Ballata a forma di tango, al contrario

La tua mano che mi stringe il polso, senza farmi male,
e io che ti guardo, ancora pezzo di luna mancante,
mentre il mio corpo aspetta il tuo giudizio.

Le mani misurano l’attesa, sui fianchi;
la pelle giustifica il sorriso del ritorno,
e le bocche si attendono al limite, succhiandolo.

Il mio doppio ti offre la schiena come un respiro,
e tu lo prendi piano, per non svegliarmi,
per non dirmi della solitudine dell’ultimo passo
tra le gambe che s’intrecciano nelle pause mute.

Ti avessi amato al tempo del sorriso,
ancora nuova per un corpo non mio,
ancora certa della grazia della mano sul seno.

Mi avessi amata al tempo del ritmo che ora so
e non sapevo, prima di essere uno sguardo
chiuso contro la tua pelle e la mia tristezza.

Ma ora so, e la parola si chiude sul ventre non più sterile,
che attende la tua mano che mi stringe il polso,
mentre io ti guardo nella luna della fuga
per tornare, sempre, e ancora, in una libertà priva di scelta.

§§§

Non c’è altro
che questo sole indecente
su una piana di pale senza mulini
e fili elettrici coperti di storni.

Il giudizio preme sulla storia.
Ne fa cumulo di segni senza codice.

E io penso al tuo sesso
e alla mia bocca.

E il resto, tutto il resto,
è bestemmia.

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Una vita in scrittura: Dominica Villa Balbinot

12 mercoledì Ott 2022

Posted by Antonella Pizzo in LETTERATURA, Una vita in scrittura

≈ 4 commenti

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Dominica Villa Balbinot, Una vita in scrittura

omaggio a un poeta, Giorgione, 1505

 Una vita in scrittura

Trovo questa rubrica interessante, a partire dalla stessa titolazione. Ma per chi si impegna a rispondere in prima persona, per darne una visione personale, quanto più rappresentativa del proprio sentire, si evidenzia subito che affrontare tale impegno non è cosa da poco.
Dopo averci pensato un po’ proverò a definire come per me si pongono i due termini della stessa titolazione, una vita in scrittura, io ormai ne sono consapevole pienamente nel mio specifico caso: si potrebbero unificare i due termini intendendo con questo che per ciò che si è andando verificando individualmente per me nel tempo e per le modalità con cui il tutto si è venuto a determinare in definitiva la scrittura e la letteratura sono un tutt’uno, si identificano con la mia vita. Continua a leggere →

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Una vita nell’arte: Rodolfo Bisatti

11 martedì Ott 2022

Posted by Maria Grazia Galatà in ARTI, Cinema, SPETTACOLO, Una vita nell'arte

≈ 1 Commento

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Rodolfo Bisatti, Una vita nell'arte

Fotografie dal prossimo progetto cinematografico di Rodolfo Bisatti

Il successo della rubrica “Una vita in scrittura”, l’iniziativa partecipativa dedicata alla scrittura avviata nel mese di marzo scorso, ci ha fatto riflettere che la scrittura è una delle arti nelle quali si esprime il bisogno artistico, culturale, creativo umano, ma non l’unico. Non minore dedizione richiedono: fotografia, pittura, cinema, teatro, scultura, musica… altrettanti fulcri d’esistenza, e compagni di vita. Abbiamo pensato quindi di rivolgere l’iniziativa ad artisti che si dedicano da tempo all’arte e possano essere testimoni di fedeltà ed esperienza nella creazione artistica. Un invito, ma, nel contempo, un omaggio. L’invito è a raccontare, non con le parole asettiche e sintetiche usualmente richieste in una bibliografia, ma in libertà, l’ingresso nell’esperienza d’arte nella propria vita, la chiamata o vocazione, la sua permanenza, l’evoluzione, l’intreccio con le proprie vicende personali, spirituali, una storia quindi fatta di inizi, trame incontri, episodi, traumi, delusioni, soddisfazioni, concorsi, premi, scoperte, emozioni ma anche, se si vuole, raccontare tutto ciò che rende tale l’artista, che costituisce il suo mondo, nella forma che egli ritenga più congeniale: un racconto, poesie autobiografiche o “metartistiche”, fotografie, dipinti, un’intervista a se stessi nella quale porsi le domande che si sarebbe desiderato sentirsi rivolgere e fornire poi le risposte, un video, un file audio sono tutti modi possibili con cui cor-rispondere alla domanda:

Ci racconti la tua vita nell’arte?

Su invito di Maria Grazia Galatà risponde il regista Rodolfo Bisatti

L’Arte? Una forma minima ma necessaria di esistenza

Io non credo esista una vocazione particolare per diventare artisti, la vocazione, semmai, sta nel non esserlo e accettare di condurre una vita in funzione di un lavoro che non ami o ami troppo poco. Non ho alcuna visione romantica dell’arte proprio perché la considero la routine necessaria alla sopravvivenza e non qualcosa di superfluo, di inessenziale; un supplemento facoltativo. Ripeto, quello che pomposamente viene chiamato artista è semplicemente una persona normale che sta vivendo la sua prassi biologica. Nella scala di valori dell’esistenza al primo posto viene il gioco, poi il cibo. Cibarsi senza gioia significa coltivare con rigore la propria malattia.

Trovo insensato il lavoro fine a sé stesso con unico scopo utilitaristico quello di racimolare la paga che ti consenta di sopravvivere per ritornare al lavoro. Aver portato la società a questa condizione ricattatoria è una prerogativa del Potere che è inetto, frustrato, castrato e odia l’arte, per questo cerca affannosamente di riempire tutti i buchi con pattume culturale servile. Ma tornando alle cose essenziali, ci sono moltissime forme di attività creativa, anche il collezionista è ossessionato dalle sue preziose raccolte, il maestro di Yoga, lo sportivo, chi ha l’assillo dell’estetica, chi sa fare bene il proprio mestiere artigianale. Ho conosciuto un fisico che lavora nella robotica, il su discorrere è simile a quello di un mistico piuttosto che a quello di uno scienziato. In sostanza per vivere è necessario avere una passione imprescindibile che può manifestarsi in tante forme. Stringendo il campo a pochi concetti posso dire che l’Arte è lo scopo biologico dell’Uomo. Questa è una frase che ho mutuato da un poeta russo: Joseph Brodsky e che cito sempre molto volentieri. Il mistero non sta in chi crea ma in chi non lo fa e s’accontenta della sua condizione sottomessa. In questa prospettiva credo che la competizione e l’utilizzo dell’arte per primeggiare su altri sia una forma puerile di gratificazione, anche perché è incompatibile con il senso dell’Arte che è quello di creare un ponte con la trascendenza, di attivare un dialogo con Dio e non una competizione per assicurarsi il podio. Per chi obietta che la mia è una visione elitaria e aristocratica, o misticheggiante, dico che tutti i popoli primigeni mettono al primo posto la sacralità dell’arte, con pratiche come lo yoga dell’India, le tecniche del respiro cinesi o la ginnastica viscerale degli antichi Maori, per non parlare del ruolo della danza in tutta l’Africa centro meridionale. E che dire poi del Tibet, dello sciamanesimo nelle regioni siberiane e centro asiatiche. L’arte e la spiritualità sono sinonimi. E qui arriva il punto dolente della questione che è la decadenza dell’occidente che s’è votato anima e corpo, anzi solo corpo, alla materia negando l’anima, sostituendo l’Essere con l’Avere. In questa dimensione materialistica sono stati cacciati gli dei per sostituirli con le cose. La farmacologia del divertimento occidentale è una forma puerile di azione artistica manchevole del suo lato spirituale e per questo foriera di profondo disagio e di perdita di credibilità. È così che s’è creata la spaccatura, la scissione tra artisti e spettatori, divisione impensabile altrove. Distruggendo la tradizione giudaico cristiana ci siamo ritrovati nel nonsense avvenente, in una vita priva di contenuti, disorientati di fronte al ragazzo pakistano che prega, ad ore stabilite, genuflesso in direzione della Mecca. Da noi quando si entra in chiesa per pregare bisogna prima guardarsi attorno per assicurarsi che qualcuno non ti veda, perché è vergognoso invocare, chiedere aiuto, implorare, piangere. E qui il lavoro del cosiddetto artista occidentale si complica perché da un lato deve esprimersi ma anche portare con sé la necessità di ripristinare il primato dello spirito sulla materia. Per tutto il novecento c’hanno provato gli artisti, dal primo all’ultimo, ne citiamo solo una manciata casuale: Kandinsky, Madame Blavatzky, Hilma af Klint , Giorgio de Chirico,  Joseph Beuys , Yoko Ono, Giuseppe Penone, Gina Pane, Hermann Nitsch, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Mimmo Paladino, persino Cattellan, ma l’elenco è molto più vasto ovviamente. Non sono mai riuscito ad intercettare una sola opera d’arte che non fosse una porta spalancata sulla trascendenza. Ricordo lo smarrimento e l’accelerazione della respirazione e del battito cardiaco quando mi sono trovato di fronte a Pesci Rossi di Matisse… Ma pensiamo alle nature morte di Morandi, ai pesci sacri di De Pisis, alle sculture arcaiche di Picasso. Certo le forme e le intensità cambiano, tra le tradizioni millenarie e le iniziative individuali ci sono differenze sostanziali, c’è un grosso dibattito attorno a questa faccenda, cioè sulla data da segnare come inizio della decadenza, c’è chi la fa partire con il Rinascimento, quando l’artista si riappropria del proprio ego. La potenza assoluta di Michelangelo determina una cesura precisa e la Pietà di Milano, la Rondanini, è nel contempo la fine dell’antico e l’inizio e la fine del moderno. Comunque, tagliando corto, nella sostanza, la direzione dell’Arte è la medesima: non c’è arte senza fede e non c’è fede senza arte. La fede per l’artista non è l’apologia della religione, ma il suo opposto, ed ecco il grande blasfemo, il teorico della crudeltà, l’eretico, il bestemmiatore. Artaud rappresenta e incarna lo spirito più profondo, assieme a Nietszche, della spiritualità dell’arte del novecento (retroattivo di un secolo e post attivo di un altro)

Chiunque abbia affrontato un percorso creativo s’è reso conto della limitatezza del pensiero materialista, scientista, di basso cabotaggio, inservibile per chi fa il nostro mestiere. Gli artisti vivono di miracoli e spesso sono costretti alla precarietà, diciamolo pure alla fame o alla follia, ma sono i veri sacerdoti dello spirito, questa verità può irritare e infastidire i burocrati dell’anima, o gli economisti della cultura, ma è piuttosto difficile smontarla. Ma se qualcuno ha i numeri per farlo, ci provi.

Rodolfo Bisatti

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Marco Senesi, “Ante meridiem”, Transeuropa Edizioni, 2021.

10 lunedì Ott 2022

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Poesie, Segnalazioni ed eventi

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Ante meridiem, Marco Senesi

dreyma

la galaverna logora le cornee,
non dà scampo:
il cigno malvagio termina il volo strabiliante
nel presbiterio in fiamme,
il tonchio assiderato si ritira nel pertugio fra
la pietra miliare e il muro portante.

nell’androne deserto della scuola, lo specchio
violato dove ha luogo il mio colloquio
con il Caso.
un geco attratto dalla preda scompare nella sfera
di luce, e oltre la porta a bilico
la battilana autistica procede alla cardatura.

l’occhio pigro del turista si stacca
dalla Processione Della Desolata e la vanità
si impossessa di me:
forzare l’alternanza naturale luce/buio,
ripensare i fusi orari,
rimuovere il cobalto dalle ciliegie.

il giorno in cui diminuì la concentrazione
di cloruro di sodio nel mare io compresi
che nulla era nostro-
non sai più avvalerti del vento, e
non ti riaffacci più dalla balaustra di granito come
radiosa dama di corte.

nel ballatoio bacheche con comunicazioni
della parrocchia di quartiere.
una falda acquifera sotterranea è il luogo scelto
dalla mosca olearia per morire, lenta
la cicatrizzazione della ferita:

è tutto.

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~A viva voce: 71~

08 sabato Ott 2022

Posted by Francesco Palmieri in LETTERATURA, ~A viva voce~

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Francesco Palmieri, Solo parole d'amore

Con questa rubrica si vorrebbe dare ‘voce viva’ a testi di diverso genere e ad autori noti e meno noti che di solito vengono conosciuti tramite lettura personale e spesso silenziosa. Senza nulla togliere alla profondità dell’esperienza soggettiva di immersione nel testo, con questo tentativo si vuole porre l’accento sulla modalità dell’ascolto e della compartecipazione acustica dell’espressione letteraria, così come accade quando assistiamo ad uno spettacolo teatrale o, più semplicemente, quando dialoghiamo. La scelta di autori e testi sarà a cura della redazione, tuttavia non si esclude che potranno essere prese in considerazione proposte di testi poetici su iniziativa di esterni alla stessa redazione, che il curatore leggerà, avendo cura di inviare copia del testo proposto. Solo un’avvertenza: la voce narrante è quella di un lettore comune e non l’espressione professionale di un attore, così come l’ambiente operativo che non è uno studio di registrazione.

https://liminamundi.com/wp-content/uploads/2022/10/voce-057.m4a

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Adriana Deminicis, “Da un poemetto alla luna I fiori di Gelsomino”, Guido Miano Editore, 2022. Recensione di Raffaele Piazza

07 venerdì Ott 2022

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Recensioni

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Adriana Deminicis, Da un Poemetto alla Luna I fiori di Gelsomino, Raffaele Piazza

 Recensione di Raffaele Piazza

La raccolta di poesie di Adriana Deminicis, insegnante di Monte Vidon Corrado, in provincia di Fermo, che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta una prefazione di Maria Rizzi esauriente e ricca di acribia. Come scrive la prefatrice l’Autrice crea una sorta di romanzo in versi che tocca vette altissime di lirismo e trascina nel suo universo, in apparenza surreale, in realtà quanto mai vicino alla concretezza. Il riferimento Alla luna, l’idillio leopardiano dell’opera I Canti, è inevitabile, tanto più che il poeta di Recanati aveva come tema di fondo il ricordare, ovvero il rimettere nel cuore, per riferirci al significato etimologico del termine.

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Capo Horn – Tijuana. Cuentos Olvidados. “Carne” di Efé Gómez

06 giovedì Ott 2022

Posted by emiliocapaccio in Capo Horn - Tijuana. Cuentos Olvidados, Idiomatiche, LETTERATURA

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Capo Horn - Tijuana. Cuentos Olvidados, Carne, Efé Gómez, Emilio Capaccio, Racconti, TRADUZIONI

 C O L O M B I A

CARNE

(1925)

Efé Gómez (1867-1938)

Traduzione di Emilio Capaccio

È stato narratore, matematico, ingegnere e docente dell’Università di Antioquia. Insieme a Tomás Carrasquilla e a Francisco de Paula Rendón, ha fatto parte del gruppo degli intellettuali di Antioquia e ha collaborato a varie riviste, tra le quali: “El montañés”, “El repertorio”, “Alpha y Cirirí”. Il suo stile si discosta dal modernismo predominante alla fine del XIX secolo per anticipare un realismo critico e spietato, frutto dell’influenza esercitata soprattutto dagli studi fatti sulle opere di Nietzsche e di Schopenhauer. Spesso i personaggi dei suoi racconti, per una imprinting pessimistico delle condizioni esistenziali dell’uomo, conducono una vita senza scopo, senza porsi domande sul domani né fare niente per tendere a qualcosa altro che non sia al mero presente in cui intessere le loro trame ingannevoli, meschine, egoiste.

La notte era fredda e uggiosa. Continua a leggere →

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Una vita in scrittura: Marco Scalabrino

05 mercoledì Ott 2022

Posted by Antonella Pizzo in LETTERATURA, Una vita in scrittura

≈ 1 Commento

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Marco Scalabrino, Una vita in scrittura

omaggio a un poeta, Giorgione, 1505

 Una vita in scrittura

L’invito è stato rivolto da Antonella Pizzo a Marco Scalabrino che l’ha interpretato come segue.

Grazie infinite a Marco e grazie altrettante ad Antonella Pizzo

  1. Convintamente siciliano.

 Sti silenzi, sta virdura,

Sti muntagni, sti vallati,

L’à criatu la Natura

Pri li cori nnamurati.

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“Poetry in Music Project in Progress” di Carlo Zarinelli

03 lunedì Ott 2022

Posted by Deborah Mega in LETTERATURA, Segnalazioni ed eventi

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Carlo Zarinelli, Poetry in Music Project in Progress

“Poetry in Music Project in Progress” è un encomiabile progetto di Carlo Zarinelli, una rilettura in musica e canzone di testi poetici, un percorso di condivisione di liriche di singolare intensità talvolta poco note, una forma espressiva altra, un differente linguaggio attraverso l’emozione musicale e vocale. Viene mantenuto inalterato il testo poetico, quello che cambia sono i tempi espositivi perché è indubbio che i versi siano scritti per essere letti uno dopo l’altro per un tempo che non varia mai sensibilmente, mentre quando si fonde con la musica la poesia ne risulta in qualche modo modificata ed è in effetti un’altra rilettura. Ad oggi è stato creato un repertorio di circa quaranta opere, indicativamente su liriche di : Emily Dickinson – Antonia Pozzi-  Aldo Palazzeschi – Sami Al Qasim – Camillo Sbarbaro – Vincenzo  Cardarelli – Umberto Saba – Fernando Pessoa – Costantino Kavafis – Giuseppe Ungaretti  – M.L. Spaziani  – William Shakespeare – Elsa Morante – Eugenio Montale – Nazim Hikmet – Dante Alighieri – Patrizia Cavalli – Franco Loi – Ugo Foscolo – Cesare Pavese –  P.P. Pasolini  e alcuni poeti contemporanei tra i quali Maria Grazia Calandrone, Guido Oldani, Alberto Pellegatta, Umberto Piersanti, Elio Pecora. Nel maggio 2020 il Centro Lunigianese di Studi Danteschi ha lanciato la sfida di musicare il terzo appuntamento di una tetralogia dantesca, il tema filosofico era “IL BUON GOVERNO DEL MONDO” e ha proposto quattro terzine dal Canto XI del Paradiso: il canto di San Francesco (Paradiso/Canto XI  55-66 /50/74). All’opera “IL BUON GOVERNO DEL MONDO”,  realizzata in casa nel giugno 2020 per ovvi motivi, è stato conferito il Premio Lunezia 2020 – Musicare i Poeti e consegnato la scorsa estate in una serata concerto dedicata a Lucio Dalla. https://www.lanazione.it/sarzana/cronaca/una-serata-per-lucio-dalla-al-lunezia-1.6587301

Lo spettacolo musicale “Poetry in Music or Music in Poetry”  è strutturato in modalità differenti a seconda delle ambientazioni: in quartetto / duo / singolo e con la proiezione di immagini ed è stato inserito anche tra gli eventi musicali di BookCity Milano 2021 al Teatro Franco Parenti.
https://www.bookcitymilano.it/eventi/2021/poetry-music-or-music-poetry-2021

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